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Prescrizione avviso di addebito Inps per autonomi

10 Dicembre 2019
Prescrizione avviso di addebito Inps per autonomi

Prescrizione cartella per contributi previdenza per lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps.

Quanto tempo ha l’Inps per riscuotere i contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti non iscritti a un albo? La platea dei soggetti passivi è piuttosto ampia, specie in questo momento economico di fuga verso le partite Iva: il riferimento è, infatti, a tutti gli autonomi iscritti alla cosiddetta Gestione Separata Inps. Una recente ordinanza della Cassazione [1] ha ricordato quali sono i termini di prescrizione dell’avviso di addebito Inps per autonomi e per le relative cartelle esattoriali emesse dall’Agenzia Entrate Riscossione. Ma procediamo con ordine.

Prescrizione contributi Inps

Come forse già saprai, la riscossione dei contributi di previdenza dovuti dai lavoratori autonomi e dagli imprenditori deve avvenire in tempi piuttosto brevi: sono previsti massimo cinque anni. Dopo di ciò scatta la prescrizione e l’eventuale avviso di addebito Inps può essere contestato innanzi al tribunale ordinario, sezione lavoro e previdenza. L’impugnazione deve avvenire entro massimo 40 giorni.

Riscossione contributi non versati da autonomi

Lo stesso termine di prescrizione è indicato anche per le relative cartelle di pagamento. Così, se dovessi ricevere una cartella da parte di Agenzia Entrate Riscossione per contributi previdenza Inps – di solito, l’indicazione è piuttosto generica anche quando si riferiscono alla Gestione Separata – la stessa sarebbe illegittima se emessa dopo più di cinque anni dall’ultimo avviso di pagamento ricevuto.

Termine prescrizione riscossione contributi autonomi: sentenze Cassazione

L’orientamento è stato ribadito dalla pronuncia della Cassazione qui in commento. Secondo i giudici supremi, l’Ader (Agenzia entrate riscossione) ha cinque anni (e non dieci come sostenuto spesso dall’Esattore) per incassare i contributi non versati regolarmente dagli autonomi.

Per i Supremi giudici, infatti, «in tema di riscossione di crediti previdenziali, il subentro dell’Agenzia delle Entrate Riscossione alla vecchia Equitalia SpA, quale nuovo concessionario, non determina il mutamento della natura del credito, che resta assoggettato per legge ad una disciplina specifica anche quanto al regime di prescrizione. Pertanto, continua a trovare applicazione, anche nei confronti del soggetto titolare del potere di riscossione, la speciale disciplina della prescrizione breve – cinque anni – prevista dalla legge del 1995 [2]».

Prescrizione di dieci anni contributi previdenza

C’è solo un caso in cui la prescrizione dei contributi di previdenza passa da 5 a 10 anni: quando il contribuente abbia fatto ricorso e, in esito ad esso, abbia perso il giudizio. In tale ipotesi, infatti, il titolo esecutivo – l’atto cioè che ufficializza il credito della Pubblica Amministrazione – non è più né l’ingiunzione dell’Inps né la cartella esattoriale (soggetti come detto a prescrizione breve), ma la sentenza del tribunale. E la sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro si prescrive, come noto, in dieci anni.

Prescrizione contributi autonomi: ultime sentenze

Contributi previdenziali: la prescrizione decorre dalla scadenza del termine per il pagamento.

In materia di versamento di contributi dovuti dai professionisti iscritti alla gestione lavoratori autonomi, la decorrenza quinquennale della prescrizione decorre dalla scadenza del termine per il pagamento della contribuzione. Infatti in mancanza di diversa disposizione, per principio generale la decorrenza della prescrizione dei crediti inizia da quando il diritto può essere fatto valere (art 2935 c.c.) e dunque da quando deve essere corrisposto il pagamento, mentre non dipende dall’epoca di conoscenza del creditore o dall’atto amministrativo di ricognizione né dalla dichiarazione dei redditi.

Tribunale Reggio Calabria sez. lav., 29/01/2019, n.168

Contributi previdenziali gestione separata: la prescrizione decorre dalla scadenza del termine per il pagamento

In materia previdenziale, la prescrizione dei contributi dovuti alla gestione separata decorre dal momento in cui scadono i termini per il pagamento dei predetti contributi e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi ad opera del titolare della posizione assicurativa, in quanto la dichiarazione in questione, quale esternazione di scienza, non costituisce presupposto del credito contributivo.

Tribunale Roma sez. lav., 16/10/2019, n.8877

In materia previdenziale la prescrizione dei contributi dovuti alla gestione separata decorre dal momento in cui scadono i termini per il pagamento dei predetti contributi e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi ad opera del titolare della posizione assicurativa, in quanto la dichiarazione in questione, quale esternazione di scienza, non costituisce presupposto del credito contributivo. In sostanza, il dies a quo della prescrizione quinquennale dei contributi dovuti alla Gestione separata deve individuarsi nel giorno di scadenza del termine per il pagamento dei suddetti contributi e non in quello di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Corte appello Milano sez. lav., 03/06/2019, n.735

Decorrenza del termine di prescrizione dei contributi dovuti dal professionista per l’iscrizione alla gestione separata

In tema di una pretesa contributiva correlata all’iscrizione del professionista alla gestione separata, il termine di prescrizione dei contributi dovuti per l’iscrizione alla gestione separata, lungi dal decorrere dalla data di comunicazione della denuncia dei redditi dell’opponente, decorre dalla data prevista per il versamento del saldo delle imposte, in quanto è solo da tale data che l’INPS ha titolo per richiedere il versamento dei contributi, ai sensi e per gli effetti dell’art. 18 comma 4 del D.Lgs n.241 del 09.07.1997.

Tribunale Trani sez. lav., 24/09/2019, n.1791

Contributi Inps autonomi: 3 o 5 anni di prescrizione?

Il termine triennale di prescrizione dei contributi dei lavoratori autonomi, previsto dall’art. 4 della legge n. 463 del 1959, è stato ampliato a cinque anni dall’art. 12, comma 10, della legge n. 155 del 1981, sospeso per un triennio ex art. 2, comma 19, d.l. n. 463 del 1983, convertito in legge n. 638 del 1983, e poi dall’art. 1, comma 6, della legge n. 233 del 1990 portato a dieci anni, anche per le prescrizioni in corso.

Cassazione civile sez. lav., 08/08/2003, n.12003

Prescrizione dei contributi assicurativi

L’obbligo contributivo è soggetto alla prescrizione quinquennale di cui all’art. 2948 n. 4 c.c., trattandosi di prestazione periodica dipendente da un unico rapporto che si concreta in versamenti autonomi e distinti in relazione alle rispettive scadenze; ne consegue che anche il potere di rivalsa spettante al datore di lavoro in materia di contributi previdenziali e assistenziali dallo stesso direttamente versati al competente istituto per la parte a carico del dipendente, è soggetto al medesimo termine di prescrizione.

T.A.R. Latina, (Lazio), 11/12/1990, n.1072

note

[1] Cass. ord. n. 32077/2019 del 9.12.2019.

[2] Prevista dall’art. 3 della L n. 335 del 1995.


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