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Dove lo Stato conserva i nostri dati

12 Dicembre 2019
Dove lo Stato conserva i nostri dati

Elenco di banche dati e registri dove sono schedati i cittadini: ecco le informazioni pubbliche e quelle più riservate. 

Una cosa è dire che lo Stato sa tutto di noi, un’altra è riflettere sull’enorme mole di banche dati che schedano i cittadini. Chi si sofferma a osservare questo lungo elenco, si rende conto che, se anche non viviamo in uno Stato di polizia, poco di manca. I cittadini sono ormai reperibili ovunque e la raccolta di dati costituisce il metodo migliore per controllare la popolazione. La gente ha accettato questa forte limitazione della privacy come contropartita per un quieto vivere. Il più delle volte, l’intrusione nella nostra vita privata è giustificata da interessi di natura pubblica o comunque collegati ai rapporti tra privati.

Ma quali sono questi elenchi? Dove lo Stato conserva i nostri dati? Senza voler essere esaustivi (ogni giorno nascono nuovi strumenti per censire la popolazione), ecco i principali archivi pubblici.

Anagrafe comunale

Il primo elenco che scheda i cittadini è sicuramente l’anagrafe Comunale. Lì sono indicati i dati “base” di ogni persona: nome, cognome, data di nascita o di morte, luogo di residenza, data di trasferimento (“emigrazione”) presso un diverso Comune. 

All’anagrafe chiunque può chiedere un certificato anagrafico e un certificato di stato di famiglia (con l’elenco di familiari e altri soggetti conviventi legati da un rapporto affettivo); non c’è bisogno di fornire motivazioni. Si tratta di dati pubblici il cui accesso è libero. Leggi Come trovare i dati anagrafici di una persona.

Anagrafe residenti all’Estero

Nell’Aire (l’Anagrafe italiani residenti all’estero) sono indicati i dati dei cittadini italiani che risiedono all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi. Essa è gestita dai Comuni sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dalle Rappresentanze consolari all’estero.

L’iscrizione all’Aire è un diritto-dovere del cittadino e costituisce il presupposto per usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all’estero, nonché per l’esercizio di importanti diritti, quali per esempio la possibilità di votare o di ottenere il rilascio o rinnovo dei documenti di identità e di viaggio.

Anagrafe tributaria

In secondo luogo vengono in rilievo i dati fiscali della popolazione residente, costituiti dal codice fiscale, dal reddito e dalle dichiarazioni dei redditi presentate negli ultimi 10 anni. Tali dati sono in possesso dell’Agenzia delle Entrate e racchiusi nell’Anagrafe tributaria.

Vuoi  sapere quanto guadagna il tuo vicino di casa o il tuo collega di lavoro? Il dentista o l’idraulico che ti ha appena riparato il rubinetto? In Italia non puoi. 

Quando ci provò il Governo, il 30 aprile 2008, successe il finimondo. Le dichiarazioni dei redditi, pubblicate online per volontà dell’allora viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, e del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, resistettero agli assalti solo poche ore. Poi capitolarono, travolte dall’intervento del Garante della privacy e dalle polemiche politiche che accusarono i due responsabili di voler consegnare i cittadini italiani nelle mani di rapitori e criminali di ogni risma. 

La possibilità che il nostro vicino di casa o collega di lavoro possa conoscere alla perfezione quanto dichiariamo al Fisco, continua a terrorizzarci più dell’enorme quantità di dati personali e di informazioni sulla nostra salute, sulle nostre preferenze e sui nostri spostamenti che consegniamo ogni minuto della nostra vita alle società telefoniche e alle varie Google, Apple, Facebook e Amazon. 

Oggi è possibile conoscere la dichiarazione dei redditi di un’altra persona solo se giustificata dalla tutela giudiziale dei propri diritti. Si pensi alla donna che vuol sapere quanto guadagna l’ex marito per chiedere un aumento del mantenimento. 

È però molto più facile, per l’Agenzia delle entrate, conoscere i dati dei cittadini. Difatti dentro l’Anagrafe tributaria – il maxi archivio gestito proprio dall’amministrazione finanziaria e a cui hanno accesso anche la Guardia di Finanza e l’Agente per la riscossione esattoriale – sono contenute tutte le informazioni patrimoniali dei contribuenti: dal rapporto di lavoro alla pensione, dalle proprietà mobiliari a quelle immobiliari, ecc.

