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Ladro in casa: si può sparare?

11 Dicembre 2019
Ladro in casa: si può sparare?

Nuova legittima difesa domiciliare: quando non rischi di passare dalla ragione al torto. Qual è la situazione di pericolo che consente di uccidere l’intruso?

Se hai un’arma e stai pensando di sparare al ladro che ha appena varcato la soglia del cancello di casa tua, probabilmente potresti essere condannato per omicidio. Se, invece, hai dei bambini che stanno dormendo nelle loro stanze e sei assalito da un forte turbamento interiore, tanto da temere per l’incolumità della tua famiglia, potresti farla franca anche se uccidi il malintenzionato e ne avvolgi il corpo in un lenzuolo per poi buttarlo in un fiume. Potrebbe essere sintetizzato così il senso della nuova legittima difesa domiciliare per come modificata dalla famosa legge 36 del 2019 e, proprio di recente [1], interpretata dalla Cassazione.

La Corte ha dovuto pronunciarsi su un quesito tutt’altro che facile e, anzi, di impossibile soluzione se non rapportato allo specifico caso concreto: se c’è un ladro in casa, si può sparare? In altri termini, in quale momento si può dire che la minaccia dell’estraneo è talmente grave da potersi ritenere giustificata ogni condotta nei suoi confronti, ivi compreso l’omicidio?

Legittima difesa in casa: quando si può sparare?

Anche con la nuova legge non rientra nella legittima difesa il fatto di sparare contro il ladro in casa se questo non è pericoloso, ossia se l’intruso in quel momento non sta tenendo una condotta che mette in pericolo la persona o i suoi beni ed esige una reazione preventiva. 

Tanto per fare un esempio, il ladro con in mano solo qualche attrezzo da scasso, ma privo di coltelli o pistole, non può essere considerato un pericolo: pertanto, il suo omicidio o ferimento da parte del proprietario dell’abitazione costituirebbe solo un gesto di vendetta e non di difesa. In tale ipotesi, si ricadrebbe nel cosiddetto «eccesso colposo di legittima difesa» con conseguenti ripercussioni di carattere penale per il responsabile (in questo caso, chi si difende con troppo “zelo”).

Allo stesso modo, chi, rientrando in casa, si accorge che dentro c’è un ladro armato, il quale tuttavia sta già scappando dopo aver svaligiato tutto il possibile, non può sparargli contro: lo scopo della legittima difesa è, infatti, difendere la propria persona e quella dei propri cari, non invece il proprio patrimonio. Quindi, in tal caso, il padrone di casa dovrà farsi da parte – al massimo chiamare la polizia – ma non potrà porre in essere gesti intimidatori, come uno sparo di pistola, che potrebbero mettere a repentaglio la vita del ladro.

Insomma, senza l’attualità del pericolo la difesa preventiva è illegittima: manca il carattere di necessità della stessa. 

Se, invece, vi è un attuale pericolo di un’offesa diretta ai beni, l’uso dell’arma si presume proporzionale solo quando il malintenzionato non desiste dall’azione criminosa e c’è il pericolo che essa possa trasmodare in un’aggressione alla persona. Si pensi al padrone di casa che si accorge della presenza dei ladri in giardino e che, nonostante questi abbiano percepito la presenza di gente nell’appartamento, non desistano dall’intento criminoso e facciano di tutto per entrare dentro. 

Che fare se il ladro entra in casa?

Il problema sorge in mezzo a queste due ipotesi. Immagina di essere a casa, di notte, con i tuoi figli che dormono nella loro camera, e in quel momento senti un tonfo muto, di chi ha appena scassinato il portone dell’edificio. Ti affacci e ti accorgi che ci sono due persone che hanno fatto appena irruzione nelle scale. Intimorito, puoi valutare una serie di ipotesi:

  • scappi di casa con i tuoi cari prima che i malintenzionati salgano sin dentro il tuo appartamento;
  • chiami la polizia e attendi che questa mandi una volante;
  • prendi la pistola nel cassetto e spari in aria per spaventare gli intrusi;
  • prendi la pistola nel cassetto e spari al primo che si presenta in casa tua.

Ebbene, secondo la Cassazione, con le nuove norme approvate dalla legge sulla nuova legittima difesa, il proprietario di casa può sparare se si accerta che ha agito in uno stato di «grave turbamento». Non importa se il ladro è nascosto nel buio del giardino, intenzionato a entrare dalla finestra lasciata aperta per il caldo e bloccato dalla paura di essere stato sentito. 

Per capire, dunque, se lo sparo contro il ladro, ancora non entrato in casa, ma che sta per farlo, può considerarsi legittimo o meno, il giudice deve accertare se il padrone di casa ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità, piuttosto che soltanto dei beni: la nuova causa di non punibilità, infatti, opera soltanto nel primo caso. Una volta accertato ciò, bisogna verificare se l’imputato abbia agito in stato di minorata difesa ovvero di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto. E di certo, la situazione notturna non giova per chi si sente aggredito da terzi: il buio può, infatti, avvalorare la sussistenza di una «minorata difesa» o di un «grave turbamento».

