Diritto e Fisco | Articoli

Pignoramento presso terzi: gli importi versati dal datore sul conto corrente

6 Agosto 2013
Pignoramento presso terzi: gli importi versati dal datore sul conto corrente

Il pignoramento non si estende all’ultimo stipendio versato sul conto corrente intestato al lavoratore.

Dopo 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, l’Agente della riscossione (per esempio, Equitalia) può attivare il cosiddetto pignoramento presso terzi, una forma cioè di esecuzione forzata con cui ordina al datore di lavoro di versare le somme direttamente nelle sue mani. In realtà, tale procedimento può essere effettuato non solo nei confronti del datore, ma anche di chiunque sia debitore del contribuente (quindi, eventuali suoi clienti, la banca, ecc.).

Il debitore ha 60 giorni di tempo [1] dalla notifica del pignoramento per scegliere una di queste due vie:

1)  sanare la propria posizione debitoria e pagare il dovuto;

2) presentare opposizione al giudice competente se ritiene di avere fondate ragioni da opporre alla riscossione, in tal modo evitando che, nel frattempo, il terzo disponga l’accredito delle somme pignorate.

Recentemente sono stati modificati anche i limiti massimi di pignorabilità dello stipendio, che un tempo erano sempre fissati nella misura di un quinto. Oggi, invece, le soglie per la pignorabilità dello stipendio e delle altre indennità connesse al rapporto di lavoro sono le seguenti:

–  per emolumenti fino a 2.500 euro, la quota pignorabile è un decimo;

–  per somme comprese tra 2.500 e 5mila euro, la quota pignorabile è di un settimo;

– se si superano i 5mila euro il pignoramento massimo può essere entro la misura di un quinto come è sempre stato.

Con una recente modifica, inoltre, si è stabilito che se l’accredito sul conto corrente del dipendente/debitore, effettuato dal datore di lavoro, per somme dovute a titolo di pensione, salario, stipendio o di altra indennità, riguarda l’ultimo emolumento (per es. ultimo stipendio), esso non può essere pignorato e, pertanto, la banca non può “bloccarlo” ma deve renderlo disponibile al debitore (che pertanto sarà libero di prelevarlo). Sul punto è bene leggere l’articolo di approfondimento “Pignoramento presso terzi di Equitalia per cartelle esattoriali: così cambia dopo il decreto del fare“.

Il nuovo decreto del Fare ha anche stabilito dei limiti al pignoramento dei beni strumentali (anche nel caso in cui il debitore sia una società). In caso di mancato pagamento del debito, infatti, gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore possono essere pignorati al massimo nei limiti di un quinto, e sempre a condizione che gli altri beni trovati dall’ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non siano sufficienti a soddisfare il credito.


note

[1] Il termine era, inizialmente, di 15 giorni, ma il decreto del Fare [1] lo ha elevato a 60): le modifiche sono apportate dal testo originario del Dl 69/2013 (articolo 52, comma 1, lettera e).

[2] D.L. n. 69/2013 (cosiddetto Decreto “del Fare”), art. 52, comma 1, lett. f).


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube