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La polizia può costringermi ad abbassare volume musica?

18 Dicembre 2019 | Autore:
La polizia può costringermi ad abbassare volume musica?

Musica troppo alta: quando è reato e quando illecito amministrativo? La polizia può ordinare di ridurre il volume? Quando si può procedere a sequestro?

Polizia e forze dell’ordine sono impegnate a reprimere illeciti amministrativi e reati commessi su tutto il territorio italiano: furti, rapine, narcotraffico, associazioni per delinquere, violazioni del codice della strada, e tanto altro ancora. Molte volte, però, le autorità vengono allertate per via del volume alto della musica e sono costrette a bussare alla porta di abitazioni e locali per interrompere party e feste troppo rumorosi. Mettiamo il caso che anche a casa tua si presentino le forze dell’ordine per via delle lamentele dei vicini: la polizia può costringerti ad abbassare il volume della musica?

Certo, dire di no alle autorità è cosa difficile da farsi, nel senso che è piuttosto raro che non si obbedisca a un ordine della polizia. Ma cosa dice la legge a riguardo? La polizia può obbligare a ridurre il volume alto della musica? Se non si obbedisce cosa succede? Quali sono le conseguenze legali? Se l’argomento ti interessa e hai cinque minuti di tempo da dedicare a questo articolo, prosegui nella lettura.

Musica alto volume: è reato?

Ascoltare la musica ad alto volume può costituire reato: secondo la legge [1], chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a trecentonove euro.

Affinché la musica a volume alto costituisca reato è necessario che più persone vengano disturbate da tale condotta: se vi fosse solamente un vicino a sporgere denuncia le autorità non potrebbero procedere, in quanto elemento fondamentale del reato è, appunto, che il disturbo sia arrecato a più individui.

Inquinamento acustico: cos’è e com’è punito?

Quando non ricorrono gli estremi del reato di disturbo alla quiete pubblica (visto nel paragrafo precedente), il volume della musica eccessivamente alto potrebbe ugualmente comportare delle sanzioni a carico dell’autore del fatto: in questo caso, però, non si tratterebbe di un crimine ma di un mero illecito amministrativo.

Ascoltare musica a volume troppo alto può comportare quello che la legge [2] chiama inquinamento acustico, cioè l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane.

Ebbene, colui che realizza un inquinamento acustico (ad esempio organizzando un party in casa oppure una festa in un locale aperto al pubblico) rischia di incorrere in severe sanzioni amministrative, consistenti nel pagamento di una somma fino a ventimila euro!

Inoltre, nel caso in cui il volume alto della musica dovesse violare una specifica ordinanza dell’autorità pubblica (ad esempio, del sindaco), v’è il rischio di incorrere nel reato di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità [3], punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro

Polizia può ordinare di ridurre il volume della musica?

Veniamo ora al tema principale del nostro articolo: la polizia può obbligare a ridurre il volume della musica qualora dia fastidio ai vicini?

Non esiste una disposizione di legge specifica che attribuisce alle forze dell’ordine tale potere; ciò perché l’ordinamento indica i casi in cui la polizia può emanare ordini, cioè comandi e divieti. Tra questi non figura l’ordine di ridurre il volume della musica.

Tuttavia, v’è da dire che la polizia giudiziaria gode di un generale potere repressivo allorquando si tratta di reati o di illeciti amministrativi. Cosa significa? Te lo spiego subito.

Musica alta: polizia può procedere al sequestro?

Se il volume alto della musica dovesse integrare il reato di disturbo della quiete pubblica, l’autorità intervenuta, nel constatare il crimine e il pericolo concreto che il comportamento possa ripetersi, potrebbe addirittura disporre il sequestro dell’oggetto che è fonte del reato: nel caso di specie, della radio, degli altoparlanti o di qualsiasi altro dispositivo arrechi il disturbo.

Lo stesso dicasi nell’ipotesi di illecito amministrativo: anche in questa circostanza la polizia, per far cessare il disturbo, potrebbe intervenire disponendo il sequestro della fonte di rumore. Il sequestro amministrativo è un provvedimento sanzionatorio di carattere cautelare, tendente a conseguire la custodia e la conservazione dei beni che siano stati strumento o risultato di un illecito amministrativo o che siano comunque pertinenti all’illecito stesso e come tali utili ai fini dell’accertamento della infrazione, in vista di un eventuale provvedimento definitivo di carattere ablativo (la confisca, cioè).

Dunque, sebbene la polizia non possa emanare un provvedimento o un ordine specifico con cui comandare di abbassare il volume della musica, nel caso di rifiuto a tale invito potrebbe procedere alla contestazione formale dell’illecito e al sequestro dell’impianto da cui proviene il disturbo per i vicini o l’inquinamento acustico.

note

[1] Art. 659 cod. pen.

[2] Legge n. 447/1995.

[3] Art. 650 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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