Parte il Green Deal: ecco i costi e i benefici per l’Italia

11 Dicembre 2019
Parte il Green Deal: ecco i costi e i benefici per l’Italia

Via libera al piano di investimenti europeo per la salvaguardia del clima e la riduzione delle emissioni di Co2. Previsto un fondo iniziale di 100 miliardi. 

I costi della trasformazione economica e ambientale dell’European Green New Deal, il grande piano d’investimenti e i nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, da approvare in Consiglio e che la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen presenta oggi, sono stimati da Bruxelles tra i 200 e i 300 miliardi di euro all’anno.

Lo riporta Il Sole 24 Ore in un articolo pubblicato oggi, sottolineando che per realizzare un obiettivo così ambizioso, la Commissione proporrà la nascita di un fondo dedicato a una ‘transizione giusta’, da 100 miliardi di euro, a cui verrà associato un meccanismo più ampio che dovrebbe permettere ai governi di godere di assistenza tecnica e di aiuti finanziari provenienti da altri programmi comunitari. Il Just Transition Fund sarà lo strumento per indurre i governi ad accettare l’impegno di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

L’agenzia stampa Adnkronos ha raccolto le dichiarazioni della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un suo intervento sul quotidiano La Stampa: “L’umanità è chiamata ad affrontare una minaccia esistenziale e il mondo intero sta iniziando a rendersene conto. La scienza ci dice che possiamo ancora fermare questa epidemia, ma il tempo a nostra disposizione sta per finire”.

“La nuova Commissione europea non perde tempo e oggi, a meno di due settimane dall’inizio del mandato, presentiamo la tabella di marcia per un Green Deal europeo – afferma – Il nostro obiettivo è diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 rallentando il riscaldamento globale e attenuandone gli effetti. Questo compito coinvolgerà la nostra generazione e la successiva, ma dobbiamo iniziare subito e sappiamo di potercela fare”.

“Il Green Deal europeo che presentiamo oggi costituisce la nuova strategia di crescita dell’Europa, che ridurrà le emissioni, creerà posti di lavoro e migliorerà la qualità della vita dei suoi cittadini. Sarà il filo conduttore verde di tutte le nostre politiche, dai trasporti alla fiscalità, dall’agroalimentare, all’industria, alle infrastrutture – continua – Con il Green Deal vogliamo investire nelle energie pulite ed estendere il sistema di scambio delle quote di emissione. Incentiveremo inoltre l’economia circolare e preserveremo la biodiversità dell’Europa. Il Green Deal europeo non è soltanto una necessità, ma anche il motore di nuove opportunità economiche”.

Per spiegare l’impatto che tutto ciò avrà sull’Italia interviene, sempre su La Stampa, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, spiegando che l’European Green New Deal che si accinge a presentare la nuova Commissione Europea avrà sull’Italia “un grande impatto positivo. La speranza è che questo sia veramente l’inizio della transizione ecologica per l’economia europea“.

Il ministro ricorda che “il nostro governo ha già previsto nella legge di Stabilità 56 miliardi pluriennali per l’Italian Green New Deal e dunque ci sentiamo perfettamente allineati con l’intenzione della Von der Leyen, che peraltro abbiamo sostenuto quando ha presentato nella sua fase programmatica questa linea”.

Alla conferenza Cop25 in corso a Madrid l’Italia appoggerà il Green New Deal annunciato dalla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen che punta a tagliare del 55% le emissioni entro il 2030. “L’Italia ha appoggiato l’elezione di Von der Leyen proprio perché l’aveva preannunciato”, dice il ministro dell’Ambiente Sergio Costa in un’intervista al Corriere della Sera.

“L’Italia è uno dei 66 Paesi al mondo che ha firmato l’impegno per la decarbonizzazione entro il 2050 e ha depositato nel dicembre dell’anno scorso un Piano energia e clima considerato dall’Unione Europea tra i tre migliori dell’Ue, pur essendo ancora da rivedere su alcuni passaggi”, ricorda Costa, ed aggiunge che con l’Italian Green Deal “rivoluzioneremo il settore dei trasporti tutelando l’industria” poiché “si favorirà il trasporto di persone e merci nel modo meno impattante possibile, su ferro o via mare piuttosto che su gomma come oggi – spiega Costa – E’ una scelta che determinerà importanti investimenti, perché oltre a diminuire le fonti inquinanti migliorerà la qualità della vita, alleggerendo il traffico che colpisce le grandi città metropolitane d’Italia dove vive un terzo degli italiani”.

“Poi c’è il tema della qualità dell’aria: 19 paesi Ue su 28 sono stati colpiti da infrazione europea. Anche noi, con gravi problemi per la salute dei cittadini, ma ne stiamo uscendo, grazie agli accordi di programma che stiamo firmando con le Regioni e al Clean Air Dialogue, che abbiamo concordato con l’Europa, stanziando risorse nel fondo speciale per la qualità dell’aria in questa legge di Stabilità”.

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Immagine: 123rf.com


1 Commento

  1. “Poi c’è il tema della qualità dell’aria…….questo , assommato alla qualità del terreno e delle coltivazioni e gli allevamenti, dovrebbero essere gli obiettivi principali, non secondari. Ma, ad esempio, nessuno parla di incentivi per cambiare gli impianti riscaldamento, specialmente nelle grandi città, ma si parla solo di inquinamento dei mezzi di trasporto anche se tutti sanno benissimo che non sono i principali colpevoli ma serve all’industria automobilista per poter vendere.
    Cerchiamo di perseguire gli obiettivi veri e non quelli che interessano solo alcune parti degli speculatori: le auto potevano essere costruite da anni per evitare l’inquinamento eccessivo ma nessuno si è preoccupato. E’ più facile raccogliere denaro con le sanzioni visto che la maggior parte degli italiani non si può permettere di cambiare l’auto…..

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