Diritto e Fisco | Editoriale

Luce e gas: meglio il mercato tutelato di quello libero dove ci sono anche truffe

10 Agosto 2013
Luce e gas: meglio il mercato tutelato di quello libero dove ci sono anche truffe

Bollette più care, contratti capestri, condizioni contrattuali poco chiare, promesse a voce che non trovano conferma nei contratti, firme ottenute con l’inganno: questo il bilancio di sei anni di mercato libero per luce e gas.

La bolletta della luce, nel mercato libero, costa il 12,8% in più rispetto a quella del mercato protetto; nel caso del gas, il mercato libero è più caro del 2%.

A dirlo è la massima Autorità in materia: l’AEEG (Autorità per l’Energia elettrica e Gas) che ha finalmente reso pubblico e ufficializzato ciò che già tutti sospettavamo: il mercato libero non è affatto conveniente.

Insomma, il mercato libero è un grosso affare, ma solo per le Compagnie (un affare che sta superando quello della telefonia), ma non certo per i consumatori.

I contratti con le società private riservano, inoltre, il rischio di truffe e illeciti vari. Non sono poche, infatti, le segnalazioni arrivate alla nostra redazione di contratti firmati, senza volontà alcuna, dai cittadini per il solo fatto di aver ingenuamente aperto la porta a qualche rappresentate che si spacciava per delegato dalla compagnia del mercato protetto e aver fornito loro copia della propria bolletta. A volte, addirittura, le firme sono state falsificate e messe dagli stessi venditori o sono state carpite vantando, a voce, condizioni vantaggiose che non trovavano invece alcuna conferma nel contratto scritto (tanto i moduli prestampati non li legge nessuno e chi li legge stenta a comprenderli).

Lo specchietto per le allodole è sempre lo stesso: il mercato libero conviene rispetto a quello protetto e garantisce maggiori risparmi. Circostanza non vera e ora smentita ufficialmente dall’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas. Ma finché questa notizia non circolerà, le società private continueranno a strappare firme su contratti capestri.  
Peraltro, ci sono gestori come Enel ed Eni, per esempio, che hanno la medesima sigla sia nel mercato protetto che in quello libero. I venditori sfruttano questa identità per ottenere la fiducia dei consumatori.



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