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Piena reintegra per il socio a seguito di annullamento dell’esclusione

27 Marzo 2014 | Autore:
Piena reintegra per il socio a seguito di annullamento dell’esclusione

Il socio accomandatario di società in accomandita semplice che si oppone in Tribunale alla propria esclusione dalla compagine sociale ha diritto a essere reintegrato nella pienezza dei suoi diritti e poteri se ottiene l’annullamento del provvedimento di estromissione.

 

In una recente sentenza [1], la Corte di Cassazione stabilisce gli effetti della pronuncia giudiziale con cui si annulla la delibera di esclusione di un socio accomandatario dalla società in accomandita semplice (s.a.s.) cui apparteneva prima della decisione illegittima che lo ha estromesso.

Più in generale infatti nelle società di persone, stante il rapporto più stretto tra i soci dato dalla responsabilità illimitata di questi ultimi per le obbligazioni contratte dalla società, è consentito alla maggioranza dei soci di decidere l’esclusione di uno o più di essi in alcuni casi indicati dalla legge [2]:

– per gravi inadempienze delle obbligazioni che derivano dalla legge o dal contratto sociale;

– per l’interdizione, l’inabilitazione del socio o per la sua condanna a una pena che importa l’interdizione anche temporanea dai pubblici uffici;

– per la sopravvenuta inidoneità a prestare l’opera che il socio si è obbligato a conferire in società oppure per il perimento dovuto a causa non imputabile agli amministratori della cosa che il socio si è obbligato a conferire alla società in godimento;

– per il perimento della cosa che il socio si è obbligato a trasferire in proprietà alla società laddove questa perisca prima dell’acquisto da parte di quest’ultima.

Tuttavia il socio che si vede comunicare la decisione di esclusione ha tempo trenta giorni dal ricevimento della notizia per impugnare la delibera e ottenere la sospensione della stessa in via cautelare nonché, nel merito, il suo definitivo annullamento.

Ma se l’istanza del socio già escluso viene accolta, che ne è del rapporto con la società? Si ricostituisce automaticamente oppure questi può pretendere dalla società solo la liquidazione del valore della propria quota nonché il risarcimento del danno subito per l’ingiusta esclusione [3]?

A questa domanda i giudici della Cassazione hanno risposto nel primo senso ossia stabilendo che, laddove il Tribunale decida per l’illegittimità dell’esclusione, l’ex socio ha diritto a riprendere il proprio posto in società con i diritti a lui spettanti in forza della posizione da lui ricoperta prima dell’ingiusta estromissione.


Il socio accomandatario di una società in accomandita semplice che si oppone in Tribunale alla decisione di esclusione adottata contro di lui dagli altri soci, può ottenere l’annullamento della delibera e pretendere di essere reintegrato in società in qualità di accomandatario con i diritti a lui spettanti per legge fin dal momento dell’originaria esclusione.

note

[1] Cass. sent. n. 6829 del 24.03.2014.

[2] Art. 2287 cod. civ.

[3] Il dubbio deriva dalla circostanza che l’art. 2289 cod. civ. stabilisce che “Nei casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente a un socio, questi o i suoi eredi hanno diritto soltanto a una somma di denaro che rappresenti il valore della quota.”

Autore immagine: 123rf.com


1 Commento

  1. Salve
    Ma se nel frattempo la società sas ha provveduto a nominare un nuovo socio accomandatario, al reintegro del socio estromesso si avranno due amministratori o il secondo decade automaticamente?

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