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Come avere targa prova

27 Dicembre 2019 | Autore:
Come avere targa prova

Targa prova: i soggetti che possono utilizzarla, chi può concedere la relativa autorizzazione, le modalità per il rilascio e le sanzioni previste per la circolazione non autorizzata.   

Sei in coda sull’autostrada e la macchina davanti la tua ha una targa prova. Non sai cosa indica esattamente questo contrassegno e quali autovetture possono adoperarlo per la circolazione. Perciò, ti stai chiedendo: “come avere la targa prova?” La risposta è semplice. Questo tipo di targa è utilizzabile per i veicoli che circolano in strada allo scopo di realizzare alcune particolari esigenze, che possono consistere in semplici prove tecniche o collaudi, dimostrazioni, trasferimenti, o ancora, per ragioni di allestimento o pubblicitarie.

Ad esempio, sono autorizzate ad adoperarla le autofficine o le case costruttrici quando devono effettuare i collaudi prima della vendita. Oppure le università, come nel caso delle facoltà di ingegneria, che effettuano degli studi di nuovi prototipi o anche le società che hanno bisogno di trasportare veicoli non immatricolati su strada per un tratto non superiore a 100 km.

Chi può utilizzare la targa prova

I soggetti ai quali può essere rilasciata la targa prova e che sono autorizzati ad adoperarla, si possono così individuare:

  • aziende costruttrici di veicoli a motore e rimorchi;
  • i loro rappresentanti, concessionari, agenti, commissionari di vendita;
  • i commercianti che si occupano della cessione di tali veicoli a terzi, indipendentemente dall’esistenza di un rapporto con le fabbriche costruttrici e dalle modalità con le quali avviene l’attività di commercio, potendo trattarsi anche di vendita online, che non comporta alcun rapporto diretto con il cliente;
  • aziende che si occupano del trasferimento dei veicoli non ancora immatricolati da o verso le aree destinate allo stoccaggio, ma mai per spostamenti superiori a 100 km;
  • istituti universitari ed enti pubblici o privati che, nell’esercizio della loro attività, svolgono delle sperimentazioni su veicoli;
  • fabbriche costruttrici di telai e pneumatici;
  • fabbriche costruttrici di sistemi o dispositivi d’equipaggiamento di veicoli a motore e di rimorchi, nei casi in cui l’applicazione di queste soluzioni meccaniche o tecnologiche imponga l’aggiornamento della carta di circolazione, come stabilito dal Codice della strada [1];
  • i loro rappresentanti, concessionari, commissionari e agenti di vendita;
  • i commercianti autorizzati di veicoli allestiti con tali sistemi o dispositivi di equipaggiamento. Anche in questo caso è indifferente la sussistenza o meno di un rapporto con le fabbriche costruttrici e le modalità attraverso le quali l’attività di commercio viene esercitata, potendosi trattare anche di vendite online;
  • esercenti di officine di autoriparazione e di trasformazione, anche per proprio conto;
  • fabbriche costruttrici di veicoli a motore e di rimorchi per il trasporto di veicoli nuovi di fabbrica per il tramite di altri veicoli nuovi mai immatricolati, provvisti di targa provvisoria [2].

L’autorizzazione della targa prova è valida per un unico veicolo alla volta e deve essere sempre custodita a bordo dello stesso. Al titolare dell’azienda possono essere rilasciate più targhe prova, le quali possono essere spostate da un mezzo all’altro sempre insieme all’apposita autorizzazione.

Inoltre, non vi sono limiti all’utilizzo della targa prova. Il contrassegno può essere adoperato 24 ore al giorno, in tutto il territorio nazionale e anche in altri Stati, come vedremo da qui a poco, con i quali sono intervenuti degli specifici accordi.

Chi rilascia l’autorizzazione della targa prova

La materia relativa al rilascio, uso, revoca e rinnovo dell’autorizzazione della targa prova è sottoposta a regole ben precise [3].

In particolare, per quanto riguarda il rilascio, l’organo competente è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che provvede attraverso gli uffici provinciali della Motorizzazione civile. Questi ultimi concedono l’autorizzazione dopo avere verificato la sussistenza, nel caso specifico, dei requisiti richiesti dalla legge. Anche gli studi di consulenza automobilistica, all’uopo abilitati dagli uffici provinciali della Motorizzazione civile, sono legittimati al rilascio o al rinnovo dell’autorizzazione [4].

L’autorizzazione a circolare con la targa prova ha una validità annuale e deve contenere l’indicazione della tipologia dei veicoli per i quali è stata concessa. Può essere rinnovata alla scadenza se sono ancora sussistenti i requisiti minimi richiesti.

Com’è la targa prova e dove si posiziona

Oggi, esiste un unico modello di targa prova da utilizzare sia per gli autoveicoli e i relativi rimorchi, sia per i ciclomotori, i motoveicoli, le macchine agricole e le macchine operatrici. Più precisamente, il colore di fondo della targa è bianco e la stessa è composta, nell’ordine, da due caratteri alfanumerici, dalla lettera “P” e da cinque caratteri alfanumerici.

La targa prova va posizionata sulla parte posteriore dell’auto e durante la circolazione deve essere coperta da un’apposita polizza di responsabilità civile verso terzi.

Come si richiede il rilascio dell’autorizzazione della targa prova

Per ottenere il rilascio dell’autorizzazione della targa prova occorre seguire una procedura particolare. Innanzitutto, bisogna procurarsi l’attestazione d’iscrizione al registro delle imprese dell’azienda che intende utilizzare la targa prova oppure un’autodichiarazione che attesta la sua registrazione alla Camera di commercio, con l’indicazione del numero Rea (Repertorio economico amministrativo).

Poi, occorre effettuare i versamenti sui conti correnti postali dedicati, utilizzando i bollettini distribuiti presso gli uffici provinciali della Motorizzazione civile. Nello specifico i pagamenti ammontano a 10,20 euro, a 32 euro e a 18,37 euro.

La documentazione sopra descritta va, quindi, allegata alla domanda per il rilascio dell’autorizzazione della targa prova, da compilare sull’apposito modello TT2119, che si può scaricare online o si trova in distribuzione presso gli uffici provinciali della Motorizzazione civile.

L’istanza e la documentazione vanno presentate presso la Motorizzazione civile della provincia in cui si trova la sede principale o secondaria dell’azienda o presso uno studio di consulenza abilitato. Successivamente, viene rilasciata la targa prova su supporto cartaceo insieme alla relativa autorizzazione.

L’autorizzazione della targa prova è valida solo in Italia, in Austria, in Germania e nella Repubblica di San Marino [5]. Non ha valore in tutti gli altri Paesi europei ed extra europei.

Come avviene la messa in circolazione della targa prova

Premesso che l’autorizzazione della targa prova è intestata ad una persona specifica, quest’ultima deve essere fisicamente a bordo del veicolo durante la circolazione. In alternativa, deve essere presente un suo rappresentante munito di delega. Tale soggetto deve avere un rapporto di collaborazione funzionale con il titolare dell’autorizzazione, dimostrabile attraverso idonea documentazione.

Se l’autorizzazione è stata rilasciata per motivi tecnici, sul veicolo con la targa prova possono salire anche eventuali dipendenti, impiegati nelle operazioni di prova.

Se invece, l’autorizzazione è stata concessa per la messa in strada di un’autovettura nuova, possono salire a bordo pure i possibili acquirenti.

Com’è punita la circolazione con targa prova senza autorizzazione

Il Codice della strada prevede che chiunque adibisce un veicolo in circolazione di prova ad uso diverso, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 87 euro a 345 euro. La stessa sanzione si applica se il veicolo circola senza che su di esso sia presente il titolare dell’autorizzazione o un suo dipendente munito di apposita delega [6].

Se tali violazioni superano il numero di tre, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da 173 euro a 695 euro; ne consegue in quest’ultimo caso la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo [7].

Nel caso di omessa applicazione della targa prova durante la circolazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa tra 25 euro e 100 euro [8].

In caso di sottrazione o distruzione della targa, il titolare della stessa deve farne denuncia entro quarantotto ore agli organi di Polizia che ne prendono formalmente atto e ne rilasciano ricevuta. Il titolare, sulla base della ricevuta di resa denuncia, chiede il rilascio di una nuova targa [9].

I mezzi immatricolati non assicurati possono girare con targa prova?

Recentemente, si sono accese discussioni in materia di utilizzo della targa prova per i veicoli già immatricolati, privi di assicurazione o con irregolarità formali (come ad esempio la mancata revisione periodica). Il dibattito è stato provocato da un parere espresso dal Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, secondo il quale l’uso della targhe prova deve essere limitato alle sole autovetture non ancora immatricolate [10].

Tale parere si pone in netto contrasto con una pratica molto diffusa tra i concessionari, i commercianti e i riparatori di veicoli che di solito utilizzano la targa di prova proprio sui veicoli già immatricolati, sprovvisti di assicurazione Rca o non revisionati. Visto l’allarme destato dal parere tra gli addetti ai lavori, il ministero dell’Interno e quello delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno convenuto di sottoporre la questione al Consiglio di Stato al fine di valutare la legittimità della prassi di utilizzare le targhe prova anche sui veicoli immatricolati. Contestualmente, è stata presentata una proposta di legge per regolamentare l’utilizzo della targa prova per tale tipo di veicoli.

Al momento si è ancora in attesa di conoscere la decisione del Consiglio di Stato.

Nelle more il ministero dell’Interno ha sospeso l’applicazione di tutte la sanzioni nei confronti di chi utilizza targhe prova anche su veicoli già immatricolati, che non hanno copertura assicurativa o non sono revisionati [11].

note

[1] Art. 236 cod. strada.

[2] Art. 98 co. 4-bis, D. Lgs. n. 285/2008.

[3] D.P.R. n. 474 del 24.11.2001 Regolamento di semplificazione del procedimento di autorizzazione alla circolazione di prova dei veicoli.

[4] L. n. 264/1991.

[5] Legge federale austriaca del 30/12/1982, accordi bilaterali tra Italia e Germania del 01/01/1994 e tra Italia e San Marino del 01/05/1995.

[6] Art. 98 co. 3 cod. strada.

[7] Art. 98 co. 4 cod. strada.

[8] Art. 3 D.P.R. n. 474/2001.

[9] Art. 100 co. 13 cod. strada.

[10] Parere n. 300/A/2689/18/105/20/3 del 30.03.2018.

[11] Circolare ministero dell’Interno n. 300/a/4341/18/105/20/3 del 30.05.2018.


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