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Pensione d’inabilità civile 2020

25 Giugno 2020 | Autore:
Pensione d’inabilità civile 2020

Pensione per invalidi civili totali: chi ne ha diritto, a quanto ammonta e requisiti di reddito 2020, come fare domanda.

Le persone a cui è riconosciuta l’invalidità civile del 100%, ma non inabili alle mansioni, a proficuo lavoro, o in modo permanente ed assoluto a qualsiasi attività lavorativa, hanno comunque diritto a una prestazione economica da parte dell’Inps, se versano in condizioni di bisogno: si tratta della pensione per invalidi civili totali, o pensione d’inabilità civile.

La prestazione spetta anche a chi non possiede alcun versamento contributivo, in quanto non è un trattamento previdenziale, ma di assistenza.

La pensione d’inabilità civile 2020 ha lo stesso importo previsto per la pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per invalidi civili parziali (dal 74 al 99%), ma i limiti di reddito per il diritto al sussidio sono più elevati. Inoltre, perché spetti il trattamento non è necessario possedere lo stato di disoccupazione, come invece previsto per la pensione d’invalidità civile.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulla pensione per invalidi civili totali 2020: a quanto ammonta, chi ne ha diritto, quali sono i limiti di reddito, come si richiede, quali sono gli adempimenti previsti.

Che cos’è la pensione d’inabilità civile?

La pensione d’inabilità civile, o pensione per gli invalidi civili totali, è una prestazione dell’Inps che spetta alle persone in stato di bisogno che possiedono un’invalidità civile riconosciuta del 100%. Il requisito dello stato di bisogno è rispettato se l’interessato non supera determinati limiti di reddito.

Chi ha diritto alla pensione d’inabilità civile?

Per ottenere la pensione d’inabilità civile per invalidi civili totali bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • essere invalidi di età compresa tra i 18 e i 67 anni (l’età limite per richiedere la prestazione originariamente prevista, pari a 65 anni, è stata elevata in base agli incrementi alla speranza di vita media; resterà la medesima almeno sino al 31 dicembre 2022), con una riduzione della capacità lavorativa pari al 100%;
  • essere cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • avere un reddito annuo non superiore a 16.982,49 euro annui, per il 2020; per l’anno 2019 il limite era pari a 16.814,34 euro, in base alla precedente rivalutazione dei limiti di reddito;
  • per il diritto al sussidio non è richiesto lo stato di disoccupazione e non sono previsti limiti collegati all’indicatore Isee del nucleo familiare.

A quanto ammonta la pensione d’inabilità civile

La pensione d’inabilità civile nel 2020 aumenta da 285,66 euro mensili a 286,81 euro; l’ammontare mensile spettante agli invalidi civili totali è uguale a quello spettante agli invalidi civili parziali.

L’importo della pensione d’inabilità civile aumenterà a breve, grazie a una nuova sentenza della Corte costituzionale, che ha disposto per gli invalidi civili totali l’incremento al milione.

In particolare, la Consulta garantisce, a tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i 18 anni e che non godano di redditi su base annua pari o superiori a 8.469,63 euro annui, un assegno pari a 651,51 euro mensili (i valori esposti si riferiscono agli adeguamenti 2020). A coloro il cui reddito annuo risulta nella fascia tra 8.469,63 e 16.982,49 euro è garantita comunque la pensione d’inabilità civile da 286,81 euro.

Domanda di pensione d’inabilità civile

Perché si abbia diritto alla pensione d’inabilità civile è prima necessario che sia riconosciuta un’invalidità in misura pari al 100%. È dunque necessario, dopo aver ottenuto il certificato medico introduttivo dal proprio medico curante, inviare all’Inps, tramite portale web, call center o patronato, domanda d’invalidità. Qui la Guida alla domanda d’invalidità per conoscere tutti gli adempimenti necessari.

Una volta ottenuto il verbale di riconoscimento dell’invalidità al 100% dalla commissione medica, si deve richiedere la pensione attraverso il servizio online, disponibile nel portale dell’Inps, “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70. In alternativa, la domanda può essere inoltrata tramite call center o patronato.

Dal 10 dicembre 2019, per chi inoltra la domanda tramite patronato, è possibile anticipare l’invio del modello AP70 al momento della presentazione della domanda d’invalidità.

Adempimenti pensione d’inabilità civile

Per confermare la sussistenza delle condizioni per il diritto all’inabilità civile, come il rispetto dei limiti di reddito e il requisito dell’assenza di ricoveri (requisito necessario soltanto se si percepisce, assieme alla pensione d’inabilità, anche l’assegno di accompagnamento, che aumenta a 520,29 euro dal 2020), una volta ottenuto l’assegno, l’interessato annualmente deve presentare all’Inps delle dichiarazioni di responsabilità. Per confermare il possesso delle condizioni reddituali,  è necessaria la compilazione del modello Red, una sorta di dichiarazione dei redditi semplificata che si deve presentare entro il 31 marzo di ciascun anno. In questa dichiarazione, l’invalido civile deve specificare tutti i redditi prodotti nell’anno, compresi quelli esenti, che non si dichiarano nel 730.

