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In giro senza documenti: cosa si rischia?

1 Gennaio 2020 | Autore:
In giro senza documenti: cosa si rischia?

È reato uscire di casa senza la carta d’identità o senza la patente pur non dovendo guidare? Cosa si rischia sui mezzi di trasporto?

Ti sei svegliato tardi, devi correre al lavoro e, nella fretta di uscire di casa per non timbrare tardi, dimentichi a casa i documenti. Hai nella borsa soltanto il badge per entrare in ufficio e qualche spicciolo che ti è rimasto nella tasca del cappotto e che ti basta per fare il biglietto di andata del treno. Ma la carta d’identità ti è rimasta nel portafoglio che avevi riposto nel cassetto dell’ingresso la sera prima. Per i soldi non è un problema: chiedi un prestito ad un collega giusto per prendere un caffè e poco più, promettendo che il giorno dopo gli restituirai gli spiccioli che ti ha anticipato. Tuttavia, ti ritrovi ad andare in giro senza documenti: cosa si rischia se si viene fermati per un normale controllo dalla Polizia o dai Carabinieri?

A dire la verità, a meno che tu non debba prendere la macchina, nessuno ti obbliga ad avere sempre un documento in tasca. Il che non vuol dire che se un poliziotto ti ferma e ti invita a fornire le tue generalità, tu abbia il diritto di restare zitto. Sono due cose diverse. Ad andare in giro senza documenti non si rischia nulla, ma a non rilasciare i propri dati ad un pubblico ufficiale che te li chiede, si va incontro a qualche pesante guaio. Vediamo.

Sono obbligato ad andare in giro con i documenti?

Quella famosa mattina in cui sei uscito di casa di corsa, timoroso di perdere il treno perché non hai sentito la sveglia ed hai i minuti contati, ti rendi conto quando ormai sei in viaggio di essere in giro senza documenti. Non ti è mai successo che qualcuno te li abbia chiesti nel tragitto tra la stazione e l’ufficio, andata e ritorno. Mai fino a quella mattina. C’è stato qualche fatto strano in giro e la Polizia ferma i passanti all’uscita della stazione chiedendo un documento. E adesso? Cosa si rischia?

Niente. Per il fatto di non avere in tasca un documento di identità non si rischia niente. Non c’è alcuna legge che ti imponga di portare sempre con te la carta d’identità o la patente. A meno che tu ti debba mettere al volante, a quel punto avere la patente è doveroso per non rischiare pesanti sanzioni. Negli altri casi, andare in giro senza documenti non è reato.

Che cosa può fare, però, il poliziotto o il carabiniere che ti ha fermato e che vuole sapere chi sei? Può chiederti le generalità. E a quel punto, tu sei tenuto a fornirle. In altre parole, sei obbligato ad identificarti davanti al pubblico ufficiale che vuole sapere come ti chiami, dove abiti e quando e dove sei nato.

E se ti rifiuti? Poco bene: il poliziotto o il carabiniere potrà portarti in commissariato o in caserma, anche con l’uso della forza se fosse necessario (ovviamente, entro i limiti proporzionati alla resistenza che opponi), come ha stabilito la Cassazione [1].

Tale obbligo di fornire le generalità ad un pubblico ufficiale è contenuto anche nel Codice penale [2]. Quello che il Codice non dice è che ci sia il bisogno di documentare la propria identità. Significa che non è reato andare in giro senza documenti, ma si è tenuti a rispondere alla richiesta attraverso altri mezzi, ad esempio recandosi insieme ad un agente in un posto di Polizia per rilasciare e verificare i propri dati.

Sono obbligato a fornire le generalità ad un agente in borghese?

Può capitare che quella famosa mattina, l’unica in cui sei in giro senza documenti, tu venga fermato da un agente in borghese che ti chiede di identificarti. In questo caso, chi ti dice che, effettivamente, sia un pubblico ufficiale a chiederti le generalità? Potrebbe ben trattarsi, infatti, di qualche furbo che vuole avere i tuoi dati per farne un uso improprio.

Proprio per evitare questo rischio, l’agente in borghese deve identificarsi per primo, dicendoti chi è, a quale corpo o arma appartiene (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia municipale, ecc.) e mostrandoti il tesserino con il numero di matricola. Solo a quel punto, sarai tenuto a soddisfare la sua richiesta.

Sono obbligato a fornire le generalità ai controllori?

Quella mattina in cui hai lasciato i documenti a casa, sei uscito dalla stazione e non ti ha fermato nessuno, né mentre andavi in ufficio né mentre tornavi a prendere il treno, talmente di corsa (l’attività fisica dei pendolari è invidiabile) che non hai fatto in tempo a fare il biglietto. Sali sulla prima carrozza proprio mentre stava per chiudere le porte. Forse la giornata sta finendo e con lei, prima o poi, le corse e la sfortuna. Preghi che al capotreno, vedendo la calca di pendolari, passi la voglia di chiedere i biglietti. Troppa grazia, Sant’Antonio: ecco che, a metà tragitto, senti la solita cantilena: «Biglietti, pregoooo». Magari ti riconosce e sa che tutti i giorni porti l’abbonamento con te. Magari capisce le tue ragioni. Magari.

Ti chiede il biglietto, rispondi che non ce l’hai, che non hai fatto in tempo a farlo, che sei arrivato all’ultimo momento e che non potevi aspettare un altro treno perché hai l’assemblea di condominio. Ti chiede un documento e rispondi che non ce l’hai, che la mattina sei uscito di corsa, ecc. ecc. Che succede in un caso come questo? Succede come sopra. Il controllore del treno (capotreno, pardon), del bus, del tram o della metropolitana è un pubblico ufficiale e, pertanto, ha il diritto di chiederti le generalità nel caso in cui, alla richiesta di un tuo documento, tu risponda che l’hai dimenticato a casa. Pertanto, sarai obbligato a rilasciare le solite informazioni: nome, cognome, residenza, ecc.

Altrimenti? Altrimenti rischi l’arresto fino ad un mese per rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, punito dal Codice penale, come abbiamo visto prima. La richiesta del documento da parte del controllore, comunque, può avvenire solo se deve fare una multa perché il passeggero non ha il biglietto. Questo vuol dire che può soltanto fare la multa e che per altri provvedimenti dovrà chiamare le forze dell’ordine. È pubblico ufficiale sì, ma poliziotto o carabiniere no.


note

[1] Cass. sent. n. 22529/2015.

[2] Art. 651 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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