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Come fare per entrare in Polizia

27 Dicembre 2019 | Autore:
Come fare per entrare in Polizia

Chi vuole diventare funzionario, agente, commissario o ispettore deve fare un concorso. Ecco in che cosa consistono il loro lavoro e le prove da sostenere.

Chi di noi da bambino non è mai stato colto dal fascino della divisa del poliziotto? Dell’auto azzurra e bianca che sfrecciava, con i lampeggianti accesi e la sirena che urlava per chiedere alle altre macchine di spostarsi? Tutti noi, da piccoli, abbiamo sognato almeno una volta di indossare quella divisa e di essere all’interno di quell’auto, come vedevamo in tv, di essere noi ad accendere i lampeggianti e ad attivare la sirena per dare la caccia a qualche malvivente, mettergli le manette e spedirlo in cella. Crescendo, però, ci siamo resi conto che una cosa sono i telefilm ed un’altra è la realtà. E che quello del poliziotto è un mestiere più complicato. Così, il fascino che si provava da bambini diventa vera e propria vocazione per chi – già diventato grande – vuole indossare quella divisa e far parte delle forze dell’ordine. Per chi, insomma, si chiederà prima o poi come fare per entrare in Polizia.

C’è una prima cosa importante da premettere. A differenza di Carabinieri o Guardia di Finanza, la Polizia di Stato non è un’Arma ma un Corpo dello Stato. Questo significa che per entrare in Polizia non è necessario fare l’accademia militare. In altre parole, un carabiniere o un finanziere sono militari, un poliziotto non lo è. Non a caso, la Polizia di Stato dipende dal ministero dell’Interno, mentre i Carabinieri sono legati al ministero della Difesa e la Guardia di Finanza a quello dell’Economia e delle Finanze.

Come si diceva, fare il poliziotto non consiste soltanto nel girare in città con lampeggianti e sirene: c’è anche molto lavoro d’ufficio che viene svolto dagli agenti, lavoro che prevede l’acquisizione di una determinata competenza.

Ecco, allora, come fare per entrare in Polizia ed in che cosa consiste il lavoro dei poliziotti.

Polizia: di che cosa si occupa?

Il lavoro del poliziotto è articolato in diversi settori. Uno di questi è l’attività che viene svolta in questura, cioè nell’ufficio territoriale della Polizia di Stato presente in ogni capoluogo di provincia. A capo c’è il questore, che svolge il ruolo di autorità provinciale di pubblica sicurezza.

Di solito, la questura comprende:

  • la polizia anticrimine, in cui rientra la Squadra Mobile;
  • la polizia amministrativa e sociale.

Oltre a queste Divisioni, ci sono cinque uffici direttivi, ovvero:

  • l’ufficio di gabinetto;
  • l’ufficio del personale;
  • la Digos;
  • l’ufficio amministrativo-contabile;
  • l’ufficio sanitario.

Nelle realtà cittadine più grandi, la questura può contare sul distaccamento dei commissariati in alcuni quartieri, per controllare il territorio ed accettare delle denunce.

Il lavoro delle pattuglie

C’è poi il lavoro svolto fondamentalmente «in esterna». È quello delle pattuglie che controllano di persona le città, le stazioni, porti ed aeroporti, ecc., con turni che coprono le 24 ore del giorno. Le volanti, ad esempio, appartengono all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico delle questure e si occupano di pattugliare costantemente il territorio a bordo delle famose «pantere», cioè quelle auto che da bambini tanto ci facevano sognare. Accanto a loro ci sono i poliziotti di quartiere, la Polizia a cavallo ed il reparto prevenzione crimine, che si occupa di intervenire immediatamente quando viene fatta una segnalazione.

Ma ci sono altre sezioni che svolgono lavoro di pattugliamento, ovvero:

  • la Polizia stradale, forse tra le meno volute bene dagli automobilisti per ovvi motivi ma fondamentale nel controllo della sicurezza sulle strade;
  • la Polizia di frontiera, il cui compito è quello di pattugliare porti ed aeroporti sia per quanto riguarda i viaggiatori sia nell’ambito delle merci che ogni giorno transitano da e per l’Italia;
  • la Polizia ferroviaria, che tiene sott’occhio le stazioni e che provvede alle scorte sui treni quando necessaria.

