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Fumare marijuana a scuola: cosa può succedermi?

25 Dicembre 2019 | Autore:
Fumare marijuana a scuola: cosa può succedermi?

Droga tra banchi di scuola: quando è reato e quando, invece, mero illecito amministrativo? Il professore deve denunciare l’alunno che fa uso di spinelli?

Purtroppo sono tanti i ragazzi che fumano gli spinelli, non solo nelle piazze e negli angoli delle strade, ma anche a scuola. Le sigarette contenenti marijuana o hashish sono una specie di moda soprattutto tra i giovani i quali, un po’ per provare nuove esperienze, un po’ per far vedere ai compagni di non essere da meno, decidono di drogarsi, ignari delle conseguenze. Bisogna dire che, molte volte, le prime esperienze con questo tipo di droghe avviene nei cortili e nei bagni degli istituti scolastici. Ti sei mai chiesto cosa può succedere a chi fuma marijuana a scuola?

Con questo articolo vedremo quali sono le conseguenze legali di chi fuma gli spinelli a scuola, soffermandoci in modo particolare sui possibili reati che possono essere commessi, sulle conseguenze amministrative e disciplinari di tale condotta, nonché sull’obbligo di denuncia da parte dei professori. Se hai cinque minuti di tempo e l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa può succedere a fumare marijuana a scuola.

Fumare marijuana è reato?

In Italia, fumare marijuana non è reato, a meno che la sostanza stupefacente che si detiene non sia destinata a essere ceduta ad altri. Mi spiego meglio.

Secondo la legge italiana, l’uso personale di droga non costituisce reato. In pratica, chi compra la droga per sé non commette un illecito penale. Le cose cambiano nel caso in cui la sostanza stupefacente venga trasferita ad altre persone: in questo caso, a meno che il destinatario della droga abbia dato mandato all’acquirente, si configura il reato di spaccio di droga, crimine punito molto severamente, nei casi più gravi perfino con la pena fino a vent’anni e la multa fino a 260mila euro [1].

Dunque, ricapitolando:

  • se acquisti droga per te e per te soltanto, non commetti alcun reato;
  • se compri la droga per poi rivenderla o anche cederla gratuitamente, commetti reato.

Spinello a scuola: è reato?

Lo studente che, nascosto nei bagni della scuola o nel cortile dell’istituto, fuma uno spinello commette reato? Sicuramente no, se della droga ne fa un utilizzo esclusivamente personale. Diverso sarebbe il caso di un alunno che, oltre a fumare marijuana, iniziasse anche a cederla ad altri, tipo ai compagni di scuola. In un’ipotesi del genere, allora si integrerebbe il grave reato di spaccio.

Consumo di gruppo di droga: è reato?

Molto spesso a fumare marijuana nei bagni o nei cortili delle scuola non sono ragazzi singoli, isolati gli uni dagli altri, ma gruppetti di amici, spesso compagni di classe. In questa ipotesi, accade di frequente che sia solamente uno di loro a portare la droga e a dividerla con gli altri. In un caso del genere, colui che passa la marijuana (o altra droga) agli altri commette reato? Dipende.

Come anticipato, la legge non punisce il consumo personale di droga; questa eccezione si estende anche al consumo di gruppo di droga, che si verifica quando:

  • tutti gli assuntori si recano dallo spacciatore per acquistare la droga, per poi consumarla successivamente tutti insieme;
  • solamente alcuni assuntori (anche solo uno) si occupano dell’acquisto della droga, su incarico però anche di coloro che, dopo, ne faranno uso. In pratica, viene conferito mandato per l’acquisto: quando il mandatario dividerà la droga con i mandanti, non commetterà il reato di spaccio, in quanto egli ha agito su incarico degli assuntori.

Dunque, se più ragazzi si ritrovano nei bagni scolastici per fumare la marijuana portata da uno solo di essi, quest’ultimo non risponderà di spaccio se l’acquisto e la successiva condivisione della droga erano già stati programmati.

Fumare spinello a scuola: conseguenze disciplinari

Se il ragazzo che viene sorpreso a fumare marijuana a scuola non commette alcun reato (salvo, come detto, che non venga colto mentre spaccia droga), ciò non significa che per lui non possano scattare delle conseguenze di tipo diverso, innanzitutto disciplinari.

Lo studente che fuma marijuana a scuola rischia la sospensione dalla lezioni (tra l’altro, con possibile obbligo di frequenza), l’obbligo di svolgere lavori utili per l’istituto (tipo, pulire dopo le lezioni) e, perfino, l’espulsione. La sanzione da applicare può variare a seconda di quanto disposto all’interno del regolamento d’istituto adottato dalla scuola.

Marijuana a scuola: conseguenze amministrative

Farsi uno spinello, anche se non è reato, comporta delle conseguenze di tipo amministrativo: la detenzione di droga, infatti, pur non essendo sempre reato è, invece, sempre un illecito amministrativo. E così, lo studente colto nell’atto di farsi una canna rischia la sospensione della patente di guida (se ne è in possesso) oppure l’obbligo di seguire un percorso riabilitativo, a seconda della volontà del prefetto, competente a irrogare la sanzione.

Professori: devono denunciare l’uso di marijuana?

I professori sono obbligati a denunciare un ragazzo che fuma marijuana? Se il fatto costituisce reato, sì: il docente, nell’esercizio delle sue funzioni, è un pubblico ufficiale al pari di un poliziotto o un vigile urbano al lavoro. In quanto tale, egli è obbligato per legge a denunciare alle autorità i reati a cui assiste nello svolgimento delle sue mansioni.

Ovviamente, se trattasi di mero spinello per uso personale, non essendo un reato, la segnalazione andrà fatta semplicemente al dirigente scolastico, il quale poi determinerà la sanzione disciplinare da adottare.


note

[1] Art. 73, d.P.R. n. 309/90.

Autore immagine: 123rf.com


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3 Commenti

  1. E poi, visto che mi sono tanto divertito, mi metto al volante e FALCIO un po’ di gente… A chi fa uso A QUALUNQUE TITOLO E A QUALUNQUE LIVELLO di sostanze stupefacenti (dalla scuola al parlamento, sic!) QUANDO VERRà TOLTA LA PATENTE DI GUIDA VITA NATURAL DURANTE? Hai voluto la bicicletta? Ora pedala… bestia! Fermo restando – citando il recente episodio a Roma – che non si va ad attraversare per nessun motivo (a meno di un improvviso terremoto distruttivo) una strada a grande scorrimento, in piena notte, con la pioggia e magari dopo una serata in discoteca… FOLLIA PURA!!!

  2. Grazie, avv.to Acquaviva. Fa effetto poi che il responsabile del “misfatto” (colui che “ha preso il divieto di svolta a sinistra” con le successive tragiche conseguenze) sia stato un MARESCIALLO dei C.C. Mi chiedo: c’era l’assoluta, improrogabile necessità di “superare” quel divieto? Il maresciallo andava a farsi un bagno in piscina, in discoteca o era “in servizio” – o anche NO!… – e stava inseguendo casualmente un rapinatore? Forse sarebbe il caso di approfondire le circostanze che hanno portato a “bruciare” quel divieto. E se mancava lo stato di necessità oggettivo, maresciallo, la prossima volta stia più attento… E ora si lecchi le ferite.
    Mi sono permesso di fare queste considerazioni senza volerle esprimere ex cathedra, ma solo per tentare di cogliere il bandolo della matassa…, senza ergermi a giudice di chicchessia, sia ben chiaro!
    Detto questo, l’attraversamento delle due ragazze nell’incidente di Roma resta IMPERDONABILE! A livello dei – lo ricordate? – sassi dal cavalcavia. Quella del giudice Cuva è poi “un’altra storia” ancora… Buon 2020 a tutto lo Studio!

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