Diritto e Fisco | Articoli

Il fisco può controllare il conto di mia moglie?

11 Dicembre 2019
Il fisco può controllare il conto di mia moglie?

Controlli Agenzia Entrate sul conto corrente del coniuge: quali rischi col Fisco?

Intendi far aprire a tua moglie un conto corrente. Ti serve per pagare meno tasse. Vi depositerai, infatti, il denaro incassato da alcuni lavori in nero. Sei convinto che, a una donna sino ad oggi nullatenente, l’Agenzia delle Entrate non possa fare alcun tipo di controllo. Dall’altro lato hai intenzione, nel futuro, di attivarle anche una partita Iva con cui fatturare alcune commesse: frammentando così tra voi il reddito percepito, riuscirai a ridurre le aliquote dell’Irpef e a evitare la batosta fiscale di ogni anno. 

Per non perdere la disponibilità del denaro che incasserà formalmente tua moglie, ti farai rilasciare una delega sul suo conto, in modo da prelevare in qualsiasi momento il denaro che ti serve e operare col bancomat. 

Prima di dare il via a tali operazioni, ti chiedi quali possano essere gli eventuali rischi. Ti chiedi: il Fisco può controllare il conto di mia moglie? L’Agenzia delle Entrare può fare un accertamento sul rapporto bancario del coniuge? 

Se anche l’ufficio delle imposte dovesse avviare un’indagine nei tuoi riguardi, devi sapere quante chance avresti di vincere un eventuale ricorso in tribunale. E questo te lo può dire solo la lettura dei precedenti della Cassazione. L’ultima pronuncia è di poco fa [1]. Vediamo cosa ha stabilito la Corte. 

Bonifici tra coniugi

Di solito, i bonifici tra coniugi non generano sospetti. Si presume infatti che, tra conviventi, gli scambi di denaro siano frutto dell’adempimento dei doveri di solidarietà familiare. Così ben può essere che il marito versi sul conto della moglie 500 euro per darle la possibilità di comprare un vestito o per consentirle di fare la spesa quotidiana. Se anche in quasi tutte le famiglie la donna ormai lavora abitualmente, il suo reddito non è sempre equiparabile a quello dell’uomo ed è, pertanto, quest’ultimo ad affrontare alcune uscite periodiche. 

Ciò non toglie che un’adeguata causale accompagnata al bonifico – se anche non ha alcun valore probatorio – possa ridurre i problemi. Difatti, i controlli potrebbero intervenire anche a distanza di cinque anni dal periodo di imposta incriminato, sicché il contribuente troverà nella causale un valido appiglio mnemonico alle ragioni dell’operazione. 

Apertura conto corrente alla moglie: rischi col fisco

L’Agenzia delle Entrate si è più volte trovata ad estendere l’accertamento fiscale nei confronti del coniuge del contribuente quando sul conto corrente di questi risultino operazioni sospette e ingiustificate. In tal caso, l’ufficio delle imposte può accertare i presunti ricavi in nero del coniuge che opera con delega sul conto della moglie.

Un esempio chiarirà meglio come stanno le cose.

Giovanni fa l’agente immobiliare. La moglie, Monica, è casalinga. Ha svolto in passato qualche lavoro ma, al momento, è disoccupata. Un giorno l’Agenzia delle Entrate avvia un accertamento fiscale nei confronti di Giovanni per presunti compensi percepiti in nero. Le operazioni che Giovanni avrebbe mediato sono risultate per ammissione degli stessi acquirenti di immobili. Senonché, sul conto del contribuente questi soldi non sono mai transitati. L’Agenzia delle Entrate, nella ricerca delle prove relative ai propri sospetti, avvia un accertamento sul conto di sua moglie. E scopre che lì sono stati registrati alcuni versamenti di contanti per parecchie migliaia di euro. Monica viene chiamata a dare giustificazioni, tuttavia non si presenta all’ufficio. Così l’Agenzia delle Entrate notifica a Giovanni un accertamento fiscale, presumendo che i redditi trovati sul conto della moglie siano in realtà provvigioni da questi percepite e non dichiarate. L’operato del Fisco viene ritenuto corretto anche dai giudici tributari a cui il contribuente si rivolge impugnando l’atto. 

Come difendere il conto corrente del coniuge dai controlli fiscali?

L’esempio ci fa capire che, se il Fisco dovesse eseguire dei controlli sul conto corrente del coniuge del contribuente accertato, potrebbe ritenere che tutte le movimentazioni non giustificate siano riconducibili all’attività di quest’ultimo. Sarà, quindi, bene evitare versamenti in contanti o bonifici da soggetti terzi (a meno che si possa dimostrare che sono redditi esenti o già tassati alla fonte). 

Bisogna ricordare che, in forza del testo unico imposte sui redditi [2], tutte le somme che transitano su un conto corrente possono essere ritenute come ricavi in nero se il titolare non le ha dichiarate e, nello stesso tempo, non è in grado di fornire una giustificazione documentale del possesso di tali disponibilità (giustificazione ovviamente lecita). 

Questo principio si estende anche al conto corrente del coniuge, poiché in tal caso è particolarmente elevata la probabilità che le movimentazioni sui conti bancari dei familiari debbano – in difetto di specifiche ed analitiche dimostrazioni di segno contrario – ascriversi allo stesso contribuente sottoposto a verifica.

A carico del contribuente opera, quindi, una presunzione di evasione fiscale per tutti gli accrediti e i versamenti sul conto corrente bancario o postale. Contro questa bisogna difendersi se si vogliono evitare le sanzioni. E, a tal fine, non è sufficiente una prova generica circa ipotetiche distinte causali dell’affluire del denaro sul conto medesimo, ma è necessario che l’intestatario fornisca una giustificazione analitica della riferibilità di ogni singola movimentazione alle operazioni già evidenziate nelle dichiarazioni, ovvero dell’estraneità delle stesse alla sua attività.

Approfondimenti

Per maggiori informazioni, leggi i nostri articoli:


note

[1] Cass. sent. n. 32427 dell’11.12.2019.

[2] D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 32.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube