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Visura conti correnti intestati

10 Dicembre 2019 | Autore:
Visura conti correnti intestati

Chi può arrivare ai rapporti bancari di un debitore e quale procedura bisogna seguire. I documenti che occorrono. Il modulo per avere il permesso del tribunale.

Immagina di vantare un credito nei confronti di una persona che dice di non poterti restituire ciò che ti deve. Sostiene di essere «al verde», di non avere le possibilità materiali per onorare il suo impegno, ti chiede di avere pazienza. Addirittura, ti mostra il suo estratto conto, dal quale risulta che dispone di poco più del necessario per vivere. Eppure, qualcosa non ti quadra: ti risulta che non si voglia privare di nulla e che conduca una vita apparentemente al di sopra delle sue possibilità (o, almeno, di quelle in cui dice di trovarsi). Ti viene il sospetto che nasconda da qualche parte un bel gruzzolo di denaro. Come smascherarlo? Servirebbe un’indagine tramite la visura dei conti correnti intestati. Bisognerebbe, cioè, andare a vedere se il debitore ha in giro qualche conto intestato e che si è tenuto nascosto, in modo da evitare un eventuale pignoramento. Ma com’è possibile scoprirlo? E, soprattutto, è legale farlo?

C’è chi si affida a un investigatore privato. Ci sono, infatti, delle agenzie che per circa 200 euro ti promettono la visura dei conti correnti intestati in 10 giorni, oppure in tre giorni se ne hai urgente bisogno e paghi quasi il doppio. E ci sono, poi, i canali per così dire «ufficiali», che portano dritto dritto verso l’Anagrafe dei conti correnti, detta anche Anagrafe dei rapporti finanziari. Si tratta di un enorme contenitore informatico in cui le banche devono obbligatoriamente versare i dati dei clienti: numero di conto, deposito a fine anno ed estratto conto.

Come ci si arriva? E chi può, in questo modo, avere la visura dei conti correnti intestati? È quello che vediamo adesso.

Visura conti correnti: chi la può ottenere?

Come privato cittadino, puoi ottenere la visura dei conti correnti intestati per sapere esattamente la situazione economica del tuo debitore? All’Anagrafe dei conti possono accedere:

  • l’Agenzia delle Entrate;
  • l’Agenzia delle Entrate Riscossione;
  • il creditore (e questo può essere il caso tuo) purché sia munito di titolo esecutivo, vale a dire di una sentenza temporaneamente esecutiva, di un decreto ingiuntivo, di una cambiale contestata, ecc.

Visura conti correnti: cosa puoi vedere?

Quindi, appurato che anche tu, come creditore privato, puoi avere accesso alla visura dei conti correnti intestati, resta da capire in che modo e quali dati puoi vedere.

Così come l’Agenzia delle Entrate o l’agente della riscossione non hanno bisogno di particolari procedure per accedere all’Anagrafe, tu in quanto creditore privato dovrai avere in mano un titolo esecutivo. In pratica, si tratta di un documento che attesta che sei un creditore e quanto ti deve il soggetto su cui stai indagando. Quindi, esistenza ed entità del credito su un titolo esecutivo che, normalmente, viene firmato da un giudice.

Il discorso vale per te come per una banca, una società o un professionista che hanno svolto un servizio o venduto della merce e non hanno visto un soldo, un lavoratore che ha vinto una causa ma l’azienda, nonostante la sentenza di un tribunale, si ostina a non pagare, ecc.

Che cosa puoi sapere? Soltanto se il tuo debitore ha un conto corrente di cui non sei stato informato e presso quale banca lo ha aperto. Ma non quanti soldi ha dentro. Sarà l’istituto di credito a comunicare questa informazione soltanto al momento del pignoramento.

Visura dei conti correnti intestati molto più semplice per il Fisco. Occorre ricordare, infatti, che l’Anagrafe dei rapporti finanziari è nata per contrastare l’evasione. Proprio per questo motivo, l’Agenzia delle Entrate ha la strada spianata per controllare dove tengono i soldi i contribuenti e quanti ne hanno depositati in banca o in Posta, oltre ai movimenti (prelievi e versamenti). Oltretutto, in questo modo, le Entrate riescono ad individuare eventuali rapporti bancari nascosti da chi ha un debito insoluto e può (e deve) essere pignorato.

