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Segnalazioni alla centrale rischi illegittime senza avviso al destinatario

5 Agosto 2013
Segnalazioni alla centrale rischi illegittime senza avviso al destinatario

Le iscrizioni in Crif e in altri sistemi di informazioni creditizie (SIC) devono essere precedute da una comunicazione al destinatario inviata con raccomandata a.r.; in caso, invece, di posta ordinaria, la banca deve dare prova del ricevimento della comunicazione da parte del destinatario.

C’è una norma poco nota, in vigore dal 2005, che rischia di mettere in crisi il sistema delle centrali rischi: essa impone [1] che, in caso di ritardi nei pagamenti da parte del cittadino, la banca o la finanziaria che procede a segnalare la morosità ai sistemi di informazioni creditizie (i cosiddetti SIC, ossia le centrali rischi private) deve prima avvertire l’interessato sull’imminente registrazione. Si ricorda che i dati relativi al primo ritardo possono essere resi accessibili agli intermediari solo dopo 15 giorni dalla spedizione del preavviso all’interessato.

Si tratta di una norma poco applicata o, in taluni casi, adempiuta con l’invio di una comunicazione inviata con posta ordinaria, ma mai con raccomandata a.r., e quindi senza la prova dell’avvenuta conoscenza da parte del destinatario.

Per questa ragione si stanno moltiplicando i ricorsi all’ABF (Arbitro Bancario Finanziario) per ottenere la cancellazione delle segnalazioni illegittime per via della mancata ricezione del preavviso.

Inizialmente, la soluzione della questione aveva trovato contrastanti orientamenti tra i tre collegi territoriali dell’ABF. Poi è intervenuta una decisione da parte del Collegio di Coordinamento [2] che ha definito un’interpretazione unitaria.

In base a questa decisione, se un intermediario ha segnalato un proprio cliente nei Sic con comunicazione inviata mediante posta ordinaria (e non con raccomandata o altro mezzo equivalente che garantisca la prova della ricezione della comunicazione come, per es., la PEC), la banca deve innanzitutto allegare una copia della suddetta missiva e, in ogni caso, deve provare l’avvenuta conoscenza della comunicazione da parte del destinatario.

In altre parole, la semplice posta ordinaria non comporta automaticamente l’illegittimità della segnalazione, ma obbliga la banca a dare prova che il destinatario ne ha avuto, in qualsiasi modo, conoscenza. Se manca tale prova (ossia, se la banca non è in grado di provare la ricezione) e il ricorrente dichiara di non aver ricevuto il preavviso la segnalazione è sempre illegittima e deve essere cancellata [3].

Peraltro, poiché il preavviso di segnalazione – come puntualizzato dal Garante per la privacy [4]– è espressione del principio di correttezza e lealtà nel trattamento dei dati personali e risponde all’esigenza di offrire al debitore la possibilità di poter intervenire prima della segnalazione della morosità alla centrale rischi privata, il preavviso deve arrivare al destinatario in tempo utile, affinché il presupposto della segnalazione possa essere “tempestivamente” eliminato e, in ogni caso, prima che la segnalazione sia effettuata [5].


Ogni volta che una banca, una finanziaria o qualsiasi intermediario creditizio segnali nelle centrali rischi private (cosiddette SIC) un mancato o ritardato pagamento da parte di un correntista, deve prima avvisare quest’ultimo con una raccomandata a.r. o altro sistema che garantisca la prova del ricevimento della comunicazione. Diversamente, se la comunicazione è inviata con lettera semplice, la banca deve anche dimostrare che il destinatario ne ha comunque avuto – in qualsiasi modo – piena conoscenza.

note

[1] Art. 4 comma 7 del Codice Di Deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti” approvato dal Garante della Privacy del 2004 e in vigore dal primo gennaio 2005.

[2] ABF Collegio di Coordinamento, decisione n. 3089/2012.

[3] ABF Collegio Milano, decisione n. 2083/2013; Collegio Roma, decisione n. 1669/2013; Collegio Napoli, decisione n. 2633/2013.

[4] Garante della Privacy, delibera 31 luglio 2012.

[5] ABF Collegio Roma, decisione n. 1845/2013.


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2 Commenti

  1. Io sono un ragazzo o cercato in passato un finanziamento che ci avevo un contratto indeterminato, presi 10 mila e lo pagato per 3 o 4 anni non ricordo ben preciso mi rimasero poche rate però poi la sfortuna che fui licenziato e rimasi senza più entrate e però ora mi trovo ancora sfortunato perche non posso fare più niente vorrei risolverlo perche non o avuto neanche copertura di una sicurazione come mi posso comportare.

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