Crac Banca Popolare di Bari: in arrivo un’azione di massa

16 Dicembre 2019
Crac Banca Popolare di Bari: in arrivo un’azione di massa

Il Codacons giudica insufficiente il decreto legge di salvataggio della Banca e predispone un’azione di massa per gli azionisti e i correntisti colpiti.

All’indomani del decreto di salvataggio varato ieri sera dal Consiglio dei Ministri, arrivano le reazioni dei rappresentanti di azionisti e correntisti rimasti insoddisfatti dei contenuti del provvedimento, nonostante le rassicurazioni fornite dal Governo sul fatto che i risparmi depositati non sono a rischio.

Ad intervenire è il Codacons, che, secondo quanto ci resoconta la nostra agenzia stampa Adnkronos, sta predisponendo un’azione legale di massa a tutela degli interessati colpiti dal crac della Banca Popolare di Bari.

”Il salvataggio della Banca Popolare di Bari deciso ieri dal Consiglio dei Ministri non basta, perché i risparmiatori coinvolti nelle vicenda hanno diritto ad agire per il risarcimento dei danni subiti”. Lo afferma il Codacons, che sta preparando una azione di massa in favore di azionisti e correntisti dell’istituto di credito.

”I risparmiatori che hanno subito perdite a causa della gestione scriteriata della banca potranno rivalersi in sede penale, nel caso in cui le indagini aperte dalla magistratura dovessero accertare illeciti o irregolarità, e chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali subiti – spiega l’associazione – In tal senso il Codacons sta preparando una azione di massa per conto di tutti gli azionisti della Banca Popolare di Bari, e da oggi raccoglie le manifestazioni di interesse dei soggetti coinvolti alla pagina https://codacons.it/crac-popolare-bari/”.

”L’associazione presenta inoltre un esposto alle Procure di Bari e di Roma contro Bankitalia per omessa vigilanza, affinché sia accertato ilruolo dell’istituto nella vicenda e l’attività realizzata a tutela del risparmio, e chiede all’ente di controllo di rendere pubblici i nomi dei grandi debitori della Popolare di Bari, così da verificare a chi siano stati concessi prestiti e a quali condizioni”, conclude il Codacons.



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1 Commento

  1. Buongiorno, ma ci rendiamo conto, che i soldi per salvare questi istituti scorretti fanno debito pubblico. Io sono fortemente contrario al salvataggio di questi soggetti, non capisco perchè un comportamento sconsiderato voluto e la non sorveglianza di Bankitalia dobbiamo pagarla noi. Certo bisogna cautelare i risparmiatori che hanno dato fiducia ad un istituto farlocco però non dobbiamo pagare noi devono pagare i vertici e chi decide di agire in maniera scorretta. Andiamo a verificare chi ha le colpe ed è ha carico di questi soggetti che deve essere esposto il carico di debiti. Troppo facile ricorrere sempre al governo chi fà danni paga e si prende i cocci. Oppure lo stato che ormai ha perso la sovranità da molti anni o forse non ce la mai avuta, impiega i soldi pubblici x salvare però poi diventa patrimonio pubblico. Signori le banche che sono tra le istituzioni più pericolose che ci sono debbono essere controllatissime e necessita di verifiche costanti su la legittimità delle loro operazioni a Bankitalia devono essere consapevoli di questo e imporre ai loro organi di controllo, di eseguirli, dando loro la responsabilità personale del loro lavoro, ma questo in sede civile penale ma anche finanziaria ovvero risarcitoria. Ci siamo stufati di pagare per le colpe degli altri, purtroppo la politica che è la cosa più sporca che possa esistere, per i suoi esclusivi interessi carica l’alitalia di dipendenti, e così anche l’acciaieria di Taranto la Fiat e chissà quante altre aziende il cosi detto voto di scambio e poi le loro cariche le paghiamo con il debito pubblico. Ma com’è possibile tutti questi esuberi, ma trattasi di migliaia e migliaia, è chiaro che sono stati assunti chissà quanti dipendenti che non erano necessari. Questo determina problemi notevoli al governo cioè a noi e si vuole che lo stesso dia delle risposte importanti. Ma come può fare un governo a dare risposte esaustive a tutti con i 160 tavoli di concertazione giacenti al Mise. E’ normale che un’azienda che intende assorbire un’altra realtà produttiva lo fà in base al solo criterio di convenienza ed è chiaro che gli esuberi non li pagano loro pertanto creano condizioni legittime e che rientrano nella così detta logica aziendale l’unica perseguibile da qualsiasi azienda. Mi piacerebbe ricevere controdeduzioni da altri. Grazie

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