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Brexit: che ne pensano i commercianti e le imprese

13 Dicembre 2019
Brexit: che ne pensano i commercianti e le imprese

Confermata l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, arriva il primo giudizio delle Camere di commercio sulle ripercussioni per l’economia italiana. 

All’indomani della vittoria di Boris Johnson alle elezioni nel Regno Unito, la Brexit è cosa fatta, “senza se e senza ma”, come ha dichiarato oggi il premier inglese, ed anche la data è annunciata: avverrà entro gennaio prossimo e certamente non oltre il 31 gennaio 2020.

Ora, mentre anche l’Italia partecipa in prima linea alla corsa agli accordi con i britannici, ci si chiede quale sia l’opinione delle imprese e dei commercianti italiani sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. L’agenzia stampa Adnkronos ha intervistato oggi il presidente emerito della Camera di Commercio e Industria italiana per il Regno Unito, Leonardo Simonelli, per fare il punto sugli effetti della Brexit.

“È finita l’incertezza e l’instabilità. E per le imprese italiane che già operano nel Paese è qualcosa di positivo” dichiara subito Simonelli, che aggiunge: “Da quanto apprendiamo da ambienti governativi l’obiettivo è di approvare entro Natale il deal con l’Europa. Finisce l’incertezza e quello che sarà il rapporto con l’Europa si inizierà a stabilire a partire da febbraio, con una serie di negoziazioni che dureranno a mio parere anche un anno”.

Un’opinione che coincide pienamente con quella espressa oggi anche dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che dal Consiglio europeo tenuto in queste ore a Bruxelles ha dichiarato: “Ci aspetta un negoziato, fino al 31 dicembre dell’anno prossimo, per il commercio. E sarà un negoziato difficile, perché i tempi sono stretti. Ma confidiamo che già i lavori preparatori lo avvieranno a conclusione facilmente”.

Secondo Simonelli, per le aziende del Belpaese che già operano nel Regno Unito, si apre una fase nuova e positiva. “Per le imprese italiane che già operano qui andrà tutto bene, finisce l’incertezza e l’instabilità e questo è solo un bene. Anzi, il Regno Unito, che ha già una posizione centrale, potrà rappresentare ancora di più un trampolino di lancio per altri mercati come ad esempio gli Stati Uniti”, conclude.


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Autore immagine: 123rf.com


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