Anagrafe dei conti correnti

Esiste poi un registro ove le banche comunicano tutti i contratti stipulati con la clientela: conti correnti, cassette di sicurezza, gestione titoli e azioni, libretti, carte di credito prepagate, ecc. Questo registro viene aggiornato periodicamente. 

Vi possono accedere sia il fisco che i privati. Ma se l’Agenzia delle Entrate e la Finanza non hanno limiti alla consultazione dei dati (potendo conoscere prelievi e versamenti sul conto, denaro disponibile in giacenza, ecc.), i privati hanno le mani più legate: in questo secondo caso, solo pendendo un’azione di recupero crediti, è possibile conoscere presso quale istituto di credito il debitore deposita il proprio denaro ma non si può anche sapere se il conto è attivo o in rosso. 

Certificati immobiliari

Presso i Registri immobiliari – detenuti dall’ufficio del territorio gestito dall’Agenzia delle Entrate – si trovano i dati degli immobili censiti sul territorio italiano e dei loro proprietari. L’accesso è libero e non soggetto ad alcuna restrizione. Chiunque può sapere: a) avendo i dati dell’immobile, a chi appartiene il bene; b) avendo i dati di una persona, quali immobili ha intestato; c) se su un immobile sono presenti ipoteche, pignoramenti, usufrutti, diritti di superficie, servitù.

La richiesta di informazioni non deve essere motivata ma è a pagamento.

Certificati auto e assicurazione

Nel Pra, il pubblico registro automobilistico, sono racchiusi i dati relativi alla proprietà di auto. Ad esso ci si può affacciare per sapere chi è il titolare di un veicolo (di cui si conosce la targa) e, con il collegamento alla Motorizzazione, è possibile anche conoscere l’assicurazione di copertura della rc-auto. I dati sono consultabili liberamente da chiunque per fini di giustizia. 

Il creditore che avvia un recupero crediti può, con richiesta all’anagrafe tributaria, consultare il Pra per sapere se vi sono veicoli da sottoporre a pignoramento.

Certificati penali

Lo Stato sa quanti reati hai commesso in passato o se sei indagato. Nel «certificato carichi pendenti» e la cosiddetta “fedina penale” (il casellario giudiziale) vengono racchiusi tutti i procedimenti e le condanne a carico di una persona, anche quelli oscurati ai privati. Non è invece possibile sapere, tramite tali registri, se sono state inflitte sanzioni amministrative come contravvenzioni stradali o multe da parte di altre autorità pubbliche.

Certificati protesti

I dati degli ultimi protesti subìti da una persona per il rilascio di assegni a vuoto o il mancato pagamento di cambiali sono racchiusi in un pubblico registro liberamente consultabile. Chiunque può chiedere un certificato protesti relativo a un’altra persona, magari prima di stringere con questa un affare commerciale.

Cattivi pagatori e Centrale Rischi

La banca d’Italia gestisce la cosiddetta CAI, o meglio conosciuta Centrale Rischi Interbancaria. Si tratta di un archivio, consultabile solo dalle banche, in cui vengono indicate le “sofferenze”, i ritardi o gli inadempimenti nei prestiti e finanziamenti, l’emissione di assegni scoperti.

Registro fallimenti

In tribunale è custodito un registro fallimenti ove sono schedati tutti gli imprenditori soggetti a procedura concorsuale. 

Spesometro

Lo spesometro è lo strumento che obbliga i soggetti passivi IVA a comunicare, in via telematica, tutte le operazioni documentate da fattura, bolletta doganale, nota di variazione IVA. In questo modo il fisco è in grado di sapere chi vende e chi compra. Non poco se si vogliono fare controlli incrociati.

Indirizzi email certificati

Esiste il registro Ini-Pec, consultabile online da chiunque, che racchiude gli indirizzi di posta elettronica certificata di qualsiasi soggetto che ne sia titolare (al momento sono obbligati solo i professionisti, gli imprenditori e le società).



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