Tumori al polmone: nuove speranze da un farmaco

16 Dicembre 2019
Tumori al polmone: nuove speranze da un farmaco

Contro i tumori al polmone incurabili e refrattari alle terapie arriva un nuovo farmaco messo ora in sperimentazione.

Nuove speranze per i malati di una forma di cancro al polmone oggi orfana di cure; l’agenzia stampa Adnkronos Salute ci informa del lancio sperimentale di un nuovo farmaco Amgen, che promette di colpire efficacemente le mutazioni refrattarie alle terapie. Parte così lo studio in 12 centri specializzati italiani.

. Amg510 – un farmaco sperimentale sviluppato dall’americana Amgen, protagonista di uno studio pubblicato di recente su ‘Nature’ – colpisce la mutazione specifica KrasG12C responsabile della neoplasia sfruttando una tasca nascosta presente nella proteina bersaglio. La nuova molecola si comporta come una sorta di ‘infiltrata speciale’, candidandosi a diventare “una nuova arma contro i tumori al pomone e altri tumori solidi”.

Il cancro del polmone, prima causa di morte oncologica (12%), in Italia colpisce ogni anno 42.500 persone (29.500 uomini e 13 mila donne) con un tasso di sopravvivenza del 16% a 5 anni e del 12% a 10.Sul totale delle diagnosi, 35 mila l’anno (l’80%) riguardano il cosiddetto tumore al polmone non a piccole cellule. Di questa forma,10 mila casi sono legati alla mutazione della proteina Kras. E fra questi, 3 mila sono riconducibili alla mutazione specifica KrasG12C finora refrattaria a tutte le opzioni terapeutiche disponibili. Pazienti senza speranza, che adesso ne intravedono una.

La promettente attività antitumorale di Amg510 – è stato ricordato durante un incontro oggi a Milano – è stata confermata e rafforzata dai risultati incoraggianti di uno studio di fase clinica I, chedimostrano il controllo della malattia nel 100% dei malati. Ora parte l’arruolamento di un trial di fase III che coinvolgerà 650 pazienti di 300 centri in 15 Paesi. L’Italia è capofila in Europa, con 12 strutture partecipanti coordinate dall’università di Torino.

La nuova molecola lega in maniera irreversibile KrasG12C, bloccandola in uno stato inattivo – spiega Silvia Novello, direttore Unità di Oncologia toracica ospedale San Luigi di Orbassano (Torino), presidente associazione Walce (Women against lung cancer) e coordinatrice nazionale dello studio – In questo modo la proteina non è più in grado di inviare segnali che innescano la divisione cellulare e la crescita tumorale nei carcinomi provocati dalla sua mutazione, come il tumore del polmone non a piccole cellule. Amg510 ha dimostrato l’efficacia contro il tumore polmonare non a piccole cellule nel 100% dei pazienti in cui il carcinoma si era diffuso nonostante fosserostati già sottoposti ad almeno due trattamenti”.

La terapia ha ridotto il tumore nel 54% dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule, 7 dei 13 pazienti valutabili che hanno ricevuto Amg510 960 mg, e ha arrestato la crescita tumorale nel restante 46%, 6 dei 13 pazienti valutabili che hanno ricevuto Amg510 960 mg, dimostrando appunto un controllo della malattia nel 100% dei pazienti.

Il trattamento mostra un profilo di sicurezza e tollerabilità favorevole: nello studio di fase I nessun paziente ha riportato tossicità tali da dover ridurre la dose di farmaco ed effetti collaterali gravi correlati alla terapia in studio. Sulla base dei dati disponibili, negli Usa la Food and Drug Administration (Fda) ha concesso ad Amg510 lo status di farmaco orfano per il carcinomapolmonare non a piccole cellule metastatico pretrattato.



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2 Commenti

  1. Lavoro in un’industria in cui è presente l’amianto e mi sono ammalato di tumore polmonare… Il tumore polmonare è malattia professionale?

    1. La causa della malattia professionale deve essere diretta ed efficiente; deve agire progressivamente provocando l’infermità del lavoratore in modo esclusivo o prevalente. La patologia può derivare dallo svolgimento di un’attività lavorativa rischiosa oppure dall’ambiente in cui la lavorazione viene svolta, il cosiddetto rischio ambientale. Affinché si tratti di una malattia professionale, è necessaria la sussistenza di un rapporto causale, o concausale, tra il rischio professionale e la malattia. E’ consentito il concorso di cause extraprofessionali, a patto che non interrompano il nesso di causalità e siano capaci di produrre da sole l’infermità. Nel tuo caso specifico, l’insorgenza di questa patologia deve essere collegata principalmente all’esposizione alle polveri di amianto e non ad altre concause o ad abitudini extralavorative (come ad esempio il tabagismo). Si potrebbe giungere alla conclusione che a provocare il tumore polmonare sia stato il fumo, poiché rientra tra le cause principali della malattia. Consiglio di leggere il mio articolo Tumore al polmone: cause e intervento https://www.laleggepertutti.it/280594_tumore-al-polmone-cause-e-intervento

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