Carburanti, nel 2021 rischio aumento per oltre 1,2 miliardi

13 Dicembre 2019
Carburanti, nel 2021 rischio aumento per oltre 1,2 miliardi

Aumento delle accise sulla benzina: le clausole di salvaguardia spostate sui carburanti renderanno più cari i trasporti di persone e merci. 

La legge di bilancio ha disinnescato l’aumento dell’Iva solo per il 2020 (mantenendo parzialmente in piedi la possibilità di incremento dell’imposta per gli anni successivi), ma l’ha rimpiazzato con altre clausole di salvaguardia: quelle sui carburanti. 

Non c’è, infatti, solo la cancellazione del tetto ai rincari del diesel, la cui cancellazione potrebbe portare il gasolio a costare quanto la benzina. 

Durante l’esame del disegno di legge di bilancio al Senato è progressivamente salita la componente accise sui carburanti delle stesse clausole a partire dal 2021. Il tutto per effetto di un emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio al Senato. Rispetto a quanto previsto prima della varo della manovra c’è un’ipotesi di incremento di 303 milioni nel 2021, di 651 milioni nel 2022 e 132 milioni nel 2023. Come spiega Il Sole 24 Ore questa mattina in edicola, se non sarà disinnescata, questa fetta di clausole farà pertanto scattare aumenti delle accise sulla benzina da 1,221 miliardi nel 2021, da 1,683 miliardi nel 2022 e da quasi 2 miliardi (1,954 miliardi) nel 2023.

Le conseguenze non sono solo per i viaggiatori che pagheranno di più al rifornimento, ma anche per i trasporti di merce che ovviamente implicheranno dei rincari sui prezzi.

Altra novità dell’ultimo momento è il maxi rinvio per la fine della maggior tutela nel mercato elettrico e del gas. Il termine, finora previsto al 1° luglio 2020, è stato fatto slittare al 1° gennaio 2022. Spetterà poi a un decreto del ministero dello Sviluppo Economico, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, sentita l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) e previo parere delle commissioni parlamentari competenti, definire i criteri per assicurare «un ingresso consapevole» dei clienti finali nel mercato libero. 

Nonostante le forti critiche dell’opposizione e del mondo imprenditoriale, la maggioranza difende le scelte compiute in queste settimane. «Consegniamo all’aula una manovra di bilancio per il 2020 che consegue l’obiettivo ambizioso di tracciare una rotta nuova, scongiurando la Salvini tax al Paese, che avrebbe prodotto l’aumento dell’Iva, senza però rinunciare ad investire su sistema produttivo, lavoro, welfare ed enti locali», ha affermato Dario Stefano (Pd), uno dei relatori del provvedimento.


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