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Cosa succede se chiamo il 112

12 Dicembre 2019 | Autore:
Cosa succede se chiamo il 112

Numero di emergenza unico europeo: cos’è? Come funzionano le centrali uniche di risposta? In quali regioni è attivo il numero unico di emergenza 112?

Non sempre si può far fronte da soli alle situazioni della vita: a volte abbiamo bisogno di un aiuto qualificato da parte di chi è autorizzato a fare ciò che a noi è proibito oppure che non riusciamo a fare con le sole nostre forze o capacità. È questo il caso di quando occorre chiamare le forze dell’ordine: pensa alla necessità di far intervenire le autorità per sventare un furto o una rapina, oppure di chiamare un’ambulanza per favorire il soccorso di una persona che ha bisogno di cure urgenti. Con questo articolo vorrei spiegarti cosa succede chiamando il 112.

Tutti gli italiani, per tradizione collegano il numero 112 all’Arma dei Carabinieri, tant’è vero che anche sulle auto (le famose “gazzelle”) in dotazione ai carabinieri è impresso il numero 112. In realtà, da qualche anno anche in Italia è partito il progetto di unificazione di tutti i numeri di pronto intervento all’interno del 112. Cosa significa? Vuol dire che non dovrai comporre più il 118 per l’ambulanza, il 113 per la polizia e il 115 per i vigili del fuoco: d’ora in avanti, se chiami il 112 sarà l’operatore qualificato che risponde a provvedere ad inviarti i soccorsi di cui hai bisogno.

Il 112 è il numero unico di emergenza individuato dall’Europa per garantire l’intervento di cui si ha necessità. Se hai dieci minuti di tempo e l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa succede se chiami il 112.

Il 112 e i carabinieri

Come anticipato, in Italia il numero di pronto intervento 112 è tradizionalmente associato ai carabinieri: se chiami il 112 lo fai perché hai bisogno del soccorso urgente di queste forze dell’ordine.

Già da qualche anno, però, in molte zone d’Italia (nei prossimi paragrafi ti dirò quali) il 112 è il numero di riferimento per ogni emergenza: in altre parole, componendo questo numero si potrà chiedere l’intervento anche della polizia, dei vigili del fuoco e del soccorso sanitario.

112: numero di emergenza unico europeo

Come detto, il 112 è diventato il numero di emergenza unico europeo. Cosa significa? Vuol dire che, componendo il 112, potrà essere richiesto l’intervento non solo dei carabinieri, ma anche di tutti gli altri numeri di emergenza (113, 115, 118): sarà infatti l’operatore della centrale unica di risposta del servizio emergenza 112 ad inviare i servizi competenti (polizia, vigili del fuoco, ambulanza, ecc.).

In pratica, presso le centrali uniche di risposta confluiscono tutte le chiamate di soccorso, che poi vengono trasferite all’Ente preposto alla gestione della specifica emergenza (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Emergenza Sanitaria).

Le centrali uniche, tramite il collegamento in tempo reale con il Ced (Centro elaborazione dati) del Ministero dell’Interno, sono in grado di localizzare le chiamate in arrivo sia da rete mobile che fissa. Uno dei vantaggi del numero unico, oltre a quello di non doverne ricordare altri, è quello di consentire all’operatore di effettuare un filtro: molte chiamate, infatti, sono inappropriate, a volte fatte per sbaglio, altre volte solo per chiedere informazioni.

Il problema del servizio unico di risposta è che non è ancora attivo in tutta Italia, ma soltanto in alcune regioni o province. In attesa dell’estensione a tutto il territorio nazionale, rimangono in vigore i vecchi numeri di pronto intervento dedicati agli specifici servizi.

Perché il 112 è il numero unico europeo?

Il 112 è il numero unico europeo perché è stata la stessa Unione Europea a stabilire che, in tutti gli Stati membri, dovesse esserci un unico numero da chiamare per tutte le emergenze. Questo numero è proprio il 112.

Il servizio unico è stato effettivamente introdotto con una direttiva europea del 2002 [1], la quale ha previsto che, oltre alle esistenti numerazioni di emergenza nazionali (113, 112, 115 e 118), tutti gli utenti possano chiamare gratuitamente i servizi di soccorso digitando il numero di emergenza unico europeo 112.

Dopo un periodo di sperimentazione, solo con una legge del 2015 [2] è stata definita l’istituzione su tutto il territorio nazionale del numero unico europeo con centrali operative da realizzare in ambito regionale.

Cosa succede se chiami il 112?

Se chiami il 112 e ti trovi in una delle province in cui è attivo il numero unico di emergenza, allora ti risponderà un operatore specializzato che, in base alla tua richiesta, farà intervenire l’autorità che ritiene più appropriata: i carabinieri, la polizia, i vigili del fuoco oppure il soccorso sanitario.

Nel caso in cui sia necessario l’intervento di due enti differenti preposti al soccorso, dovrà essere il primo che interviene a dover chiamare il secondo. Ad esempio, se al 112 giunge la chiamata di una persona che segnala un grave sinistro stradale, l’operatore di servizio provvederà a segnalare l’accaduto all’autorità di soccorso sanitario; tuttavia, poiché potrebbe occorrere anche l’intervento della polizia stradale, dovrà essere l’ente che interviene per primo a chiamare il secondo.

