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Polizia trova droga in casa: come difendersi?

25 Dicembre 2019 | Autore:
Polizia trova droga in casa: come difendersi?

Sostanze stupefacenti in abitazione: è legale? Cosa fare se la polizia vuole procedere a perquisizione domiciliare? Come comportarsi per evitare l’arresto?

Un tempo, quando qualcuno bussava alla porta, si correva ad aprire, curiosi di sapere chi fosse. Oggi, invece, il campanello che suona è quasi un allarme per chi sta in casa: rappresentanti che vogliono propinarci prodotti di dubbia utilità, portalettere con un carico di bollette e vicini scoccianti sono i nemici più temuti. Immagina però che un giorno, aprendo la porta, ti ritrovi davanti degli uomini in divisa: è la polizia. Chiedono di poter entrare per effettuare una perquisizione. Poiché è la prima volta che ti accade, non sai come comportarti e rimani con gli occhi sgranati ad osservare le autorità che ficcano il naso dappertutto. All’improvviso, uno di loro trova qualcosa: una bustina contenente della droga, marijuana, ad esempio. Come difendersi se la polizia trova droga in casa?

Davanti a un caso del genere, le ipotesi sono due: sapevi di avere in casa della droga e la tenevi per uso personale oppure per condividerla con gli amici; non eri affatto a conoscenza della sostanza stupefacente rinvenuta. Ecco, con questo articolo vorrei spiegarti come puoi difenderti nel caso in cui la polizia trovi della droga. Cosa puoi dire a tua discolpa? Quali sono i tuoi diritti? Puoi chiamare un avvocato? Ti possono arrestare? Rispondiamo a queste domande.

Droga in casa: è reato?

Ci si può difendere dalla polizia che ci trova della droga in casa solo se abbiamo conoscenza della legalità o meno di questa condotta. Tenere la droga in casa è reato? Non necessariamente: dipende dall’uso che delle sostanze stupefacenti si vuole fare.

Secondo la legge, il consumo personale di droga non costituisce reato. In altre parole, chi compra la droga per sé non commette alcun crimine; questa condotta può solamente essere sanzionata dal punto di vista amministrativo, ad esempio con la sospensione del porto d’armi o della patente. Nessun procedimento penale potrà però essere intrapreso contro chi prende della droga solo per sé.

Al contrario, chi detiene la droga per poi cederla ad altri (a pagamento o gratuitamente), oppure la coltiva, la nasconde per poi passarla a terzi, la trasferisce da un luogo a un altro (facendo da corriere, insomma), o compie qualsiasi altra condotta diversa da quella che possa essere ricollegata all’uso personale, commette un grave reato punibile con pene molto severe, nei casi più gravi perfino sino a vent’anni [1].

Quando la polizia può fare una perquisizione domiciliare?

Veniamo ora al tema della perquisizione domiciliare da parte delle autorità. Quando la polizia può entrare in casa per una perquisizione? Secondo la legge, le forze dell’ordine possono procedere a perquisizione solamente se autorizzate da decreto dell’autorità giudiziaria.

Se la polizia dovesse presentarti a casa tua per effettuare una perquisizione domiciliare, dunque, prima di entrare dovrebbe mostrarti il provvedimento che autorizza a compiere quest’attività; in mancanza, puoi rifiutarti di farli entrare.

Prima di poter perquisire una persona o la sua dimora, la polizia deve dare avviso della possibilità di nominare un avvocato o altra persona di fiducia che siano, però, facilmente reperibili; la polizia non è quindi tenuta ad attendere nel caso in cui il proprio avvocato venga da luogo distante.

Ricorda, inoltre, che la perquisizione in un’abitazione o nei luoghi chiusi adiacenti a essa non può essere iniziata prima delle ore sette e dopo le ore venti [2].

Le semplici regole specificate fino a questo momento non si applicano sempre: esistono dei casi, infatti, in cui è possibile procedere a perquisizione senza decreto dell’autorità giudiziaria, derogando anche agli orari sopra detti. Vediamo di cosa si tratta.

Perquisizione domiciliare per droga: come funziona?

La legge contempla alcuni casi eccezionali in cui si può derogare alle regole viste nel paragrafo precedente. È ciò che accade quando i controlli vengono disposti perché v’è il sospetto che qualcuno nasconda della droga in casa propria: in questa ipotesi, la polizia può procedere a perquisizione anche senza avere l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria.

Nello specifico, la legge [3] dice che gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, nel corso di operazioni di polizia per la prevenzione e la repressione del traffico di sostanze stupefacenti, possono procedere in ogni luogo al controllo e all’ispezione dei mezzi di trasporto, dei bagagli e degli effetti personali quando hanno fondato motivo di ritenere che possano essere rinvenute sostanze stupefacenti.

Dell’esito dei controlli e delle ispezioni è redatto processo verbale in appositi moduli, trasmessi entro quarantotto ore al procuratore della Repubblica il quale, se ne ricorrono i presupposti, li convalida entro le successive quarantotto ore.

Gli ufficiali di polizia giudiziaria, quando ricorrano motivi di particolare necessità ed urgenza che non consentano di richiedere l’autorizzazione telefonica del magistrato competente, possono altresì procedere a perquisizioni dandone notizia, senza ritardo e comunque entro quarantotto ore, al procuratore della Repubblica il quale, se ne ricorrono i presupposti, le convalida entro le successive quarantotto ore.

Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria che hanno proceduto al controllo, alle ispezioni e alle perquisizioni sono tenuti a rilasciare immediatamente all’interessato copia del verbale di esito dell’atto compiuto.

Peraltro, la Corte di Cassazione [4] ha stabilito che, quando procede a perquisizione per sostanze stupefacenti, la polizia giudiziaria non ha l’obbligo di avvertire la persona sottoposta a controllo del diritto all’assistenza di un difensore perché tale tipologia di perquisizione, a differenza di quella ordinaria, non presuppone necessariamente una preesistente notizia di reato e non è quindi funzionale alla ricerca e all’acquisizione della prova di un reato di cui consti già l’esistenza, ma può rientrare anche in un’attività di carattere preventivo.

Riassumendo quanto detto sinora, la polizia può effettuare una perquisizione domiciliare anche in assenza di decreto dell’autorità giudiziaria, quando vi sia fondato motivo di ritenere che della droga si trovi in casa oppure solamente per un’attività di controllo di tipo preventivo.

Come difendersi dalla polizia che trova droga in casa?

Veniamo ora al punto cruciale di tutto l’articolo: come difendersi dalla polizia che trova della droga in casa? Innanzitutto, in base alle indicazioni che ti ho fornito avrai già compreso che non necessariamente le forze dell’ordine devono esibire l’autorizzazione del magistrato (il cosiddetto “mandato”, per dirla all’americana) per poter entrare a cercare della droga.

Nemmeno si può dire che tu abbia diritto a un avvocato: tra l’altro, anche se si trattasse di una normale perquisizione autorizzata, potresti avvalerti dell’ausilio del difensore solamente se prontamente reperibile. In buona sostanza, ciò significa che la polizia non può mettersi comoda e attendere che il tuo avvocato arrivi.

Ciò che ti resta da fare è acconsentire alla perquisizione e seguire personalmente le operazioni: nessuno ti può impedire di assistere alle operazioni che le autorità stanno compiendo in casa tua.

Cosa fare se la polizia rinviene della droga? Ebbene, sappi che non sei tenuto a fornire delle giustificazioni: a questo punto, potresti avvalerti della facoltà di rispondere solamente alla presenza del tuo avvocato. Tuttavia, se ti ritieni totalmente innocente, potresti affermare che la dose di sostanza stupefacente trovata in casa:

  • è per tuo esclusivo uso personale (condotta perfettamente lecita, come detto);
  • non è tua, ma appartiene al tuo coinquilino (nel caso in cui si conviva con altre persone);
  • se il quantitativo è massiccio, che si tratta di droga per consumo di gruppo.

A questo punto, occorre aprire una parentesi dedicata al consumo di gruppo di droga.

Consumo di gruppo di droga: è reato?

Devi sapere che il consumo di gruppo di droga non costituisce reato ma, per la legge italiana, è equiparato al consumo esclusivamente personale. Mi spiego meglio.

Se quattro amici si riuniscono in casa di uno di loro per fumare della marijuana, la condotta non costituisce reato ma solamente illecito amministrativo, esattamente come nel caso di consumo personale.

Si ha consumo di gruppo non punibile penalmente in due ipotesi:

  • quando tutti gli assuntori si recano insieme dallo spacciatore per acquistare la droga e poi per consumarla insieme;
  • quando solamente uno degli assuntori o alcuni di essi vanno ad acquistare la droga su mandato di altre persone, per poi dividerla anche con chi non si è recato fisicamente dallo spacciatore.

Facciamo due esempi che possano rendere bene l’idea di consumo di droga di gruppo non punibile.

Tizio e Caio si recano entrambi da Mevio per acquistare della marijuana da fumare poi a casa di Tizio.

Tizio e Caio si recano da Mevio per comprare della droga anche per conto di altri due amici, Sempronio e Filano. Giunti a casa, tutti e quattro gli amici, Tizio, Caio, Sempronio e Filano fanno uso della sostanza stupefacente acquistata solamente dai primi due.