Legittima difesa in casa: la Cassazione

Nel caso deciso dalla Corte, un uomo aveva ucciso un rapinatore albanese disarmato che si trovava all’esterno della sua casa, dove dormivano tre figli minori, poi aveva avvolto il cadavere del ladro in un lenzuolo e lo aveva gettato nel fiume. La Cassazione precisa anche che l’elemento “notte” non è determinante in assenza di altri fattori ai fini dell’affermazione della minorata difesa.

La Cassazione mette in evidenza innanzitutto come, anche dopo la riforma della legge 36/2019, non si può considerare esente da responsabilità penale la condotta di chi utilizza un’arma contro la persona «quando questa, pur trovandosi ancora illecitamente all’interno del domicilio, delle appartenenze o dei luoghi equiparati, non stia tenendo una condotta da cui possa ravvisarsi l’attualità del pericolo di offesa alla persona o ai beni che esiga una preventiva reazione difensiva». Quando poi esiste la necessità della difesa contro un pericolo attuale di un’offesa indirizzata solo ai beni, la presunzione di proporzionalità sull’uso dell’arma sarà applicabile quando non c’è desistenza dall’azione criminale.

La riforma ha escluso la punizione per chi agisce al fine di proteggere la propria o l’altrui incolumità e lo fa «in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto». 

La pronuncia ricorda poi che, tra gli elementi che possono avere impedito una difesa normale, non può essere annoverata la notte (come, invece, prevedevano precedenti proposte di riforma).


note

[1] Cass. sent. n. 49883/19 del 10.12.2019.

Autore immagine ladro in casa https://it.depositphotos.com


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6 Commenti

  1. Se un ladro entra in casa non di può sapere se ha un coltello o una pistola, mica entra nudo? Già il fatto che entra in casa violando la proprietà significa che è malintenzionato io vittima non posso sapere cosa gli gira per la testa, se è drogat, se è alterato e quali intenzioni lui abbia. I giudici non possono scaricare sul cittadino vittima di sopruso l’onere della prova. In ogni caso se un malintenzionato entra in casa mi sento gia in pericolo. Poi mentre il ladro sa quali pericolo può correre perché allenato io vittima no. È uno scandalo.

    1. @leo, ma infatti la nuova legge attribuisce a questo stato d’ansia la scriminante. Quindi in ipotesi del genere – come spiegato nell’articolo – se spari non puoi essere considerato colpevole. Il punto è che non puoi invece sparare se già sai che hai scampato il pericolo e che non c’è alcuna ragione di difendere la propria persona. La legittima difesa nuova offre una scriminante alla situazione di incertezza che genera paura per la propria o altrui incolumità.

    2. E’ vero !! Scandaloso !! Hai ragione in tutto .Infatti io ho una famiglia di ladri imprendibili perche’ muniti di sistemi elettronici , che viaggia a piacimento in casa mia , sabota le telecamere , le serrature , rompe , ruba tutto ,documenti di difesa compresi , nell’ intento che io , stufa e terrorizzata , svenda la proprieta’ !! E non e’ che non fanno del male fisicamente , eh !!
      Si puo’ diventare prigionieri della criminalita’ organizzata !!..

  2. Se un ladro rientra di nuovo a casa mia, io lo faccio fuori, me ne frego delle conseguenze, questo paese fà schifo!

  3. Ogni discussione non può essere considerata primaria al caso, bisognerebbe essere presente al fatto dove senti dei rumori in piena notte,in un casa isolata e non riesci ad individuare dove potrebbe essere l’intruso, il qualche camera o in garage cosa fai, cosa pensi x individuare il rumore chi potrebbe essere, in quanti, quali intenzioni possono avere, non certo per portarmi un mazzo di fiori, questo bisogna tener conto nella stesura di una norma di legge, provare per credere

  4. Vi racconto un episodio successo al mio inquilino. Nel lontano 1998 era entrato in casa in pieno giorno. Dove la moglie era giù nella lavanderia (un garage usato per tale scopo) e lui il marito era su in casa che si faceva la doccia. In questo lasso di tempo era entrato in casa un ragazzino di circa 9 anni. Dove il marito finito la doccia era entrato in camera per rivestirsi. E questo bambino già aveva rubato la sua pensione dal portafogli appena ritirata dall’ufficio postale. Per concludere l’istinto era stato solo bloccare il bambino nell’attesa delle forze dell’ordine. Storia a lieto fine la pensione rubata gli è stata resa. Quindi ci son casi e casi. Suggerisco personalmente di fare molta attenzione la mia paura è che si rischia di avere un Italia dal grilletto facile. Della serie io voglio poter andare tranquillo e non che ci sia un pinco qualsiasi che mi spara solo perché in quel momento gli girava storto.. Meditate Gente…

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