Diritto e Fisco | Articoli

Come fare per diventare bidella

18 Dicembre 2019 | Autore:
Come fare per diventare bidella

La professione di bidella è molta ricercata perché presenta orari di lavoro convenienti e la garanzia di un buon stipendio.

Normalmente, quando si parla di occupazione nel mondo della scuola, si pensa subito all’insegnamento e alle opportunità di lavoro nei diversi gradi di istruzione, che lo stesso offre ai docenti. In realtà, gli istituti scolastici rappresentano una possibilità di impiego anche per altre figure professionali, il così detto personale Ata, che si occupa di mansioni amministrative, gestionali, strumentali e operative.

Con l’acronimo Ata, infatti, si indicano tre gruppi di lavoratori diversi dai docenti, ovvero gli amministrativi, i tecnici e gli ausiliari, che operano presso gli istituti e le scuole di istruzione primaria e secondaria, le istituzioni educative e gli istituti e le scuole speciali statali. Detti lavoratori sono inseriti in apposite graduatorie che vengono utilizzate da ciascuna scuola per il conferimento di incarichi di lavoro a tempo determinato, indeterminato e di supplenze.

Ogni profilo è espressamente definito dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) e dal relativo Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) del comparto scuola. Del personale Ata fanno parte i collaboratori scolastici, più comunemente conosciuti come bidelli. Ma come fare per diventare bidella? Quali requisiti bisogna possedere e quali sono le mansioni? A quanto ammonta lo stipendio? Esaminiamo insieme l’argomento.

Come si diventa bidella

Per diventare bidella bisogna seguire un determinato iter, tenuto comunque conto che esistono due procedure differenti a seconda se si sono già maturati o meno 24 mesi di servizio (anche non continuativi) all’interno di uno o anche più istituti scolastici diversi.

Soggetto che ha già maturato 24 mesi di anzianità di servizio

Il soggetto che ha già maturato 24 mesi di servizio presso uno o più istituti scolastici può partecipare ai concorsi Ata che vengono banditi dalle Regioni. Pertanto, deve aspettare che lo stesso venga indetto ed assicurarsi che sia in possesso dei requisiti previsti dal bando. Quindi, se è la prima volta che fa richiesta, deve presentare la domanda di inserimento in graduatoria. Se è già inserito in graduatoria può chiedere l’aggiornamento del proprio punteggio e dei vari titoli, comunicando le nuove informazioni inerenti il suo profilo.

La domanda di inserimento va presentata seguendo le modalità ed i termini descritti nel bando; inoltre, va redatta adoperando uno dei seguenti moduli:

  • modello B1, se si fa domanda di inserimento per la prima volta;
  • modello B2, se si fa domanda di aggiornamento;
  • modello F, se si intende rinunciare ad un’opportunità di lavoro a tempo determinato;
  • modello H, se si vuole usufruire delle agevolazioni riconosciute dalla Legge n. 104/1992, cioè dalla normativa che tutela i diritti delle persone con disabilità.

Questi modelli possono essere inviati tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno, posta elettronica certificata (pec) ovvero recapitati direttamente a mano. Gli stessi, inoltre, indipendentemente dal tipo di spedizione scelta, vanno inoltrati all’ambito territoriale della Provincia che interessa.

Successivamente, l’interessato deve ultimare la procedura, registrandosi alla piattaforma Polis del Miur.

A tal fine, deve compilare:

  • il modello G, con cui viene richiesta l’inclusione in prima fascia;
  • l’allegato G, che dà la possibilità di scegliere le sedi dove essere chiamati/assunti.

Soggetto che non ha maturato mesi di anzianità di servizio

Il soggetto che non vanta 24 mesi di anzianità e, quindi, anche chi non ha mai prestato servizio come collaboratore scolastico all’interno di un istituto, prima di partecipare al concorso per bidella deve presentare domanda per l’inserimento nelle graduatorie di terza fascia. Infatti, è da queste che tutte le scuole e i dirigenti scolastici attingono per supplenze e assunzioni a tempo determinato.

Al fine dell’inserimento in terza fascia, l’interessato deve aspettare una comunicazione ufficiale del Miur relativa alle modalità e ai tempi di aggiornamento della graduatoria stessa che, solitamente, ha una durata di tre anni.

Successivamente, deve presentare domanda per l’iscrizione, accedendo alla piattaforma Polis del Miur e scegliendo le scuole presso le quali dare la disponibilità in caso di supplenze brevi o assunzioni a tempo determinato. Può indicare fino a 30 istituti diversi tra quelli presenti nel territorio della Provincia di riferimento. L’elenco completo della scuole può essere consultato sul sito “trampi.istruzione.it”.

Prima di presentare l’istanza online, l’interessato deve fare pervenire la domanda di immissione in graduatoria. Pertanto, se l’istanza viene proposta per la prima volta, deve compilare ed inviare il modello D1; se ha già fatto la domanda in passato, deve presentare il modello D2.

I modelli possono essere inviati con le stesse modalità già sopra descritte (raccomandata A/R, pec o consegna diretta a mano presso la scuola dove si intende prestare servizio).

Quali sono i requisiti per partecipare al concorso per bidella

La figura professionale della bidella risulta molto accessibile perché non richiede particolari requisiti. Infatti, per potere partecipare al concorso è sufficiente essere in possesso di uno dei seguenti titoli di studio:

  • diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale (meglio conosciuto come diploma professionale);
  • diploma di maestro d’arte;
  • diploma di scuola magistrale per l’infanzia;
  • diploma di maturità;
  • attestati e / o diplomi di qualifica professionale, della durata di 3 anni, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni.

