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Ingiuria e diffamazione: cos’è reato?

12 Dicembre 2019
Ingiuria e diffamazione: cos’è reato?

Offese in pubblico o in privato: ecco quando denunciare il responsabile a seguito della depenalizzazione. 

Sai che differenza c’è tra ingiuria e diffamazione e quale di questi comportamenti costituisce reato? Ci sono una serie di variabili che devi considerare prima di rivolgerti ai carabinieri per una offesa ricevuta. Ecco allora qualche chiarimento che troverai utile per comprendere cos’è reato tra ingiuria e diffamazione. Ma procediamo con ordine.

Ingiuria incrociata

Mario e Renato, acerrimi nemici che vivono nello stesso condominio, si incontrano sul pianerottolo di casa. Mario grida a Renato «Sei uno strrr…..». 

Renato in quel momento risponde a Mario: «E tu un figlio di p…». 

Chi dei due ha commesso reato? Un tempo, il penale sarebbe scattato solo per Mario, colpevole di ingiuria, mentre Renato sarebbe stato scusato per aver reagito all’offesa. 

Oggi, invece, il reato non lo commette più nessuno dei due. Difatti, l’ingiuria è stata depenalizzata e attualmente essa è solo un illecito civile. Non si può più denunciare chi pronuncia offese verso un’altra persona e gliele dice in faccia. 

Tuttavia, questa azione può costituire la base di un procedimento civile di risarcimento, all’esito del quale il giudice può “multare” il responsabile oltre che obbligarlo a pagare i danni all’avversario. Ma qui il paradosso.

Nel processo civile, se non hai testimoni, non puoi vincere la causa. Certo, ci sono i documenti, le prove scritte, ma sfido chiunque a far firmare un foglio con la propria condanna a morte. Nel processo penale, invece, la vittima poteva testimoniare a favore di sé stessa. E condotte di questo tipo, anche se commesse al sicuro da occhi indiscreti, potevano essere punite. 

Oggi, quindi, a meno che non hai registrato la scena con il tuo cellulare, procurandoti così una prova “digitale”, non potrai mai ottenere i danni da chi ti ha offeso a tu per tu, in assenza di testimoni.

Insomma, l’ingiuria proferita a quattrocchi non è di fatto più punibile.

Diffamazione: è reato?

Mario va a dire in giro che Giovanna è una donna di facili costumi. Di lei dice peste e corna, probabilmente perché ha il dente avvelenato per qualche delusione amorosa. Luca dice ai colleghi di ufficio che Marco, suo compagno di stanza, è un buono a nulla, per giunta raccomandato. Saverio afferma, alla riunione di condominio, prima che arrivi l’amministratore, che quest’ultimo è un incompetente e corrotto. 

Ecco tre ipotesi di diffamazione.

La diffamazione, a differenza dell’ingiuria, scatta in assenza del destinatario delle offese ed in presenza di almeno altre due persone. 

Si può diffamare una persona anche parlando a quattrocchi con più persone in momenti diversi tra loro. O sparlando di un rivale in una chat. 

A differenza dell’ingiuria, la diffamazione è un reato. Puoi, quindi, denunciare il fatto alla polizia o ai carabinieri.

Diffamazione a seguito di ingiuria

Rocco vede un giorno Luigi per strada e gli grida parolacce di tutti i tipi. Luigi, per risposta, va a dire a tutti quanti che Rocco è un pazzo, un soggetto pericoloso, da evitare. Chi ha commesso reato? Nessuno dei due. Rocco, infatti, ha realizzato solo una ingiuria che, come detto, è un illecito civile. Luigi ha, invece, diffamato Rocco e potenzialmente ha commesso un reato, ma in questo caso la sua condotta è giustificata come reazione all’offesa e, pertanto, non verrà punito.

In sintesi

Volendo sintetizzare quanto sinora detto, possiamo così schematizzare le regole:

  • l’ingiuria scatta quando una persona offende un’altra in presenza di questa stessa, ossia le rivolge delle offese: il comportamento non è più reato, ma solo illecito civile. Se ci sono testimoni o si ha la possibilità di documentare il fatto con una registrazione (video o audio) si possono chiedere i danni. Altrimenti, senza prove, non c’è modo di farsi risarcire. L’azione non si avvia più con una querela ma con una causa civile. Devi, quindi, prendere un avvocato a tue spese e avviare il giudizio;
  • la diffamazione scatta quando una persona offende un’altra in assenza di questa e dinanzi almeno ad altre due persone. Queste persone non devono per forza essere presenti nello stesso momento, come nel caso in cui si sparla di qualcuno e lo si fa in momenti distinti, ma con le stesse modalità e parole. La diffamazione è reato. La diffamazione è giustificata – e non viene punita – quando è la reazione a una offesa ricevuta (sia quest’ultima una ingiuria o un’altra diffamazione);
  • la calunnia è cosa ancora diversa: scatta quando una persona accusa un’altra di un reato dinanzi a una pubblica autorità pur sapendo perfettamente che questa è innocente. La calunnia è un reato. Il reato non sussiste se si accusa una persona anche senza avere le prove o con la convinzione – errata – che la legge si interpreti in un determinato modo. Per il reato, infatti, è necessario agire in malafede.


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