Cannabis: legalizzazione in fumo

16 Dicembre 2019
Cannabis: legalizzazione in fumo

Spiegate le ragioni della decisione di inammissibilità dell’emendamento alla legge di Bilancio sulla vendita libera della cannabis light.

La seduta di stamattina al Senato è stata segnata da aspre polemiche sull’inammissibilità, dichiarata dal presidente Elisabetta Alberti Casellati del subemendamento sulla commercializzazione della cannabis light con principio attivo Thc inferiore a 0,5%

La possibilità di libera produzione e libera vendita di cannabis light era entrata nella legge di Bilancio solo la settimana scorsa, introdotta con un emendamento del Movimento 5 Stelle al quale anche il Pd e Leu avevano dato assenso, ma dal fronte delle opposizioni si era aperta subito una battaglia contro la legalizzazione delle droghe.

Che il fronte fosse caldo lo si era dunque capito già da qualche giorno, ma oggi, nel giro di poche ore, è cambiato di nuovo tutto. Al di là delle schermaglie che si sono verificate nel dibattito, il presidente del Senato ha adottato una decisione che ha sorpreso molti, quella di espungere dalla legge di Bilancio in fase di approvazione finale proprio la norma in questione.

La Casellati ha sottolineato il carattere tecnico della decisione (fondata sulle norme che disciplinano il procedimento di formazione ed approvazione della legge di Bilancio [1]) e ha aggiunto “se la maggioranza ritiene importante questa norma fatevi un disegno di legge”.

La questione trova spiegazione – secondo quanto è stato possibile appurare a palazzo Madama a cura dell’agenzia stampa Adnkronos che ha raccolto commenti in proposito –  nel fatto che la norma dichiarata inammissibile finiva per impattare sulla legge 242/2016 (riguardante la possibilità di coltivazione della canapa), di fatto estendendone la portata, originariamente limitata alla produzione, alla vendita.

Per questo motivo, secondo le fonti d’agenzia apprese al Senato, si trattava di un tipo di intervento che non è tecnicamente possibile inserire in un comma della Legge di Bilancio – come prescritto dalla Corte Costituzionale – perché ”disciplina in maniera del tutto innovativa” un intero settore dell’ordinamento. Un intervento di questo tipo si può fare solo attraverso un apposito disegno di legge.

E infatti in Aula il Presidente Casellati – così come si può riscontrare nel resoconto della seduta – ha invitato la maggioranza a utilizzare questo tipo di strumento legislativo, se il provvedimento viene ritenuto così importante. Ma le opinioni in proposito non sono unanimi e la decisione registra sia approvazioni sia dissensi.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, scrive oggi su Facebook che “Pur rispettando la decisione e l’autonomia della presidente del Senato, non posso non rimanere amareggiato. L’emendamento avrebbe colmato un vuoto normativo e regolamentato un settore che, a seguito della sentenza della Corte di Cassazione di giugno scorso, non ha più norme chiare e definite e rischia di mandare in tilt una filiera fatta di 3 mila aziende e 12 mila addetti. La canapa viene utilizzata in molteplici produzioni: fibre, biocarburanti, plastiche biodegradabili. Viene usata anche per la produzione di prodotti da forno come biscotti, pane e dolci. Il nostro intento non era quello di liberalizzare alcunché ma di regolamentare un importante settore produttivo del nostro Paese”.

Dal Centro studi Livatino, invece, proviene un comunicato che plaude “alla correttezza costituzionale della Presidente del Senato quanto allo stralcio dell’emendamento cannabis dalla legge di bilancio. Prescindendo al merito – spiega il Centro studi – la decisione è in linea con l’ordinanza n.17/2019 della Consulta, a fronte del conflitto di attribuzione sollevato contro la precedente manovra dai senatori del Pd, i quali censuravano la compressione dei tempi di discussione, e quindi la lesione della sovranità del Parlamento”.

“Con quell’ordinanza la Corte costituzionale – prosegue – nel dichiarare inammissibile il ricorso Pd, per il fatto che la riduzione dei tempi di discussione della manovra era conseguenza delle richieste dell’Ue, annunciava che ‘in altre situazioni una simile  compressione della funzione costituzionale dei parlamentari potrebbe portare a esiti differenti. L’emendamento cannabis rientra a buona ragione fra le ‘altre situazioni‘, poiché se non fosse stato stralciato, la fiducia posta dal governo e la seguente annunciata ‘blindatura’ del testo alla Camera avrebbero comportato l’entrata in vigore di una norma controversa e delicata, senza la necessaria discussione nel merito delle Commissioni competenti e dell’Aula di Senato e Camera”, si rileva.


note

[1] Legge 31 dicembre 2009, n. 196 “Legge di contabilità e finanza pubblica”, art. 21 “Bilancio di previsione”.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube