Lenti a contatto: i rischi per chi le usa troppo

16 Dicembre 2019
Lenti a contatto: i rischi per chi le usa troppo

Portare le lenti a contatto troppo a lungo aumenta il rischio di infezioni corneali e di cecità: i consigli degli oculisti per un uso corretto.

L’uso, o meglio il cattivo uso, delle lenti a contatto aumenta enormemente il rischio di infezioni corneali, che possono portare anche alla cecità. Un recente studio diffuso ora dall’agenzia stampa Adnkronos Salute ha valutato come un paziente che porti le lenti a contatto per 30 anni abbia un rischio del 30% di sviluppare una infezione corneale severa, che ha bisogno di un trattamento lungo e a volte chirurgico, per ristabilire la funzionalità visiva”.

A parlarne con l’Adnkronos Salute è Francesco Aiello, dirigente medico dell’Unità di oculistica del Policlinico universitario Tor Vergata di Roma, oggi in occasione del convegno ‘La gestione delle patologie corneali‘.

“E’ importante dare un messaggio agli utilizzatori di questi dispositivi – precisa l’esperto – ricordando che vanno impiegati non più del tempo consentito: se le lenti a contatto sono giornaliere, vanno portate obbligatoriamente per un giorno, o se sono mensili per al massimo un mese. Bisogna poi evitare sicuramente di entrare in contatto con l’acqua: non si devono portare le lenti al mare, per nuotare o anche sotto la doccia. Queste sono le regole più importanti da seguire, oltre a quella di ricorrere subito al consiglio di un oculista nel caso di occhio arrossato in un utilizzatore di lente a contatto”.

La cornea – ricorda Carlo Nucci, professore di Oculistica e responsabile dell’Unità di Oculistica alla Fondazione Policlinico Tor Vergata – è il tessuto più esterno del bulbo oculare, trasparente, che costituisce quella lente che permette di far arrivare le immagini alla retina, dove poi vengono elaborate. A livello corneale possono insorgere numerose patologie, di natura infettiva o degenerativa. Ma negli ultimi anni questo ambito dell’oculistica ha avuto una notevole evoluzione dal punto di vista scientifico e clinico, soprattutto con l’introduzione di nuove tecniche chirurgiche.

Mi riferisco soprattutto alla chirurgia del trapianto di cornea, che un tempo veniva eseguita come chirurgia perforante e veniva rimosso interamente il tessuto, mentre ora si è in grado di rimuovere solo la parte del tessuto che è stata danneggiata dalla specifica patologia. Poi c’è l’ambito delle infezioni, molto frequenti, che possono causare cicatrici anche irreversibili, con compromissione molto grave della funzione visiva. E’ estremamente importante la diagnosi in tempi brevi e la gestione tempestiva del medico oculista”.

“L’uso delle lenti a contatto – prosegue Nucci – è uno dei principali fattori di rischio delle infezioni corneali, perché da un lato la lente può portare il germe sull’occhio e dall’altro favorisce l’attecchimento di esso. E’ molto importante dunque che l’oculista istruisca bene il paziente sull’uso corretto delle lenti a contatto, sulle norme igieniche e lo inviti a rivolgersi sempre allo specialista in caso di sintomatologie o manifestazioni atipiche, per una diagnosi precoce e una terapia specifica”.

La cornea – ricorda Aiello – è la parte anteriore dell’occhio, funziona come il vetrino di un orologio, è trasparente e riesce a far passare i raggi luminosi dall’ambiente fino all’interno dell’occhio. Per mantenere una buona funzionalità visiva deve avere una forma regolare e deve essere, appunto, trasparente. Ci sono alcune patologie che possono minare queste condizioni, come il cheratocono, causa più frequente di trapianto di cornea in tutto il mondo, che non fa altro che alterare il profilo della cornea e quindi provocare una diminuzione della vista”.

L’incontro di oggi mirava a ‘tendere la mano’ a pazienti e specialisti del territorio: “L’oculistica – spiega Aiello – è una materia veramente difficile: l’occhio è un organo molto complesso e ogni oculista tendenzialmente si specializza in un settore: la cura del glaucoma, le malattie retiniche o la malattie della cornea. Da poco, abbiamo attivato un centro di patologie corneali al policlinico Tor Vergata, che è pronto a gestire patologie infettive o interventi di chirurgia lamellare anteriore o cheratoplastiche endoteliali. E’ importante, dunque, conoscere gli oculisti del territorio e far sapere che possono contare su un aiuto in più nella gestione di queste patologie”.


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Autore immagine: 123rf.com


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