Aumento Iva: è già pronto il conto per il 2021

16 Dicembre 2019
Aumento Iva: è già pronto il conto per il 2021

Calcolato l’impatto del fabbisogno necessario per evitare l’aumento dell’Iva dopo il 2020: la Ragioneria Generale dello Stato ha presentato i conti.

La Ragioneria Generale dello Stato, in questi giorni incaricata di “fare i conti” sull’impatto della legge di Bilancio in corso di approvazione, ha lavorato parecchio per rivedere le cifre e le stime dopo le numerose modifiche approvate in Senato attraverso emendamenti e correttivi apportati al disegno di legge iniziale presentato dal Governo.

Nella revisione si è ovviamente pensato anche all’Iva: dando per scontato che l’aumento nel 2020 non ci sarà, la proiezione del calcolo del fabbisogno necessario è stata quindi fatta per l’anno successivo (le clausole di salvaguardia “navigano a vista” e quelle attuali hanno consentito il rinvio degli aumenti per un solo anno).

Ecco l’esito, resocontato ora dalla nostra agenzia stampa Adnkronos: nel 2021 il Governo dovrà sterilizzare clausole di salvaguardia per 20,1 miliardi di euro e nel 2022 di 27 miliardi. E’ quanto stima la Ragioneria Generale dello Stato nella relazione tecnica che accompagna il maxiemendamento alla manovra.

L’aumento dell’Iva, prima della legge di Bilancio 2020, avrebbe portato nella casse dello Stato 28,7 miliardi di euro. Di conseguenza gli interventi inseriti nella manovra consentono una prima sterilizzazione pari a 8,6 miliardi.

In particolare, le maggiori entrate che dovrebbero arrivare dalla clausola di salvaguardia aggiornata, provengono per 5,8 miliardi di euro dall’aumento dell’aliquota ridotta, che passa dal 10% al 12%. Mentre altri 13,1 miliardi di euro saranno garantiti dall’aliquota ordinaria, che passa dal 22% al 25%. Infine, 1,2 miliardi saranno assicurati grazie alle nuove accise sui carburanti.


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