Diritto e Fisco | Articoli

Sexbook: il sesso su Facebook

25 Dicembre 2011 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Dicembre 2011

L’amore e il sesso ai tempi di Facebook: ecco un particolare reportage a tre puntate sui giovani, internet e i nuovi modi di corteggiarsi, conoscersi, incontrarsi e amarsi.

Usati per scegliere il partner e superare la timidezza negli approcci, i social network giocano un ruolo sempre più decisivo nella battaglia del sesso. I giovani del nuovo millennio si affidano a Facebook per conoscersi, darsi appuntamenti, lanciare messaggi provocanti. Il corteggiamento avviene ormai online. Ci si incontra fisicamente solo alla fine di questo percorso, per la semplice fase “carnale”.

Ancor più spesso, il corteggiamento viene del tutto saltato. Nell’epoca del “tutto e subito”, il passaggio dalla chat alla camera da letto è brevissimo.

È il sogno di ogni persona che si concretizza: poter scegliere comodamente da un catalogo, come per i costumi da bagno, anche il proprio partner.

In un mondo rivoluzionato da internet, Cupido si è messo al passo coi tempi. Ha gettato la faretra e si è armato di frecce digitali. Un post in bacheca, un link romantico o un semplice poke possono colpire un cuore più delle tradizionali lettere d’amore.

È una nuova rivoluzione che, in pochi anni, ha cambiato il modo di comunicare, di stay tuned, di concepire e vivere le relazioni tra i due sessi.

Fautori i social network: Twitter, Delicious, Google Plus, ma soprattutto Facebook. Quest’ultimo, con 800 milioni di utenti, di cui 21 solo in Italia (in media un italiano su quattro) è, dopo Google, il secondo sito più cliccato al mondo.

Una recente indagine ha svelato che le donne sono il vero motore di Facebook e Twitter: la loro presenza supera di quasi dieci punti percentuali quella degli uomini. L’energia rosa è più attiva nella condivisione di foto, nell’aggiornamento di profili e nella partecipazione ai gruppi. Gli uomini, invece, preferiscono guardare, commentare e mettere “mi piace” alle immagini e ai pezzi di vita altrui.

Facebook.

In realtà quasi nessun utente si iscrive su Facebook per “cuccare”, ma molti finiscono col farlo perché è facile e divertente.

Prima di flirtare, gli utenti hanno anche imparato ad “essere presentabili”. In psicologia si parla di impression management per indicare le tattiche presentazionali. L’abito firmato, la sigaretta, lo sguardo accattivante si traducono in comportamenti precisi sulla pagina Facebook. La foto-profilo, per esempio, studiata apposta per raccogliere l’immediato apprezzamento. In questo, hanno un ruolo determinante anche i software di photoediting, così come il trucco nella vita quotidiana.

Anche la bacheca viene adeguatamente curata, perché l’utente non appaia sprovvisto di “cose da dire”. Pagine non aggiornate vengono associate a un’immagine di trascuratezza. Si parla di romanticismo da “scaffale di supermercato”, in cui si sceglie l’etichetta che conquista e il prodotto più confacente ai propri gusti.

La rivista statunitense Seventeen ha svelato come tutto questo influenzi le relazioni sentimentali. Secondo il tabloid, nel 79% dei casi, dopo aver conosciuto una persona, si chiede la sua amicizia su Facebook entro una settimana. Il 43% delle ragazze e il 33% dei ragazzi decide di non uscire con qualcuno sulla base di una valutazione del suo profilo. Inoltre, il 60% degli utenti controlla il profilo del proprio innamorato almeno una volta al giorno; il 10% delle persone sono state lasciate tramite Facebook; il 73% mantiene gli ex nella lista amici. Facebook questo lo sa bene e ha creato l’opzione “break up notifier” che invia una notifica ogni volta che la persona selezionata ha cambiato la propria situazione sentimentale.

Per chi usa il social network per adescare, c’è allfacebook.com che suggerisce migliaia di frasi a effetto da pubblicare.