Oltre a questi requisiti specifici, bisogna essere in possesso dei requisiti generali di accesso al pubblico impiego (cittadinanza italiana o di uno Stato UE, età compresa tra i 18 e i 66 anni, godimento dei diritti civili e politici, posizione regolare nei confronti degli obblighi di leva, nel caso in cui l’interessato sia di sesso maschile, e non rientrare nei casi che ostacolano o impediscono l’accesso all’impiego nella Pubblica Amministrazione).

Quali sono le mansioni della bidella

Le mansioni della bidella possono essere così schematicamente riassunte:

  • aprire e chiudere gli edifici scolastici;
  • controllare l’attività degli alunni fuori dalla classe;
  • verificare le entrate e le uscite dagli edifici scolastici;
  • identificare le persone sconosciute all’interno della scuola;
  • portare in classe il materiale utile per le lezioni (gessi, fogli di carta, ecc.);
  • in alcuni casi svolgere la funzione di centralinista.

Inoltre:

  • espletare servizi nei confronti di insegnanti, alunni o chiunque, nel perimetro delle mura scolastiche, necessiti di un particolare ausilio;
  • dare esecuzione alle direttive impartite dal dirigente scolastico in materia di organizzazione dell’istituto;
  • fornire aiuto agli alunni affetti da disabilità;
  • offrire pronto soccorso ogni volta in cui si verifica un incidente, preservando l’integrità fisica e psichica di ognuno;
  • rapportarsi con le utenze di riferimento, fungendo da mediatrice tra i visitatori ed il corpo docenti oppure tra il dirigente scolastico e gli stessi alunni.

In altre parole, la bidella ha un ruolo di responsabilità ed è una sorta di addetta ai servizi generali con funzioni di accoglienza e sorveglianza. In più, deve possedere un carattere affidabile oltre a una buona dose di pazienza, soprattutto se ha a che fare con bambini.

E’ opportuno segnalare che, di recente, sono stati avviati dall’Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa) dei corsi di formazione rivolti a tutti i bidelli già in servizio nelle scuole, con l’obiettivo di migliorare le loro competenze.

Qual è l’orario di lavoro della collaboratrice scolastica

La disciplina prevista in ordine all’orario di lavoro delle collaboratrici scolastiche è di 36 ore settimanali. Solitamente, il servizio viene prestato di mattina, quando si svolgono le lezioni. Tuttavia, può capitare che le ore di lavoro e la disponibilità richiesta cambi in base alle esigenze dell’istituto scolastico. Perciò, nel momento in cui la bidella viene chiamata presso una scuola per firmare il contratto, possono essere stabiliti turni di lavoro diversi, su richiesta del dirigente o della stessa collaboratrice. Quest’ultima può essere inquadrata part-time o full-time e/o svolgere la propria attività in momenti della giornata differenti, che non necessariamente devono coincidere con la mattina o con la giornata scolastica di alunni e personale docente.

Quanto guadagna una collaboratrice scolastica

Lo stipendio di un collaboratrice scolastica varia a seconda dell’ammontare delle ore di lavoro e del contratto con il quale è stata assunta. Il Ccnl che si applica al personale Ata, prevede che una bidella assunta a tempo pieno, deve percepire uno stipendio lordo annuo pari a circa 14.903 euro. A conti fatti, si tratta, quindi, di circa 1.100 euro netti al mese per 13 mensilità. In base all’anzianità, lo stipendio può aumentare (solitamente dopo 8 anni di servizio).

Se la bidella è assunta part-time, lo stipendio va rapportato al totale delle ore di lavoro effettivamente svolte.

In genere, la collaboratrice scolastica lavora 6 giorni alla settimana e le sue ferie sono di circa 32 giorni all’anno.

Quali sono gli altri modi per diventare bidella

E’ possibile diventare bidella percorrendo anche altre tre strade oltre a quella classica dell’inserimento in graduatoria e della partecipazione al concorso pubblico.

La prima procedura alternativa è rappresentata dalle aste. Per parteciparvi occorre iscriversi alle liste di collocamento, tenute presso il Centro per l’impiego territoriale di riferimento.

Successivamente, l’interessata può presentarsi direttamente presso l’istituto scolastico dove vorrebbe lavorare, quando la scuola procede a stilare le liste destinate al personale scolastico. In tal caso, deve portare con sé documento di riconoscimento in corso di validità e un modello Isee aggiornato. Questi documenti sono fondamentali per ottenere i dati necessari per la compilazione e la formulazione delle graduatorie da parte degli addetti.

L’altra procedura consiste nella messa a disposizione, che si può utilizzare soprattutto per candidarsi per la copertura di un posto vacante. Infatti, capita di frequente che i dirigenti scolastici si trovino in difficoltà per carenza di personale e che utilizzino tale strumento per sopperire alle assenze.

La candidatura per la messa a disposizione per una supplenza in una determinata scuola, può essere inviata tramite raccomandata, via pec oppure recapitata a mano.

A differenza delle domande trasmesse attraverso i vari concorsi pubblici, questo strumento non è soggetto a scadenze o graduatorie. Solo il dirigente scolastico destinatario della candidatura può decidere se accettare o meno la candidatura.

Di solito, la messa a disposizione viene utilizzata nella speranza di ottenere brevi incarichi o per supplenze temporanee, al fine di accumulare esperienza e punteggi utili per successivi concorsi.

Un’ultima opzione per lavorare come bidella è quella di presentare domanda ad una scuola privata o ad uno dei tanti istituti di formazione. Non trattandosi di un lavoro pubblico, non c’è un concorso al quale partecipare. Pertanto, è possibile trovare impiego in tempi brevi senza bisogno di seguire la consueta procedura.

note

Autore immagine: 123rf com.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube