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Parto prematuro: riscatto del periodo di maternità

21 Dicembre 2019
Parto prematuro: riscatto del periodo di maternità

Mi sono state accreditate  22 settimane di  contributi figurativi per maternità extra rapporto come da estratto conto in allegato.

In realtà si è trattato di una nascita “fortemente prematura”  , con anticipo di circa 3 mesi e mezzo .

Oggi, in base alle norme vigenti,(e il tempo trascorso- parliamo del 1997) posso chiedere un maggior accreditamento della contribuzione figurativa per le ulteriori settimane spettanti? E quante settimane verrebbero accreditate?

In base all’art. 25, co. 1 del Dlgs 151/2001, che riconosce il diritto all’accredito dei contributi per maternità al di fuori del rapporto di lavoro, a favore delle iscritte al fondo pensioni lavoratori dipendenti e alle forme di previdenza sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, i periodi corrispondenti al congedo di maternità (di cui agli articoli 16 e 17 del Dlgs 151/2001), verificatisi al di fuori del rapporto di lavoro, sono considerati utili ai fini pensionistici, a condizione che l’interessata possa far valere, all’atto della domanda, almeno cinque anni di contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro. La contribuzione figurativa viene accreditata secondo le disposizioni di cui all’articolo 8 della legge 23 aprile 1981, n. 155, con effetto dal periodo in cui si colloca l’evento.

L’accredito è utile sia per perfezionare il requisito contributivo utile a conseguire il diritto alla pensione, sia per la determinazione della misura della pensione.

Questi periodi corrispondono normalmente a 5 mesi, 22 settimane.

Bisogna però osservare che, in base all’art.16 comma 1 lettera d) del Dlgs 151/2001, i giorni non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta, si aggiungono al periodo di congedo di maternità dopo il parto, anche qualora la somma dei periodi superi il limite complessivo di cinque mesi. La norma è stata così sostituita dall’ art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 80

L’Inps, con la circolare 69/2016, ha chiarito che l’ampliamento della tutela figurativa in caso di parto prematuro riguarda anche gli eventi verificatisi fuori dal rapporto di lavoro. L’istituto, per la precisione, dispone che, ferme le condizioni già previste per l’accredito degli eventi di maternità fuori dal rapporto di lavoro, l’interessata, in caso di parto prematuro, deve esibire certificazione medico specialistica dell’epoca, rilasciata dalla struttura sanitaria pubblica che attesti la data presunta del parto.

Il fatto che l’istituto scriva espressamente “dell’epoca” lascerebbe intendere che le disposizioni si possano applicare anche retroattivamente (il che di regola non avviene, in quanto normalmente la legge non è retroattiva, in base all’art.11 delle Preleggi)

Purtroppo, dalla lettura dell’art. 26 del D.Lgs. 80/2015 si apprende che “le disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 5, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 15, 16 e 24 si applicano in via sperimentale esclusivamente per il solo anno 2015 e per le sole giornate di astensione riconosciute nell’anno 2015 medesimo. Il riconoscimento dei benefici per gli anni successivi al 2015 è condizionato all’entrata in vigore di decreti legislativi attuativi dei criteri di delega di cui alla legge 10 dicembre 2014, n. 183, che individuino adeguata copertura finanziaria”.

Il beneficio è stato successivamente riconosciuto anche per gli anni successivi, ma non è mai stato riconosciuto per gli eventi relativi agli anni precedenti, ossia per le giornate di astensione verificatesi in annualità precedenti al 2015.

Nel caso della lettrice, quindi, non risulta possibile chiedere l’integrazione delle 22 settimane riconosciute.

Articolo tratto da una consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci, consulente del lavoro.



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