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Lecita l’importazione da paesi extracomunitari in un altro Stato CE

10 Aprile 2014
Lecita l’importazione da paesi extracomunitari in un altro Stato CE

 Elusione fiscale: non è un reato scegliere un diverso Stato per introdurre un bene nella Ce al fine di ottenere un risparmio d’imposta.

 

Importare un bene da un paese extraeuropeo all’interno di uno Stato membro dell’U.E. che non è l’Italia, al solo scopo di eludere la tassazione delle nostre dogane ed ottenere, così, un risparmio sulle imposte, non è un’elusione fiscale che dà luogo a un reato: non esiste, infatti, alcuna norma penale che sanzioni tale condotta.

Lo ha detto la Cassazione con una sentenza di qualche giorno fa [1], rimarcando ancora una volta la necessità che il Parlamento emani una normativa in materia di abuso di diritto [2].

La pronuncia ha così annullato il sequestro finalizzato alla confisca a carico di un imprenditore italiano che aveva importato un bene statunitense in Danimarca per risparmiare sulle imposte.

Il concetto di elusione fiscale in campo civile ha contorni e presupposti completamente diversi da quello in campo penale: per il configurarsi del primo è sufficiente l’indebito risparmio d’imposta. Non basta invece questo per commettere un reato ed essere puniti dal codice penale.

Fin quando non interviene una norma specifica che confini lo spazio d’esercizio del diritto, facendo venir meno la riconducibilità di tale tipo di condotta al reale esercizio del diritto, convertendola in abuso, cioè in un illecito, non si può sanzionare l’imprenditore che importi beni extraeuropei facendoli entrare in Europa non dall’Italia ma da altri Stati membri.

Per ora la Cassazione fissa un importante punto fermo sull’Iva all’importazione: la sentenza chiarisce che non esistono norme secondo cui lo Stato in cui viene importato il bene deve coincidere con quello in cui risiede il soggetto che ne acquisisce poi la reale disponibilità. La fattispecie, dunque, non ha riscontro in una specifica normativa antielusiva, e pertanto non può avere rilievo penale.

Infatti, la scelta dì uno Stato attraverso il quale introdurre il bene nella Comunità europea, anche se è derivata esclusivamente dal fatto che in tale Stato il regime fiscale è più favorevole, non costituisce abuso, ma esercizio del diritto di libera circolazione delle merci prevista dai trattati istitutivi della Comunità Europea [3].


note

[1] Cass. sent. n. 15186 del 3.04.2013.

[2] L’abuso di diritto o elusione fiscale è una interpretazione della Cassazione (tutt’oggi non prevista in alcuna norma) in base alla quale l’amministrazione finanziaria può recuperare le maggiori imposte su operazioni commerciali, spesso complesse, che, pur non contravvenendo a disposizioni legislative, possono essere ritenute come illegittime in quanto permettono un indebito risparmio fiscale.

[3] Art. 23 Trattato CE e dei capitali di cui all’articolo 56 Trattato CE.

Autore immagine: 123rf.com


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