Tasse sugli immobili: i piccoli proprietari insorgono

12 Dicembre 2019
Tasse sugli immobili: i piccoli proprietari insorgono

La cancellazione inaspettata dalla legge di Bilancio della cedolare secca sugli affitti dei negozi provoca la reazione dell’Unione dei piccoli proprietari.

C’è “sconcerto per il cambio di rotta del governo Conte e della maggioranza che, sorprendentemente, hanno deciso di annullare la cedolare secca al 21% sugli affitti dei negozi, introdotta un anno fa per intervenire sulla crisi dei locali commerciali”. E’ quanto scrive  l’Uppi, l’Unione piccoli proprietari immobiliari, in una nota diffusa dall’agenzia stampa Adnkronos.

Il motivo della protesta dei piccoli proprietari è l’eliminazione della cedolare secca sugli affitti dei negozi che è stata decisa all’ultimo momento dopo che la maggioranza di governo aveva deciso, al contrario, di confermarla con proroga anche per il 2020. La cancellazione così è arrivata imprevista e inaspettata. Ora, a dire dell’unione che rappresenta i piccoli proprietari, le conseguenze di questa decisione sono molto gravi.

“Per capire la portata di questa decisione – si legge nel comunicato dell’Uppi – bisogna considerare che, senza la cedolare secca, i proprietari dei locali commerciali sono assoggettati all’Irpef, all’addizionale regionale Irpef, all’addizionale comunale Irpef e all’imposta di registro, per un totale che supera abbondantemente il 50% del canone di locazione, al quale deve aggiungersi la patrimoniale Imu e Tasi che colpisce il settore immobiliare con un prelievo di oltre 21 miliardi di euro”.

L’aliquota ridotta – ricorda ancora l’Uppi – avrebbe favorito la locazione di locali sfitti da tempo e sarebbe servita non solo a ridare vita al tessuto sociale, ma anche a portare nuove entrate nelle casse dello Stato, così come dimostra il successo della cedolare secca nelle locazioni abitative, la quale ha consentito di ridurre del 50,45% l’evasione tributaria negli affitti, così come indicato nella nota di aggiornamento al Def”.

“Da un lato, dunque, il governo dichiara lotta all’evasione, dall’altro, inspiegabilmente, ritira le uniche misure in grado di combatterla davvero. Di particolare gravità, inoltre, è la circostanza che il Governo abbia deciso di abolire una misura intorno alla quale si era raccolto un consenso pressoché unanime, non solo del mondo politico, ma anche delle associazioni dei commercianti e dell’inquilinato. Per l’Uppi solo un alleggerimento della tassazione sulla proprietà immobiliare consentirà al settore di riacquistare spinta e di giovare all’economia del Paese intero permettendo al Pil di riprendere a crescere”, conclude la nota.



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