Badoo (celebre sito di incontri online) rivela agli uomini una serie di accorgimenti per rompere il ghiaccio online. Da evitare, per esempio, frasi come: “Sei bellissima”, banali e troppo generiche. Il complimento più efficace è “Hai delle labbra bellissime”: audace e, al tempo stesso, espressione di un uomo sicuro e intraprendente. Le labbra evocano il bacio e anche qualcosa in più. Gli apprezzamenti sugli occhi e sull’abbigliamento sono tra i più graditi. Sembra che la frase “Vesti magnificamente” faccia colpo sulle donne italiane, francesi e americane, sempre attente alla moda.

Facebook condiziona anche la coppia stabile. Fonti di gelosie, le “amicizie” con vecchie fiamme o persone appariscenti sono la nuova causa di rottura dei rapporti. Nell’epoca dei social network cambiano anche i sotterfugi (caso classico, la rimozione di un tag da una foto compromettente).

Molti utenti controllano l’attività online del loro compagno (“Occhio che non vede, Facebook te lo dice”). Secondo i dati pubblicati sul blog allfacebook.com, il 7,4% degli intervistati dichiara che “i contenuti pubblicati sul profilo possono prestarsi ad interpretazioni erronee ed essere fonte di gelosia e sentimenti di sospetto”.

Tali comportamenti sono la proiezione di quello che, sino ad oggi, è avvenuto nella realtà. Ma due piani – quello virtuale e quello reale – sono di sicuro più pesanti da sopportare rispetto a uno solo. É la conseguenza della sovrapposizione continua tra la nostra persona reale e quella digitale.

Il fatto che le relazioni siano le prime a essere coinvolte in questa rivoluzione stupisce. È strano che la più delicata e complessa esplicazione del nostro io, il filo che lega due sentimenti, oggi venga reso di nuovo “pubblico”. Strano perché ci riporta indietro di lustri, all’epoca in cui, nelle realtà rurali, tutto era di pubblico dominio, a disposizione di chi voleva ammirare, commentare e invidiare.

Addirittura, c’è un predominio dell’identità virtuale su quella reale. La nostra “persona digitale” condiziona a tal punto il suo alter ego reale da finire per gestirlo e fargli strada tra la gente e con la gente.

È stato addirittura inventato il “love coach”, un allenatore sentimentale, un soggetto virtuale che aiuta a scoprire la propria sensualità e ad esternarla, nonché a conquistare la persona bramata o a trovare quella ideale.

Le dipendenze.

In Australia e in Canada, si sono diffusi i cosiddetti Flitter party. Il nome nasce dall’incrocio tra “Twitter” e “flirtare”. Si tratta di vere e proprie serate dedicate alla ricerca di un partner. Ci si ritrova in una sala semibuia con centinaia di persone; ciascuno ha un cartellino con un numero identificativo e un cellulare per collegarsi a Twitter. Se qualcuno nota una persona, gli invia, nel corso della festa, un messaggio su Twitter che termina con la parola “flitter me” e con l’indicazione del proprio numero di cartellino. Sta all’altro poi decidere se accettare o meno l’invito.

Una soluzione innovativa per timidi o un suicidio della personalità?

In alcuni casi la relazione nasce online e lì rimane: sulla rete ci si conosce, ci si conquista, ci si lega. In ipotesi eccessive, addirittura, ci si unisce in un amplesso virtuale (complice magari una webcam), poi ci si lascia senza mai essersi incontrati. Vengono dette “cyber relazioni” e sono più frequenti di quanto si possa immaginare, proprio perché nascoste. Chi sente “le farfalle nello stomaco” per aver ricevuto la mail di un “tale”, visto solo in foto, non riuscendo a spiegarsi come ciò sia possibile, se ne vergogna al punto da non parlarne con nessuno.

Gli psicologi e i sociologi spiegano questo fenomeno con il bisogno dell’individuo di allontanarsi dalla realtà e di vivere una storia immaginaria in cui, dando spazio alle proprie fantasie, si finge di essere ciò che si è sempre sognato.

Pur nascendo dalla menzogna, queste relazioni – spesso tra soggetti già sposati – fanno sorgere veri rapporti d’amore con una seria dipendenza psicologica: perché si tende immancabilmente a idealizzare il compagno e si instaura una maggiore confidenza per l’assenza del contatto face to face. Qui, l’utente della rete finisce, in definitiva, per parlare con la parte più nascosta di sé stesso.

La dottoressa Kimberly Young, considerata un’esperta della net addiction (dipendenza da internet), spiega sul proprio sito (netaddiction.com) la dipendenza da Internet (IAD, Internet AddictionDisorder). Si chiama cyber-relations addiction (dipendenza da relazioni virtuali) e, più nello specifico, online-affairsaddiction (dipendenza da relazioni sentimentali online). In quest’ultimo caso si è coinvolti in relazioni online (a volte adulterine), a cui si finisce per dare più importanza rispetto ai reali rapporti familiari.

Le storie d’amore nate sul web costituiscono una crescente causa di divorzio in America e la sua dipendenza viene curata nel centro di recupero della dottoressa Young.

Chi si approccia a una relazione online attraversa numerosi cambiamenti di personalità, sbalzi d’umore ed è persuaso che ciò non integri un vero tradimento, mancando il contatto fisico, pur provando le stesse emozioni di una normale storia. Il pensiero del cyber-relation addicted va continuamente al partner virtuale; egli si distacca dalla realtà, che tratta con disinteresse, per stare ore al computer, immaginando di scappare con la presunta anima gemella.

Il sesso online.

La rete, prima ancora di offrire volti e anime disposte a instaurare relazioni, offre miliardi di occasioni hot, opportunità di incontri piccanti o anche solo disponibilità di immagini e video hard, materiale appetibile per chi, tra gli scaffali del web, cerca intrattenimento a luci rosse.

Dal semplice passatempo, alla malattia, al reato il passo è breve. Anche i social network fanno la loro parte. Facebook, oltre al volto innocente e pulito, ne ha un altro: quello hard che sta rimpiazzando i tradizionali siti per adulti.

La pornografia è più facile da reperire sul libro delle facce: non ci sono filtri, codici di accesso, costi di abbonamento e sensi di colpa. Si può disporre facilmente di immagini e video amatoriali di generose ragazze in push-up e c.d. “filo interdentale”. Si può chattare con il tipo che ha come nome “Maschio Latino” o “Playboy Insaziabile” o ancora accettare le frasi provocatorie di link associati ad immagini tutt’altro che pudiche come “I veri cavalli si vedono alla fine della corsa”. Per non parlare delle applicazioni “Sai fare sesso?” oppure “Scopri chi vuole fare sesso oggi con te” con centinaia di migliaia di utenti attivi. Vedere per credere.

Le statistiche confermano che la ricerca pornografica è scesa notevolmente da quando è nato il social network blu, che la ha assorbita.

Si condividono le proprie foto provocanti, senza pensare che l’immagine finirà chissà dove nei meandri della rete. A prevalere è la voglia di essere commentati e contattati in privato, per passare dalla grammatica alla pratica, nel o fuori dal web. É la formula evoluta dei numeri di telefono lasciati sui muri dei bagni pubblici.

I sondaggi rivelano che grazie a Facebook e Twitter é più facile portarsi qualcuno a letto, senza troppe differenze tra donne e uomini. Le prime avrebbero abbandonato l’idea del principe azzurro e, nella lunga attesa di costui, ammettono di amare la provocazione in chat; i secondi confessano che il web li aiuta nelle conquiste e nelle “relazioni veloci”.

La posizione della chat di Facebook fa riflettere: in basso a destra del sito. Come dire: “guarda il tutto e se ti piace contattami. Puoi dirmi quello che ti va, tanto nessuno vede”. Dal commento pubblico alla chat, dalla chat al letto… facile no? Perché allora dover cercare di nascosto siti hot?

Anche su Facebook, il sesso finisce a volte per essere solo virtuale, limitandosi all’incontro in chat. Si sviluppa così l’autoerotismo e l’osservazione reciproca della gestualità sessuale tramite webcam. Gli studiosi parlano di “neo pornografia”.

Le pulsioni sessuali virtuali prendono il posto di quelle autentiche causando gravi squilibri psico-fisici di dipendenza sino a trovare il sesso virtuale più eccitante di quello reale. Il piacere diventa autoreferenziale: il corpo sta seduto passivamente al pc mentre la mente registra immagini e frasi e, su di esse, fantastica. Si crea una distanza abissale tra realtà e virtualità. Un abisso che rivela la solitudine dell’individuo.

I disturbi.

La pornografia e il sesso online possono essere sintomi di un disturbo psicologico. Si parla, rispettivamente, di Cyber-porn e Cyber-sex addiction. Gli studi condotti ancora una volta dalla dottoressa Kimberly Young mostrano come gli uomini tendano più spesso a vedere materiale pornografico sul web, mentre le donne preferiscono intrattenersi in chat erotiche. Questo perché gli uomini sono più di frequente eccitati dalle immagini, mentre le donne dalla fantasia e dalle parole.

La Young afferma che “i pazienti affetti da queste dipendenze non sono soggetti che si recano presso strip club o noleggiano video hard, ma scaricano materiale porno on line o parlano con estranei nelle chat rooms dedicate al sesso esplicito”. Si tratta di persone che sfruttano l’anonimato del cyber spazio per sperimentare emozioni ed esplorare cose che non farebbero mai nella vita reale. Gente spesso represse.

Ma non solo. Nel mondo dei social, in cui vige la regola dello “sharing”, il problema può diventare collettivo perché coinvolge tutti coloro che possono entrare in contatto con il cyber sex adddicted o il suo “spacciatore” di materiale. Il pensiero va automaticamente agli adolescenti e ai minori in generale, che per gioco entrano nei social network e si vedono bombardati da immagini e discorsi poco educativi.

La questione di fondo è che non esistono controlli effettivi per selezionare l’ingresso ai siti in base all’età. Facebook ha imposto come età minima i 13 anni; ma l’undicenne sa che gli basta retrodatare la data di nascita per iscriversi, senza che nessuno lo scopra.

Altri siti, invece, si esonerano da ogni responsabilità con un disclaim da cliccare all’atto dell’iscrizione.

Né i genitori di oggi possono privare il figlio dell’uso del pc (con il rischio magari di essere condannati per abuso dei mezzi di correzione) o possono essere onnipresenti per verificare se il figlio ha aggirato i sistemi di “parental control”.

Il sexting.

Un campanello d’allarme è la diffusione tra i giovani del c.d. “sexting” (al posto di texting), cioè lo scambio di messaggi ed email a sfondo sessuale. Si parla di “precocizzazionesessuale delle nuove generazioni” che, con sempre maggiore frequenza, scaricano, commentano e condividono sui social network, immagini e video con contenuti sessuali.

Da una recente indagine effettuata in collaborazione tra Telefono Azzurro ed Eurispes è risultato che il 37,7% dei giovani italiani trascorre da due a quattro ore al giorno su Internet; il 6,7%  ha inviato sms o video a sfondo sessuale, mentre il 10,2% ne ha ricevuto almeno uno.

Inutile dire quali sono i risvolti negativi sulla crescita di un ragazzino/a circondato/a da provocazioni per adulti e soprattutto quali i rischi per il “baby-cyber” che può cadere nelle trappole della pedopornografia e pedofilia. Sono questioni scottanti per le quali la legge non ha ancora trovato soluzioni preventive efficienti.

Ritorna la canzone “Welcome to the Jungle” che i Guns N’ Roses cantavano riferendosi alla città di Los Angeles. Ecco, il web è proprio come una grande città digitale, con i suoi aspetti positivi, ma anche negativi. Con milioni di facce e miliardi di frecce che Cupido lancia ormai all’impazzata, forse anche lui inebriato dal gioco.

L’unica liana che può salvarci è quella che ci riporta alla realtà di tutti i giorni, alla vera città in cui viviamo, ai nostri veri familiari, partner, amici, colleghi e, soprattutto, ai veri noi stessi.

La nostra indagine proseguirà tra qualche giorno, con l’intervista ad uno psicoterapeuta e con alcune interviste anonime condotte tra i giovani.

La foto del presente articolo è un’opera artistica di Dantemanuele De Santis, DS Photostudio, ©. Ogni riproduzione riservata.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. Dubita che le stelle siano fuoco,
    dubita che il sole si muova,
    dubita che la verità sia mentitrice,
    ma non dubitare mai del mio amore.
    William Shakespeare, Amleto
    Ben vengano i social network ……

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI