La Chiesa apre al divorzio

16 Dicembre 2019
La Chiesa apre al divorzio

Un documento pontificio legittima la separazione quando nel rapporto matrimoniale è venuto meno l’amore e se sorge minaccia per la pace familiare. 

Uno dei cardini della dottrina della Chiesa cattolica potrebbe essere messo presto in discussione: in un nuovo documento commissionato dal Papa, il coniuge che si separa dal partner che minaccia la pace o la vita familiare non compie un atto contrario ai doveri del matrimonio, se nel rapporto non c’è più espressione di amore.

L’agenzia stampa Adnkronos è in grado di anticipare i contenuti del documento pontificio. Si tratta di uno studio della Pontificia Commissione Biblica (Congregazione per la Dottrina della Fede) commissionato dal Papa, che, pur ribadendo “l’indissolubilità” del matrimonio, apre in un certo qual modo al divorzio, spiegando che non fa un atto “contro il matrimonio” il coniuge che, constatando che il  rapporto non si fonda più sull’amore, decide di dire addio al partner.

Già Papa Bergoglio, celebrando nel maggio 2018 una messa a Santa Marta alla quale prendevano parte coppie che celebravano le nozze d’oro, aveva messo in guardia: “Noi non dobbiamo soffermarci sul fatto se si possa o meno dividere un matrimonio. Alle volte accade che non il rapporto non funzioni e allora è meglio separarsi per evitare una guerra mondiale, ma questa è una disgrazia”.

Oggi, il volume edito dalla Lev ‘Che cosa è l’uomo?’, a cura della Pontificia Commissione Biblica (Congregazione per la Dottrina della Fede), nel paragrafo dedicato al divorzio, come riferisce Vatican news, scrive che l’insegnamento di Gesù “introduce elementi di radicale novità, poiché il Maestro asserisce perentoriamente l’indissolubilità del matrimonio, vietando il divorzio e nuove nozze”. E tuttavia si ricorda che “non fa allora un atto contrario al matrimonio il coniuge che -constatando che il rapporto sponsale non è più espressione di amore – decide di separarsi da chi minaccia la pace o la vita dei familiari; anzi, egli attesta paradossalmente la bellezza e la santità del vincolo proprio nel dichiarare che esso non realizza il suo senso in condizioni di ingiustizia e di infamia”.

Si tratta di uno studio mai tentato prima, quello di una lettura antropologica sistematica della Bibbia aggiornata ai nostri giorni. “La richiesta – spiega a Vatican news e all’Osservatore Romano il gesuita padre Pietro Bovati, segretario della Pontifica Commissione Biblica – è venuta dal Papa in persona e il risultato sono i quattro capitoli di indagine conoscitiva della creatura umana e del suo rapporto col Creatore, così come narrati dalla Scrittura”.

“Nella sua storia millenaria – si legge nell’introduzione – l’umanità ha progredito nella conoscenza scientifica, ha via via affinato la sua consapevolezza dei ‘diritti dell’uomo’, testimoniando un crescente rispetto per le minoranze, gli indifesi, i poveri ed emarginati”, ma nonostante questi progressi si è perso in larghe parti del contesto contemporaneo il senso della vita umana come dono di Dio. Già San Paolo, si ricorda, attribuiva alla “mancanza del rispetto per Dio” la conseguenza di una società “pervasa da disordine, violenza, ribellione e spietatezza”.

Il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede prosegue constatando che “fenomeni del genere, dolorosi e drammatici, contraddistinguono anche il nostro mondo, dove è messo in questione il valore antropologico della differenza sessuale, dove si avverte la fragilità delle relazioni coniugali e il diffondersi di violenze domestiche; più in generale, si deve constatare il manifestarsi di egoismi e prepotenze che ingenerano guerre crudeli, oltre a produrre un dissesto del pianeta, con forme disastrose di povertà e segregazione”.

Scopo dello studio, dunque, è quello di fornire a esperti, catechisti, formatori un testo di riferimento da cui ricavare principi di riflessione su tematiche che sono al centro del dibattito sociale e civile – divorzio, adulterio, omosessualità o, per altri versi, il celibato sacerdotale”.

Il documento risponde anche a tematiche specifiche- come la questione del gender – che oggi sono di attualità ma non al tempo in cui è stata scritta la Bibbia. “Ci sembra – ha detto padre Pietro Bovati – di aver risposto proprio a quello che la Chiesa chiede a noi, cioè di non dire delle cose che non sono quelle che la Bibbia presenta. Quindi abbiamo accettato di affrontare le questioni, rispettando il livello di informazione che noi abbiamo dalla Scrittura. Ci sono delle domande che gli uomini pongono oggi che non trovano un’immediata e precisa risposta nelle Scrittura, perché le situazioni culturali del tempo antico non sono le nostre”.

Quindi, ha osservato ancora padre Bovati, “noi formuliamo, anche in queste questioni, alcuni principi, come per esempio l’importanza della differenza che è iscritta nella creazione stessa, come un elemento per comprendere il disegno di Dio anche nei confronti di ogni singola creatura. Questo come un principio che può aiutare, forse, altre discipline teologiche, psicologiche, pastorali a svilupparle poi in maniera adeguata. Quindi la Bibbia offre alcuni principi, alcune indicazioni utili per una riflessione che però è affidata anche ad altri interpreti del pensiero cristiano, come i teologi, i moralisti, i pastori, per poter rispondere in maniera più adeguata alla domanda che l’uomo comunque rivolge alla Chiesa”.



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8 Commenti

  1. Sono cresciuto in una scuola cattolica e ricordo benissimo che il prete ci diceva spesso che Gesù Cristo nel Vangelo disse “Nessuno può dividere ciò che io unisco in matrimonio” . e tutti siamo andati avanti con questo principio ma ora leggo che la Chiesa ammette il divorzio!!! I cattolici secondo me sono sbalorditi increduli sbigottiti non capiscono più nulla e di tutto ciò; ringraziamo il nostro Papa Francesco gesuita che ora sta letteralmente distruggendo la Chiesa e tutti i suoi dogmi e sacramenti!!!
    Caro Papa Francesco è bene che presto si dimetta come ha fatto il suo predecessore che non aveva però nessuna colpa!!!
    Grazie e cordiali saluti.
    Rinaldin Franco

    1. Caro il mio signore che ha studiato in una scuola cattolica…. io non conosco la sua età ma mi vergogno delle sue parole nei confronti di Papa Francesco che ha aperto gli occhi su tanti problemi che la Chiesa ha sempre nascosto. Essere divorziati non significa essere il DIAVOLO, essere sposati con persone che si sono divorziati in precedenza, non significa non conoscere il valore del matrimonio… le chiedo una cosa: i preti, con i quali lei ha studiato, le hanno mai insegnato a non giudicare ma ascoltare ed essere umile verso gli altri? Anch’io ho studiato dalle suore ma non sono una persona “chiusa mentalmente” e non giudico ma cerco di capire il motivo per cui una persona ha deciso di ammettere ( con il divorzio ) di aver fallito nella scelta che aveva fatto e che la voleva tenere per tutta la vita….
      Mi dia retta, corregga il suo pensiero nei confronti di Papa Francesco che è uno dei pochi Papi che ha un cervello ed un cuore.
      Con affetto
      Arianna Schenone (che è sposata felicemente con un “divorziato”)

  2. A parte il fatto che mi pare che sia lei a dare giudizi anche assurdi e negativi nei miei confronti giudizi che le ritorno ben volentieri invitandola nel contempo ad essere più moderata e a pensare di più prima di parlare!!!
    Detto questo desidero dire che non sono affatto contrario al divorzio ed anzi ho votato a favore del divorzio durante il relativo referendum ma desidero sottolineare secondo me la grave incoerenza del Papa e della Chiesa Cattolica in quanto nel vangelo è scritto in modo molto chiaro in riferimento al matrimonio che “nessuno può dividere ciò che Gesù ha unito”.Ed ora il Papa e la Chiesa ammettono il divorzio, sarebbe più coerente ammettere la separazione dei coniugi e non il divorzio.
    La Chiesa ammette ora il divorzio nei casi in cui non c’è più amore e c’è violenza ed allora come mai la Chiesa non ammette l’aborto specie quello derivato da uno stupro in cui una donna viene violentata e quando quindi c’è una fortissima violenza e non c’è affatto amore fra le due persone.
    Cordiali saluti.
    Rinaldin Franco

    1. Mi scusi il commento, in quanto io non sono cristiana, ma davvero pensa che la Chiesa Cattolica in 2000 anni sia stata sempre coerente con il Vangelo ? O con la Bibbia ? Le parole hanno mille significati, secondo chi le lingue in cui sono scritte e le sensibilità di chi le legge (fra parentesi non credo che abbiato letto il Vangelo in aramaico …o almeno in ebraico). Quindi lasci la coerenza da parte. Vuole un esempio ? La Chiesa Cattolica fino al 2018 con la modifica del Catechismo voluta da papa Francesco riconosceva ed accettava la pena di morte … complimenti per l’Umanità !

  3. Per quello la chiesa ammette che un matrimonio puo’ essere “invalido” se uno dei due coniuig tradisce in continuazione.In ogni modo attendiamo ulteriori sviluppi su questo argomento senza affrettarci in giudizi( errati) contro il Papa.

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