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Tradimento al M5S: i perché del passaggio alla Lega

16 Dicembre 2019
Tradimento al M5S: i perché del passaggio alla Lega

I senatori Grassi, Lucidi ed Urraro espongono i motivi del loro passaggio dalle file del Movimento 5 Stelle ai banchi della Lega.

Ugo Grassi, Stefano Lucidi, Francesco Urraro: sono i tre senatori che nei giorni scorsi hanno deciso di abbandonare il Movimento 5 Stelle per passare alla Lega. Mentre Matteo Salvini li ha accolti a braccia aperte, nei pentastellati le reazioni sono state accese sono stati definiti traditori degli elettori e la loro fuga verso la Lega,  avvenuta nei giorni caldi dell’approvazione della risoluzione sul Mes e dei lavori per la definizione della legge di Bilancio, ha messo la maggioranza a rischio di tenuta, proprio al Senato dove il margine di voti è più ristretto.

Ma quali sono i motivi che hanno determinato la loro scelta? Oggi lo spiegano direttamente i tre protagonisti al quotidiano Libero, in un servizio diffuso ora dall’agenzia stampa Adnkronos.

Grassi: è cambiato il Movimento, non io

“Il Movimento ha cambiato idea sulla Tav, sul Mes, sull’Europa. Ha detto ‘mai col Partito di Bibbiano’ e poi si è alleato col Pd nel giro di poche ore, addirittura andandoci in coalizione in Umbria. Ho la coscienza pulita: ho sempre segnalato alcuni errori, fin dal primo governo Conte, prima all’interno del Movimento e poi – dopo le Europee – in modo più esplicito. Sono sempre stato ignorato”. Così dice, a ‘Libero’, Ugo Grassi, senatore ex M5s passato con la Lega.

“Il programma del M5S è ormai diventato un menù da cui attingere secondo convenienza”, spiega Grassi che poi aggiunge: “Il progetto della Lega riprende molte battaglie condivise nel contratto di governo e dimenticate da Di Maio e Conte”. Il senatore ex M5s sottolinea: “Non ho cambiato idea. Il Movimento ha scelto di togliersi la casacca di movimento rivoluzionario per indossare quella del Pd”.

Lucidi: il problema è Di Maio

“In molti ormai sono convinti che un leader che passa in un anno dal 33 al 15% deve lasciare la poltrona. È una regola semplice: non serve essere ministro per capirla”, dice, a ‘Libero’, Stefano Lucidi, il senatore ex grillino passato alla Lega, parlando del M5s.

“Di Maio dovrebbe preoccuparsi più della sua corte di lacchè, fatta da yes-man del 10%”, spiega Lucidi aggiungendo: “Io sono entrato in Parlamento con il M5S, che poi si è trasformato nel Partito Di Maio che è ben altra cosa”.

Urraro: il M5S non funziona più

“Scilipoti aveva scelto di passare dall’opposizione alla maggioranza, noi facciamo l’esatto opposto. Nel Movimento 5 Stelle è sempre stato difficile risolvere alcuni problemi, evidenziati più volte ma mai risolti: così si è caduti in molte contraddizioni su temi politici centrali del programma. Tav, Ilva, reddito di cittadinanza, solo per citare alcuni esempi”. Lo dice, a ‘Libero’, il senatore ex M5s Francesco Urraro passato alla Lega.

“Il M5s era un progetto di democrazia partecipata ma non ha funzionato l’applicazione pratica nell’azione successiva, soprattutto nel raccordo tra rappresentanti del parlamento e Governo. Percepisco realmente un disagio in diversi colleghi”, spiega ancora.

“Nella Lega è possibile impegnarsi in molte battaglie condivise nel contratto di governo e dimenticate dal Movimento che ha appoggiato Ursula Von der Leyen a Bruxelles e si è alleato col Pd al governo nazionale e, addirittura, in Umbria”, dice ancora Urraro.



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