Conto corrente: come individuarlo?

Fin qui, tutta teoria. Ma nella pratica, come arrivare alla visura dei conti correnti intestati? Cioè, come individuare il rapporto bancario di un debitore?

Il primo passo che devi fare per scovare il conto di quel furbo che non ti vuole pagare è quello di ottenere il titolo esecutivo di cui abbiamo parlato prima e senza il quale non puoi avere accesso a nulla. Quindi, ti serve in mano uno di questi strumenti:

  • un decreto ingiuntivo che non abbia subìto opposizione nei 40 giorni successivi alla sua notifica o che sia provvisoriamente esecutivo;
  • una sentenza di condanna in primo grado che obbliga il debitore a pagare una determinata somma di denaro e che non sia stata sospesa da un giudice in secondo grado;
  • un contratto di mutuo stipulato davanti ad un notaio (nel caso della banca o della finanziaria che non riceve le dovute rate);
  • un’ordinanza di sfratto che contenga l’ordine di pagamento dei canoni di affitto;
  • un assegno non pagato o una cambiale non protestata.

Con uno di questi documenti, è possibile notificare al debitore l’atto di precetto: avrà 10 giorni di tempo per pagare. Se non lo fa, ti conviene ricordarglielo con un nuovo atto: il precetto, infatti, scade dopo 90 giorni e, se non lo rinnovi, non potrai arrivare al pignoramento.

Notificato l’atto di precetto, il tuo avvocato chiede al presidente del tribunale con un’istanza da depositare presso la volontaria giurisdizione (anche per via telematica), sul modello che ti facciamo avere in fondo a questo articolo, l’autorizzazione ad accedere all’Anagrafe dei conti correnti.

Tale permesso va inviato via Pec (ci pensa il tuo avvocato se tu non hai la posta elettronica certificata) all’Agenzia delle Entrate, direzione regionale. Devi allegare il titolo esecutivo di cui abbiamo parlato sopra e l’atto di precetto. L’Agenzia risponde facendo avere i codici da inserire per pagare i diritti di accesso all’Anagrafe tramite F23 (nulla è gratis). Paghi, mandi l’F23 e le Entrate ti fanno avere le informazioni richieste.


ALL’ILL.MO PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI …

ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE ALLA RICERCA TELEMATICA DEI BENI

EX ART. 492BIS C.P.C.

Per: S.R.L. (P.iva: …), in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in via …, rappresentata e difesa – giusta procura in calce al presente atto – dall’avv. … (C.F.: …, P.IVA: …), indirizzo P.E.C.: … e num. fax: …, presso il cui studio legale, sito in via …, elegge domicilio

PREMESSO CHE

– l’istante è creditrice nei confronti del sig…, nato a … il …. e residente in …, della somma di € 30.000,00 oltre interessi sino all’effettivo soddisfo;

– il titolo esecutivo è costituito dal decreto ingiuntivo di pagamento n. … emesso in data … dal Tribunale di …, dichiarato provvisoriamente esecutivo con provvedimento del … e munito di formula esecutiva in data …;

– in data … è stato regolarmente notificato alla debitrice atto di precetto onde ottenere il versamento della somma dovuta;

CONSIDERATO CHE

ad oggi il debitore non ha ancora provveduto al pagamento della somma dovuta e si rende pertanto necessario procedere ad espropriazione forzata nei suoi confronti, previa individuazione dei beni mobili/immobili da pignorare,

CHIEDE

all’Ill.mo Presidente del Tribunale adito di essere autorizzato ad effettuare la ricerca dei beni del debitore, ai sensi dell’art. 492 bis c.p.c., mediante richiesta ai gestori delle banche dati delle pubbliche amministrazioni (o delle banche dati alle quali le pubbliche amministrazioni possono accedere), menzionate dal predetto art. 492 bis c.p.c. all’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti, rappresentando che, allo stato, l’accesso diretto dell’ufficiale giudiziario con modalità telematiche alle predette banche dati non può essere disposto poiché non risulta emanato il decreto ministeriale previsto dall’art. 155 quater disp. att. c.p.c.

Si allega:

– titolo esecutivo (Decreto ingiuntivo n. … del …);

– atto di precetto;

– procura alle liti.

Con osservanza.

Luogo, data….

Avv. ….


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