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Imposta sulle donazioni: quando non si paga

16 Dicembre 2019
Imposta sulle donazioni: quando non si paga

Bonifici di denaro sul conto corrente e altri regali: quando non bisogna dichiarare i soldi ricevuti all’Agenzia delle Entrate. 

Si crede comunemente che i regali in denaro ricevuti da amici e parenti non scontino l’imposizione fiscale e che, pertanto, non debbano essere riportati sulla dichiarazione dei redditi. Non è affatto così: anche le donazioni vengono tassate e vanno perciò dichiarate. Salvo in alcune – poche, in realtà – occasioni. 

Se vuoi sapere quando non si paga l’imposta sulle donazioni non devi che prendere a riferimento la disciplina tracciata dall’attuale normativa e applicarla a una serie di casi pratici, tratti dalla vita di tutti i giorni. Ad esempio, per non pagare l’imposta sulle donazioni basta che tu faccia un bonifico sul conto corrente del beneficiario specificando lo scopo a cui è diretto tale atto di generosità. Oppure, se devi regalare dei soldi a tuo suocero, puoi farli transitare prima dal conto di tua moglie affinché sia poi lei a destinarli a quest’ultimo. 

Prima di stabilire quando non si paga l’imposta sulle donazioni ricordiamo quando scatta la “tassa sui regali”. 

Imposta sulle donazioni: quando si paga

L’imposta sulle donazioni è costituita da un’aliquota che varia a seconda del rapporto di parentela tra donante e donatario: tanto minore è il legame di familiarità tra questi, tanto più è alta la tassazione. 

L’aliquota è determinata sul valore della donazione, sia che essa abbia ad oggetto somme di denaro (nel qual caso basterà fare una semplice operazione aritmetica) che beni mobili o immobili (qui bisognerà, invece, procedere prima alla valutazione del bene).

L’imposta sulle donazioni è determinata secondo la tabella riportata qui sotto. 

Come si può ben vedere, nel caso di donazioni tra coniugi, ai figli o nipoti, ai genitori o ai nonni, non si paga alcuna imposta fino a 1milione di euro. Il valore che eccede tale limite, invece, sconta un’imposta del 4%. Così, su una donazione di 1.500.000 euro si versa il 4% di 500.000 euro. 

Nelle donazioni tra fratelli e sorelle, la franchigia scende da 1.000.000 a 100.000 euro. Per cui, una donazione di 90.000 euro non sconta imposta e non va dichiarata al Fisco. Quella, invece, di 120.000 euro viene tassata al 6% di 20mila euro.

Sono beneficiate le donazioni in favore di portatori di handicap, per le quali la franchigia è di 1,5 milioni di euro, mentre l’aliquota varia a seconda del rapporto di parentela (per come indicati nella tabella).

SOGGETTO
FRANCHIGIA
ALIQUOTA
Coniuge e parenti in linea retta, genitori e i figli, anche naturali, i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta, gli adottanti e gli adottati, gli affiliati€ 1.000.0004%
Fratelli e sorelle€ 100.0006%
Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° grado6%
Altri soggetti8%
Portatori di handicap€ 1.500.0004%, 6%, 8% a seconda del grado di parentela

Se nella donazione sono presenti degli immobili, si pagano in ogni caso l’imposta ipotecaria e catastale sul valore catastale dell’immobile, pari rispettivamente al 2% e all’1%. Il notaio che si occupa della redazione dell’atto di donazione provvede anche al versamento delle imposte eventualmente dovute, cui vanno in ogni caso sommati 200 euro d’imposta di registro necessari alla registrazione dell’atto di donazione.

Imposta sulle donazioni: quando non si paga

Vediamo ora quando non si paga l’imposta e, di conseguenza, quando la donazione non va dichiarata. 

Donazioni di valore inferiore alle franchigie

Innanzitutto, vengono in rilievo i regali di valore inferiore alle franchigie appena indicate. Pertanto, come schematizzato nella tabella qui sopra, l’imposta sulle donazioni non si versa nel caso di:

  • donazioni ai genitori (anche adottivi) inferiori a 1 milione di euro; 
  • donazioni ai nonni inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni ai figli (anche adottivi) inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni ai nipoti inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni al marito inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni alla moglie inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni al fratello o alla sorella inferiori a 100mila di euro;
  • donazioni, anche tra estranei, di modico valore (Ag. Entrate circolare n. 3/2008).

Donazioni indirette

Le Sezioni Unite della Cassazione, con una sentenza del 2016, hanno stabilito che le donazioni indirette non scontano l’imposta a determinate condizioni. 

La donazione indiretta è quella che viene fatta per uno specifico scopo. Ad esempio, è il caso del padre che versa 300mila euro sul conto del figlio per consentirgli di acquistare la casa o che paga direttamente la concessionaria auto per comprare a quest’ultimo la macchina. La donazione indiretta non viene tassata a condizione che:

  • la donazione indiretta sia posta in essere al fine di dotare il donatario delle risorse occorrenti per la stipula di un atto soggetto a Iva o a imposta di registro proporzionale: è il classico caso dell’apporto di denaro dai genitori a favore del figlio che si compra la prima casa e che dichiara nel rogito la liberalità così ottenuta;
  • dall’atto di acquisto, risulti in modo esplicito la provenienza dei soldi. Bisognerà cioè dire che il denaro usato per l’acquisto è stato donato da… (indicando nome e cognome del donante).

Altri casi di esenzione dall’imposta di donazione 

La legge prevede poi altre esenzioni dal versamento dell’imposta di donazione. Si tratta di quelle effettuate nei confronti di:

  • Stato, Regioni, Province e Comuni;
  • enti pubblici e fondazioni o associazioni legalmente riconosciute, che hanno come scopo esclusivo l’assistenza, lo studio, la ricerca scientifica, l’educazione, l’istruzione o altre finalità di pubblica utilità e alle Onlus;
  • movimenti e partiti politici.

Non sono altresì soggette all’imposizione fiscale: 

  • le donazioni di automobili o altri veicoli iscritti al Pra nemmeno se presenti con altri beni o diritti in uno stesso atto di donazione;
  • i trasferimenti di aziende familiari (individuali o collettive), a favore dei discendenti o del coniuge nel rispetto di specifici requisiti;
  • le donazioni effettuate per “…spese di mantenimento e di educazione“;
  • le donazioni sostenute per malattia;
  • le donazioni ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze;
  • le donazioni di modico valore (Ag. Entrate circolare n. 3/2008);
  • le liberalità indirette, a condizione che siano attuate mediante atti comportanti il trasferimento o la costituzione di diritti immobiliari o il trasferimento di aziende assoggettati all’imposta di registro in misura proporzionale oppure all’Iva nel rispetto delle specifiche regole previste dalla legge.


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