Il lavoro investigativo

Altro lavoro che affascina chi vorrebbe entrare in Polizia è quello investigativo. Anche questo è suddiviso in varie sezioni, ciascuna con i propri compiti:

  • la Squadra mobile, che dipende della Direzione centrale anticrimine, è quella che svolge attività di indagine sia di propria iniziativa sia su mandato dell’autorità giudiziaria. Non indossano l’uniforme né salgono normalmente sulle auto con i colori della Polizia ma su macchine, per così dire, normali, chiamate «auto civetta»;
  • l’operatore antidroga, che si occupa della lotta al narcotraffico;
  • la Digos, ovvero Divisione investigazioni generali di operazioni speciali, che svolge la sua attività nell’ambito di manifestazioni pubbliche sportive o di piazza (cortei, partite, concerti, ecc.) per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico;
  • la Polizia giudiziaria presso le procure della Repubblica, che si occupa di indagare senza limiti di materia su ciò che l’autorità giudiziaria dispone;
  • la Polizia scientifica, che nell’immaginario collettivo è rappresentata dagli agenti vestiti di banco dalla testa ai piedi della serie Tv «Ris», e che interviene quando è necessaria una particolare competenza nell’ambito delle scienze biologiche, chimiche, fisiche o dattiloscopiche.

Il lavoro su Internet

Presidiare il territorio non vuol dire solo presenza materiale nelle città o sulle strade ma anche in quel mondo in cui siamo molto più presenti giorno e notte: il mondo virtuale. Per questo è nata la Polizia Postale e delle Comunicazioni all’interno della Polizia scientifica: per garantire la sicurezza informatica e per operare contro la criminalità digitale in tutte le sue forme.

A tale scopo, gli operatori di questo settore sono in continuo aggiornamento delle proprie conoscenze, per non perdere terreno rispetto ai delinquenti della rete.

Esistono in Italia 20 compartimenti di Polizia postale con competenza regionale e 81 sezioni con competenza provinciale.

Il lavoro in interventi ad alto rischio

Alcune operazioni richiedono la presenza di agenti altamente specializzati per affrontare i rischi maggiori. È il caso, ad esempio, di un allarme bomba in cui c’è bisogno di disinnescare un ordigno, oppure di una particolare missione che richiede dei tiratori scelti.

Proprio i tiratori e gli artificieri sono le unità che svolgono questo tipo di lavoro insieme al Nocs, cioè il Nucleo operativo centrale di sicurezza.

Per poter far parte di queste unità, i poliziotti ricevono un addestramento continuo e mirato e devono avere anche delle capacità psico-fisiche particolari.

Il lavoro degli specialisti

Ci sono, infine, altre attività che richiedono la preparazione di agenti specializzati in determinate materie. Si tratta, nello specifico di:

  • sommozzatori;
  • cinofili;
  • squadre nautiche;
  • polizia di montagna;
  • reparto volo;
  • sicurezza delle sedi istituzionali;
  • ispettorato del Vaticano, che si occupa della sicurezza degli edifici della Santa Sede e del servizio di scorta del Papa.

Polizia: cosa bisogna fare per entrarci?

Quanto detto fin qui ci ha aiutato a capire che non tutti i poliziotti sono uguali: alcuni hanno delle competenze in materie specifiche, ad altri viene affidata un’attività più generica.

Tutto loro, però, hanno una cosa in comune: per entrare in Polizia hanno dovuto fare un concorso. Per parteciparvi, è necessario possedere certi requisiti a seconda del ruolo a cui si mira (agente, ispettore, funzionario, ecc.) e presentare domanda di iscrizione alle selezioni.

Vediamo quali sono i requisiti.

Agente ordinario

Per optare al posto di agente ordinario di Polizia, bisogna presentarsi al concorso pubblico il cui bando viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. È possibile partecipare:

  • per esame (concorso per qualsiasi cittadino italiano in possesso dei requisiti necessari);
  • per esame e titoli (concorso riservato ai volontari in ferma prefissata di un anno o in ferma quadriennale, i cosiddetti VFP1 o VFP4).

Occorrono questi requisiti:

  • cittadinanza italiana;
  • godimento di diritti civili e politici;
  • qualità morali e di condotta previste dalla legge [1];
  • idoneità fisica, psichica ed attitudinale all’espletamento dei compiti previsti;
  • essere maggiorenne ma non aver compiuto i 26 anni;
  • diploma di scuola secondaria di secondo grado (per il concorso per esame).

Non viene ammesso chi è stato:

  • espulso dalle Forze armate o dai Corpi militari;
  • destituito da pubblici uffici;
  • dispensato dall’impiego nella Pubblica amministrazione per rendimento persistentemente insufficiente;
  • decaduto dall’impiego nella Pubblica Amministrazione;
  • condannato a pena detentiva per delitto non colposo;
  • sottoposto a misure di sicurezza o di prevenzione.

La prova scritta consiste in un questionario con domande a risposta a scelta multipla, mentre c’è anche una prova per l’accertamento psico-fisico ed attitudinale che consiste in:

  • prove di efficienza fisica (corsa di 1 km, salto in alto, trazioni alla sbarra);
  • accertamenti psico-fisici (esame clinico generale, prove strumentali e di laboratorio);
  • accertamenti attitudinali al servizio di Polizia attraverso batterie di test collettivi e individuali ed un colloquio.

Agente tecnico

Le uniche differenze per l’ammissione al concorso di agente tecnico rispetto a quello di agente ordinario consistono:

  • nel titolo di studio: viene richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado o il titolo di abilitazione professionale conseguito dopo l’acquisizione del diploma di istruzione secondaria di primo grado;
  • nella prova attitudinale: non viene richiesta la prova fisica (corsa, salto in alto, trazioni).

Commissario

I requisiti per accedere al concorso di commissario di Polizia sono quelli visti in precedenza ma non il limite di età: in questo caso, occorre sì essere maggiorenni, ma non aver compiuto i 30 anni. Occorre, inoltre, la laurea nelle classi di appartenenza indicate dalla legge [2].

Non è ammesso chi:

  • è stato espulso dalle Forze armate o dai Corpi militari;
  • è stato destituito da pubblici uffici;
  • ha avuto una condanna a pena detentiva per reati non colposi o è sottoposto a misura di prevenzione;
  • è stato espulso da uno dei corsi di formazione finalizzati all’immissione nella carriera per la quale si concorre;
  • è sospeso in via cautelare dal servizio.

Tre potrebbero essere le prove da sostenere. La prima è quella preselettiva, ma viene svolta soltanto se c’è un numero di partecipanti pari a 50 volte il numero dei posti messi a concorso e, comunque, non inferiore a 3.000. Tale prova consiste in quesiti con risposta multipla inerenti il diritto penale, processuale penale, civile, costituzionale e amministrativo.

Superati i «quiz», si dovrà sostenere la prova di efficienza fisica e gli accertamenti psico-fisici ed attitudinali come visto in precedenza.

La prova scritta di divide in due della durata massima di 8 ore ciascuna:

  • una prova sul diritto costituzionale congiuntamente o disgiuntamente al diritto amministrativo, con eventuale riferimento alla legislazione sulla pubblica sicurezza;
  • una prova di diritto penale congiuntamente o disgiuntamente al diritto processuale penale.

Infine, la prova orale consiste in un colloquio su queste materie:

  • diritto civile;
  • diritto del lavoro;
  • diritto della navigazione;
  • ordinamento dell’amministrazione di pubblica sicurezza;
  • medicina legale;
  • diritto dell’Unione europea e diritto internazionale;
  • lingua straniera prescelta dal candidato tra quelle indicate nel bando;
  • informatica.

Commissario tecnico

Buoni i tifosi di calcio: non c’entra nulla con la panchina della Nazionale. Battute a parte, il candidato a commissario tecnico di Polizia deve avere gli stessi requisiti dell’aspirante commissario, ma le prove sono specifiche a seconda del settore in cui vuole operare, ovvero:

Cliccando in ciascuno di questi settori puoi vedere in che cosa consistono le prove dei rispettivi concorsi.

Ispettore

Per optare al posto di ispettore di Polizia, è ammesso al concorso chi è maggiorenne ma non ha ancora compiuto i 28 anni di età.

Come per l’aspirante commissario, anche in questo caso ci possono essere tre prove. Una preselettiva, che viene effettuata solo se ci sono più di 5.000 domande di partecipazione e che consiste in una serie di quesiti con risposta a scelta multipla inerenti il diritto penale, processuale penale, civile, costituzionale e amministrativo.

La prova di efficienza fisica e gli accertamenti psico-fisici ed attitudinali sono gli stessi del concorso per agenti.

La prova scritta richiede un elaborato su elementi di diritto penale o di diritto processuale penale con eventuali riferimenti al diritto costituzionale.

La prova orale, invece, prevede un colloquio sulle stesse materie di quella scritta, oltre che su:

  • diritto amministrativo, con riferimento specifico alla pubblica sicurezza;
  • diritto civile, nelle parti che riguardano le persone, la famiglia, i diritti reali, le obbligazioni e la tutela dei diritti;
  • lingua straniera prescelta dal candidato tra quelle indicate nel bando;
  • informatica.

1 Commento

  1. Ho sempre sognato di entrare in polizia. Mi sto già preparando per il concorso. Su internet ho fatto alcune ricerche sulle precedenti prove e mi sto allenando. Poi, mi sono imbattuto nel vostro articolo in cui ho trovato altre informazioni utili.

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