Diritto e Fisco | Articoli

Tari su immobile cointestato

15 Dicembre 2019
Tari su immobile cointestato

Casa in comproprietà: chi paga la Tari? Che succede se l’appartamento viene utilizzato da uno solo dei proprietari?

Tra le imposte che orbitano intorno alla casa c’è, oltre alla famigerata Imu, la Tari. “Tari” sta per Tassa Rifiuti ed è ciò che comunemente identifichiamo come “imposta sulla spazzatura”. Se non ci sono dubbi sul fatto che il debito d’imposta gravi sul proprietario del bene, possono sorgere dubbi in caso di comproprietà. Qui, le domande che si pongono possono essere svariate. Ad esempio, cosa fare se l’avviso di pagamento del Comune, contenente la richiesta dell’intera imposta, arriva ad uno solo dei comproprietari? E che succede se l’appartamento è utilizzato in via esclusiva da un solo soggetto, mentre l’altro ne è completamente escluso?

Le questioni relative alla Tari su immobile cointestato possono essere risolte nel seguente modo.

Chi deve pagare la Tari?

La Tari è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria. Pertanto, il Comune può inviare una sola richiesta di pagamento, per l’intero importo, anche a fronte di più proprietari. La responsabilità solidale passiva implica, infatti, questo: a ciascun cointestatario dell’immobile può essere richiesto il pagamento dell’imposta complessiva; egli è tenuto ad adempiere, fatto salvo il diritto di rivalersi successivamente nei confronti degli altri comproprietari in rapporto alla relativa quota. 

Un esempio chiarirà meglio la questione.

Mattia e Roberto ereditano la casa del padre. L’immobile non viene diviso e resta in comunione ereditaria tra i due fratelli. Il Comune invia ad entrambi l’avviso di pagamento per la Tari dell’anno in corso. A ciascuno di questi viene richiesto l’intero importo dell’imposta. Mattia già sa che Roberto non ha soldi per pagare, né ha intenzione di farseli prestare; pertanto, non adempirà al proprio dovere tributario. Nonostante abbia solo la metà della proprietà della casa, Mattia non potrà limitarsi a versare solo il 50% della Tari, lasciando sul fratello le conseguenze del proprio inadempimento. Se così facesse, infatti, il Comune potrebbe ritenere tanto Mattia, quanto Roberto in mora per la metà dell’imposta dovuta. Se Mattia, quindi, vuol evitare di subire un pignoramento dei propri beni dovrà versare l’imposta dovuta dal fratello per poi rivalersi – se vorrà – contro di lui in un successivo momento.

In buona sostanza, la divisione dell’immobile in quote è una questione puramente interna, che riguarda solo i comproprietari, ma non tocca i rapporti tra questi e il Fisco, regolati come un’unica obbligazione. Ciascun contitolare della casa sarà, quindi, tenuto a versare l’intero importo. È, tuttavia, chiaro che il Comune non può esigere due volte il pagamento della stessa imposta; così l’adempimento totale da parte di uno dei due, libera anche l’altro.

Tari casa cointestata ma usata da uno solo dei comproprietari

Che succede invece se la casa, seppur cointestata, viene usata solo da uno dei comproprietari? Il presupposto della Tari è comunque l’utilizzo di un immobile suscettibile di produrre rifiuti. Così, ad esempio, se l’abitazione fosse utilizzata solo da un comproprietario, la Tari sarebbe in carico esclusivamente a questi. Il cointestatario che non usa la casa non deve versare nulla al Comune.

Lucia e Renzo sono comproprietari di una casa ereditata dai genitori. Renzo concede a Lucia il comodato gratuito sull’immobile affinché questa possa viverci insieme al compagno, almeno finché non avranno recuperato le disponibilità economiche per comprare un proprio immobile. Pertanto, a dover versare la Tari dovrà essere solo Lucia in forza della detenzione dell’immobile.

Tari casa cointestata ma data in affitto

Simile all’ipotesi del comodato è quella della locazione: se l’immobile cointestato fosse dato in affitto, l’obbligo di versare la Tari graverebbe unicamente sull’inquilino, liberando quindi, dinanzi al Comune, i due (o più) comproprietari. 

Detenzione temporanea della casa

In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare, la Tari è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie (e non, quindi, dall’utilizzatore).

Invece, nel caso di utilizzi inferiori a 6 mesi, ma non di carattere temporaneo (es. locazione quadriennale che inizia ad ottobre), la Tari è dovuta dall’utilizzatore per tutta la durata della detenzione.



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