Per saperne di più: Red, quando va presentato.

Il modello Icric doveva essere invece presentato, sempre entro il 31 marzo di ciascun anno, per dichiarare eventuali ricoveri. La presentazione del modello Icric era necessaria solo se l’invalido al 100% percepiva anche l’inennità di accompagnamento. Dal 2019, grazie a una convenzione stipulata  tra l’ Inps e il Ministero della Salute, l’invio dei dati non è più necessario.

Il disabile, per aver diritto all’accompagno, non deve essere ricoverato in una struttura sanitaria con retta a carico dello Stato, né in un reparto riabilitativo o di lungodegenza: in caso contrario, i trattamenti sono ridotti in proporzione alla durata del ricovero.

Sono esclusi dalla dichiarazione i ricoveri in ospedale per terapie contingenti o dovuti a malattie non connesse con l’invalidità; inoltre, non sono rilevanti i ricoveri per i quali la retta della struttura sia risultata a totale o a parziale carico del disabile o dei familiari e i ricoveri in day hospital.

Quali redditi rilevano per la pensione d’inabilità civile?

Ai fini del calcolo dei limiti di reddito per il diritto alla prestazione, rileva solo il reddito personale annuo dell’invalido, mentre non si contano i redditi dei familiari.

Per la precisione, nella determinazione del reddito rilevante devono essere valutati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (imponibile Irpef) al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

Ai fini dell’assegno di assistenza per invalidi civili parziali e della pensione d’inabilità civile, i redditi da considerare sono i seguenti:

• stipendi, pensioni, terreni, fabbricati, redditi da impresa e da lavoro autonomo, assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato, etc.:
• redditi soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quelli di effettiva corresponsione;
• redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (interessi derivanti da depositi bancari o postali, BOT e CCT, etc.);
• redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef;
• redditi da lavoro, conseguiti presso enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana;
• redditi da pensione concessa da organismi esteri o enti internazionali;
• redditi relativi a indennità corrisposte ai cittadini colpiti da tubercolosi;
• trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sugli stessi.

In base a quanto indicato dall’Inps nelle istruzioni del modello AP70 (Dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni d’invalidità civile), ossia nella dichiarazione dei dati rilevanti per la concessione dell’assegno d’invalidità e della pensione d’inabilità, devono essere indicati, tra i vari redditi, anche gli arretrati, i conguagli, le indennità di fine rapporto, e le eredità.

Gli importi dei redditi da indicare sono quelli corrispondenti all’imponibile fiscale: i redditi vanno indicati anche se non si supera la soglia limite di 16.982,49 euro.

Quali redditi non rilevano per la pensione d’inabilità?

I redditi non rilevanti ai fini della soglia limite sono invece i seguenti:
• pensioni, assegni e indennità di cui sono beneficiari gli invalidi civili, essendo prestazioni esenti dall’Irpef;
• rendite infortunistiche Inail con natura risarcitoria;
• assegni per l’assistenza personale continuativa;
• rendita Inail ai superstiti in caso di morte del titolare;
• assegno funerario;
• rendite di passaggio per silicosi e asbestosi;
• pensioni di guerra di ogni tipo, assieme alle relative indennità accessorie;
• assegni annessi alle pensioni privilegiate ordinarie;
• pensioni annesse alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia;
• soprassoldi concessi ai decorati al valore militare;
• sussidi e prestazioni assistenziali pagati dallo Stato e da altri Enti pubblici;
• sussidi a carattere assistenziale e prestazioni assimilate;
• rendite corrisposte in Italia dall’assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera AVS.

Non rileva il reddito dell’abitazione principale.

Superamento soglia di reddito per la pensione d’inabilità civile

Se l’interessato supera il limite di reddito annuale per la pensione d’inabilità civile, deve comunicare all’Inps entro 30 giorni il venir meno dei requisiti richiesti per il diritto alla prestazione.

La comunicazione può essere inviata attraverso il patronato, o il servizio online, disponibile nel portale dell’Inps, “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70. Lo stesso modello può essere utilizzato per comunicare il sopraggiungere di una situazione di incompatibilità, oltreché le variazioni reddituali rilevanti.


note

[1] Circ. Inps 147/2019.


3 Commenti

  1. Buongiorno ho 53 anni, disoccupato dal 2011,nel 2012 percepisco l’assegno di reversibilità di mia moglie defunta di 515€ dal 2018 ho invalidità INPS non revisionabile del 75%
    Non posso ricevere assegno di invalidità per cumolo reddito
    Non posso ricevere pensione di inabilità perché mi mancano 3 anni lavorativi di ultimi 5.
    Come posso fare?
    Non trovo giusto di posizione in qui sono che non posso usufruire di niente neanche per reddito di cittadinanza.
    Chiedo Aiuto

  2. Salve sono invalido 76 per cento con legge 104 art3 comma 1 e sono attualmente dipendente dell’università di Napoli comparto ex INPDAP.Volevo sapere se mi spetta assegno di invalidità o IO pensione.Grazie.

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