Da questo punto di vista, dunque, il numero unico di emergenza potrebbe comportare dei rallentamenti nelle operazioni di soccorso: mentre in precedenza era possibile chiamare due numeri diversi (ad esempio, il 118 e il 112) per chiedere l’intervento di due autorità diverse, ora, potendo chiamare soltanto il 112, dovrà essere questo servizio a garantire l’invio di tutti i soccorsi necessari.

Come funziona il numero unico di emergenza?

Come già ricordato, tutte le chiamate al numero unico di emergenza 112 confluiscono presso un’unica centrale di riferimento nella quale vengono canalizzate tutte le chiamate di emergenza che vengono effettuate per richiedere l’intervento di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco o il Soccorso Sanitario.

All’interno di questa centrale, tutti gli operatori sono stati precedentemente formati per gestire una prima risposta alla chiamata, per poi successivamente smistarla agli Enti responsabili della gestione delle emergenze.

Il numero di chi chiama al 112 è sempre visibile all’operatore anche se si utilizza il servizio di “Id Privato” (il numero anonimo, insomma). Ciò consente a chi risponde di sapere da dove proviene la chiamata. Nello specifico:

  • per le chiamate provenienti da telefono fisso viene visualizzato il punto dove si trova il telefono;
  • per le chiamate provenienti da telefono cellulare viene visualizzata l’area di copertura della cella telefonica.

Centrali uniche di risposta: come funzionano?

Il funzionamento della centrale unica di risposta del numero unico di emergenza 112 è organizzato su due livelli: il primo riceve la chiamata di soccorso e il secondo gestisce effettivamente la situazione di emergenza.

Qualunque numero nazionale di emergenza si chiami  (113, 112, 115 e 118), la telefonata viene ricevuta dalla centrale unica di risposta.

Quando l’operatore della centrale unica di risposta risponde alla chiamata riceve in tempo reale il numero telefonico e la localizzazione del chiamante, che vengono automaticamente inseriti in una scheda in formato digitale (cosiddetta scheda contatto).

La scheda è poi integrata con le informazioni sulla tipologia di soccorso necessario e trasferita, insieme alla chiamata, alla Centrale operativa di secondo livello a cui compete l’intervento (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco ed Emergenza Sanitaria).

In questo modo, si evita che gli scherzi, gli errori o le chiamate improprie (come, ad esempio, le richieste di informazioni) arrivino alle Centrali operative di secondo livello che riceveranno solo le effettive chiamate di emergenza.

La centrale unica di risposta è realizzata dalle Regioni, che curano anche il reclutamento e la formazione del personale. L’operatore della centrale unica di risposta assume la qualifica di incaricato di pubblico servizio in quanto svolge la propria attività nell’ambito del Servizio pubblico di emergenza.

Numero unico di emergenza: dove è attivo?

Le centrali uniche di risposta sono operative in Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia orientale, Valle d’Aosta e nelle Province Autonome di Trento e Bolzano.

Il 112 per i veicoli

Una direttiva europea del 2010 [3] prevede la predisposizione in tutto il territorio dell’Unione Europea di un servizio elettronico di chiamata di emergenza denominato e-Call.

In caso di incidente stradale, il sistema e-Call, installato sul veicolo dalla casa automobilistica, contatta automaticamente la centrale unica di risposta e invia le informazioni relative alla vettura coinvolta, inclusa l’esatta localizzazione. Allo stesso tempo, il sistema consente agli occupanti della vettura, anche qualora incoscienti, un collegamento automatico con la centrale unica che valuta il tipo di soccorso da prestare.

Cosa succede se il 112 non è abilitato come numero unico?

Cosa succede se chiami il 112 per chiedere soccorso medico e nella tua provincia non è attivato il numero unico di emergenza? Semplice: ti risponderanno i carabinieri competenti per il tuo territorio. In tutto il territorio italiano in cui il numero unico non è ancora attivo, il 112 fa ancora riferimento ai carabinieri.

Ciò significa che, se i carabinieri non sono l’autorità cui intendevi rivolgerti, dovrai chiudere la chiamata e comporre il numero di pronto intervento che ti serviva, e cioè: il 113 per la polizia di Stato; il 115 per i vigili del fuoco; il 118 per il soccorso sanitario.

Cosa succede se chiami numero pronto intervento non più abilitato?

Cosa succede se componi un numero di pronto intervento diverso dal 112, pensando erroneamente che il numero unico di emergenza non sia ancora attivo? Mettiamo il caso che ti serva il soccorso sanitario e, per abitudine, componi il 118; in realtà, però, nella tua provincia è attivo il 112 come numero unico per tutte le emergenze. Cosa succede in un’ipotesi simile?

Nulla di grave: verrai reindirizzato al 112, cioè agli operatori addetti al servizio, ove potrai esporre la tua esigenza e ricevere l’aiuto più opportuno. Sono le regioni che stabiliscono la modalità di smistamento al 112: in genere se ne occupa un ente a cui è assegnato questo compito, come ad esempio la protezione civile.


note

[1] Direttiva 2002/22/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo del 7 marzo 2002.

[2] Legge delega 7 agosto 2015 n. 124 (cosiddetta Legge Madia).

[3] Direttiva 2010/40/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 7 luglio 2010.

Autore immagine: 123rf.com


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