Controlli fiscali 2020: presi di mira i conti correnti

12 Dicembre 2019 | Autore:
Controlli fiscali 2020: presi di mira i conti correnti

Pronte le linee guida dell’Agenzia delle Entrate per programmare i controlli fiscali del 2020: quali contribuenti saranno selezionati e in base a quali criteri?

Come ogni anno il Fisco ha predisposto, con buon anticipo, le “linee guida” per programmare i controlli e le verifiche fiscali del 2020 dell’Agenzia delle Entrate. Stavolta – come anticipa oggi il Sole 24 Ore – ci sono alcune novità rispetto agli scorsi anni. Innanzitutto, il Governo nella nuova legge di Bilancio si è impegnato a reperire, proprio dalla lotta all’evasione fiscale condotta con le misure in arrivo, ben 3 miliardi di euro, che si aggiungono ai “consueti” 13 miliardi di euro derivanti dalle tradizionali attività di prevenzione e di recupero di imposte sottratte.

Dunque, l’asticella stavolta è collocata ad un livello più alto e gli obiettivi del Fisco sono più ambiziosi degli anni precedenti. Per realizzarli, servono quindi maggiori risorse da impiegare e strumenti più potenti da utilizzare per stanare l’evasione dove si annida e dove si raccolgono le somme più consistenti che sono state sottratte a tassazione.

Perciò l’innovazione più importante consiste nell’uso mirato degli strumenti di selezione dei contribuenti da controllare. Scegliere bene chi è “meritevole” di ricevere una visita consente di risparmiare parecchio tempo dopo, in fase di esecuzione, perché con ogni probabilità il controllo sarà proficuo: le incongruenze ed anomalie emerse all’inizio, durante lo scandaglio generale, sono le spie di quella probabile evasione che i funzionari andranno a cercare, per riscontrare se c’è davvero; come un volo preliminare di ricognizione dall’alto consente di individuare gli obiettivi interessanti.

In questa fase, è ormai difficile nascondere qualcosa, perchè l’Agenzia dispone di armi poderose, che sono rappresentate in massima parte dalla mole di dati ed informazioni che il Fisco raccoglie e conserva su ogni tipo di soggetto economico – dalle persone fisiche alle imprese ai lavoratori autonomi – e che gli consentono, in base al tipo di attività esercitate, di “mirare” efficacemente le categorie da mettere sotto la lente, arrivando a individuare i casi specifici che saranno posti sotto controllo e verifica fiscale.

Qui, entrano in gioco i comportamenti che risultano al Fisco e gli offrono la “fotografia” del soggetto: i movimenti economici e finanziari dicono moltissimo a chi li sa interpretare, e questo è proprio il lavoro dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Ora che i dati sono tutti tracciati e memorizzati negli archivi informatici, si tratta solo di incrociarli e far emergere le sproporzioni tra i flussi di denaro dichiarati e quelli effettivamente realizzati ed ottenuti.

Il Fisco ha accesso diretto a tutti i rapporti finanziari e alle movimentazioni operate sui conti correnti, in entrata e in uscita: riesce così a conoscere nel dettaglio, e anche a distanza di tempo, ogni dazione o percezione negli esatti ammontari e termini. A questo punto, riscontrare questi elementi con i redditi della persona fisica, o con i ricavi e le fatturazioni dell’impresa, dell’esercizio commerciale o del professionista o del lavoratore autonomo, è molto semplice e da qui la palla passa al contribuente, che dovrà dimostrare la non imponibilità di quelle operazioni, ad esempio perché esenti da imposta o già tassate all’origine, altrimenti non riuscirà a superare la presunzione di evasione che quei movimenti di conto corrente provano e documentano.

Nel mirino dei controlli che saranno effettuati il prossimo anno, con ogni probabilità, finiranno quelle categorie con regime tributario meno dettagliato ed analitico e che perciò richiedono un maggior lavoro di approfondimento: dunque, i forfettari in regime di flat tax e coloro che, sottoposti agli Isa (gli indici sintetici di affidabilità fiscale che hanno sostituito i vecchi studi di settore) fanno emergere scostamenti di rilievo. Nei ranghi dei potenziali controllati finiranno poi, automaticamente, i contribuenti che non hanno presentato le dichiarazioni prescritte, dei redditi o Iva, quando emergono dai movimenti bancari informazioni che lasciano desumere che essi abbiano realizzato operazioni economiche.

Un capitolo a parte sarà dedicato agli enti non commerciali ed alle Onlus: qui, il campo di indagine si allarga oltre i conti correnti perché i funzionari dell’Agenzia e i finanzieri andranno a cercare tutti gli elementi utili a ricostruire l’attività svolta per verificare se ci sia un “ombrello”, uno schermo dietro al quale viene svolta una vera e propria attività d’impresa o commerciale, come le prestazioni di servizi offerte da centri benessere e palestre esercitati in forma “no profit” anziché nel regime corretto che richiederebbero.

Sta di fatto che, stavolta, l’Amministrazione finanziaria è pronta mentre la politica è ancora impegnata nella faticosa approvazione della legge di Bilancio, che dovrà avvenire entro la fine dell’anno o meglio entro Natale; probabilmente per questo il ministero dell’Economia e Finanze, in questi giorni di dicembre inoltrato, non ha ancora emanato l’atto di indirizzo che rappresenterà la premessa, la cornice entro il quale i funzionari dovranno muoversi. Ma la linea di intervento è già tracciata negli obiettivi di politica fiscale del Governo che annunciano chiaramente l’intensificazione delle azioni di contrasto all’evasione; basta questo per scatenare l’attacco.



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