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Agenti di commercio, compenso pignorabile solo nei limiti del quinto

25 Marzo 2014
Agenti di commercio, compenso pignorabile solo nei limiti del quinto

Uguale trattamento tra dipendenti subordinati e parasubordinati: anche agli agenti non si possono pignorare tutti gli emolumenti.

La retribuzione dell’agente di commercio può essere pignorata solo nei limiti di un quinto e non per l’intera misura della retribuzione dovuta dal committente.

Lo ha detto la Cassazione in una sentenza di qualche tempo fa [1] con cui ha respinto la richiesta di un creditore di un agente di commercio volta a ottenere il “blocco” di una somma maggiore rispetto a quella del quinto della retribuzione di quest’ultimo.

Secondo la Suprema Corte, dopo le modifiche del 2005 [2], non vi è ragione di distinguere i lavoratori subordinati veri e propri – a prescindere che questi abbiano un rapporto con la pubblica amministrazione o meno – da quelli invece parasubordinati, con un contratto di agenzia.

In definitiva, sul fronte espropriazione forzata presso terzi, le recenti modifiche legislative [3] hanno comportato la totale estensione al settore del lavoro privato delle disposizioni originariamente dettate per il lavoro pubblico. Ne consegue che i crediti derivanti dai rapporti di agenzia sono pignorabili nei limiti di un quinto [4].

Pertanto, chi vorrà pignorare i redditi dell’agente di commercio, se lo farà notificando l’atto di pignoramento al committente, non potrà poi chiedere l’accantonamento di una somma superiore ad un quinto della retribuzione medesima dovuta a quest’ultimo. Se, invece, non vorrà accontentarsi di tale limite, dovrà pignorare le somme una volta che queste siano confluite nella materiale disponibilità di quest’ultimo, dovendo però, in tal caso, verificare in quale banca (o conto postale) questi le abbia depositate: solo in tale caso, infatti, il pignoramento è possibile nella misura del 100% delle somme.


note

[1] Cass. sent. n. 685 del 18.01.2012.

[2] L. n. 80 del 2005.

[3] Apportate dalle leggi n. 311 del 2004 ed 80 del 2005 (di conversione del D.L. n. 35 del 2005) al D.P.R. n. 180 del 1950 (approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni).

[4] Per come previsto dall’art. 545 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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