Caro affitti negozi: la proposta degli esercenti

11 Dicembre 2019
Caro affitti negozi: la proposta degli esercenti

Confesercenti formula una proposta per evitare di perdere la cedolare secca nel 2020: consentirla solo a chi stipula un contratto di affitto concordato.

Contro l’improvviso stop alla cedolare secca sugli affitti dei negozi che ha cancellato ieri dalla manovra finanziaria l’attesa proroga al 2020 dell’aliquota agevolata al 21% sui canoni di locazione degli esercizi commerciali, arriva la reazione di Confesercenti, che contiene anche una proposta al Governo per recuperare in extremis la misura anziché perderla definitivamente, come sta accadendo (in assenza di interventi, infatti, dal 1° gennaio 2020 non sarebbe più possibile fruirne per i nuovi contratti stipulati).

L’agenzia stampa Adnkronos ha diffuso ora il comunicato dell’associazione di categoria che rappresenta oltre 350 mila imprese italiane del commercio, del turismo e dei servizi, dell’artigianato e della piccola industria. ”Una cancellazione improvvisa e inaspettata, che ci lascia a dir poco perplessi. Si trattava di un provvedimento che senz’altro poteva e doveva essere migliorato, ma non stralciato del tutto. Così si dà un ulteriore colpo ai piccoli negozi”.

Confesercenti ricorda che la cedolare secca con aliquota agevolata al 21% sugli affitti commerciali era stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2019 ”anche su nostra spinta, per cercare di frenare il caro-affitti che, in molte città, sta mettendo in difficoltà le imprese del commercio. Non era un provvedimento perfetto: la norma era costruita soprattutto per i proprietari dei locali, visto che non c’era garanzia che i beneficiari dell’agevolazione concedessero un risparmio alle attività commerciali”.

Ed ecco la nuova proposta di Confesercenti: “Per questo chiediamo di ripristinarla con una correzione: l’accesso alla cedolare secca va subordinato alla concessione di un canone concordato al locatario. Così si diminuirebbe il costo del provvedimento e si giustificherebbe il ‘sacrificio’ dell’Erario. E si darebbe una mano a recuperare i negozi sfitti, che in Italia ormai sono circa mezzo milione. Con un beneficio finale anche per il fisco, visto che un negozio sfitto genera sicuramente meno gettito di un negozio in attività”.



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