Mentre nel primo esempio non ci sono dubbi sulla non punibilità della condotta, nel secondo bisogna prestare attenzione, perché se colui che si è recato materialmente a comprare la droga la cedesse a chi non gli aveva dato incarico di comprarla anche per sé, commetterebbe il reato di spaccio.

Al contrario, il consumo di gruppo della sostanza stupefacente presuppone non solo che gli acquirenti abbiano ricevuto incarico di comprare la droga da coloro che, poi, la assumeranno, ma che anche i compratori stessi poi ne facciano uso.

Cosa succede se la polizia trova droga in casa?

Abbiamo dunque detto che la polizia può procedere a perquisizione domiciliare in materia di stupefacenti anche se non è stata accertata la commissione del reato, in quanto, in questa ipotesi, non occorre necessariamente la consumazione di un reato, potendo la perquisizione essere eseguita anche a scopo preventivo.

A seguito della perquisizione, una volta rinvenuta la sostanza drogante, le forze dell’ordine procedono al sequestro e alla confisca della droga e, poiché lo spaccio è reato per il quale si può procedere all’arresto, v’è il concreto rischio che chi si trova in casa finisca in manette.

Ecco perché diventa importante giustificare la detenzione in casa delle sostanze stupefacenti: per evitare di finire arrestati. Ora, se la polizia dovesse trovare un ingente quantitativo di droga, oppure strumenti tipici dello spaccio (come ad esempio bilancino di precisione, armi da taglio, buste in cellophane, somme di denaro sospette, ecc.), allora sarà praticamente impossibile evitare l’arresto, in quanto tutto porterebbe a pensare che il possesso di droga sia finalizzato allo spaccio. In tali casi, tra l’altro, l’arresto è obbligatorio, non avendo la polizia nessuna discrezionalità a riguardo.

Tuttavia, se il quantitativo di sostanza drogante dovesse essere minimo, oppure se non dovesse essere rinvenuto alcuno degli strumenti tipici dello spaccio, allora la polizia potrebbe desistere dall’arrestarti, soprattutto se fornisci una versione dei fatti convincente.

Ad esempio, non può sicuramente destare stupore trovare una dose di marijuana in casa di un noto tossicodipendente: in un’ipotesi del genere, sarebbe chiara la destinazione per uso personale della droga.

Più difficile è invece dimostrare che la droga sia diretta al consumo di gruppo: in tal caso, dovrebbero essere sentite anche le altre persone cui la droga era destinata.

Come ti ho spiegato nell’articolo dal titolo Droga in casa: quali rischi se non si denuncia, vivere insieme a uno spacciatore o, comunque, a una persona che detiene ingenti quantitativi di droga non fa di te un correo, cioè non estende a te la responsabilità della condotta illecita del coinquilino.

Dunque, un’altra ipotesi difensiva sarebbe quella di sostenere che la droga non appartiene a te ma alla persona che condivide con te l’immobile. Questa tua tesi potrebbe essere avvalorata dalla perquisizione della polizia, soprattutto qualora venissero rinvenuti gli strumenti tipici dello spaccio solamente nella camera personale del convivente.

Cosa fare se la polizia mi arresta perché ha trovato droga in casa?

Volendo essere realistici, è molto probabile che la polizia, dopo aver trovato della droga in casa tua, proceda ad arrestarti, a meno che la sostanza stupefacente rinvenuta non sia una “droga leggera” di modestissima quantità e non vi siano tracce di strumenti per lo spaccio (insomma: la classica marijuana per farsi uno spinello).

In tutte le altre ipotesi, la polizia procederà all’arresto. In questa circostanza, hai ovviamente diritto a nominare un avvocato di fiducia con cui poter parlare il prima possibile, oltre a chiedere che del fatto venga dato avviso ai familiari.

Dell’arresto dovrà essere dato immediato avviso al magistrato del pubblico ministero e, entro quarantotto ore, dovrà essere fissata l’udienza di convalida innanzi al giudice per le indagini preliminari. Sarà questa la sede in cui, con il tuo avvocato, potrai far valere le tue ragioni e sostenere convincenti tesi difensive.

A questo punto, il giudice, se deciderà di crederti, potrà non convalidare l’arresto restituendoti così la libertà. Non è da escludersi, però, che lo stesso giudice decida di comminarti una misura cautelare, ad esempio gli arresti domiciliari o l’obbligo di dimora, nel frattempo che le indagini non portino alla luce elementi a te più favorevoli.

note

[1] Art. 73, d.P.R. n. 309/90.

[2] Art. 251 cod. proc. pen.

[3] Art. 103, d.P.R. n. 309/90.

Autore immagine: 123rf.com


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