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Polizia trova il tuo numero su cellulare di spacciatore: che succede?

17 Dicembre 2019 | Autore:
Polizia trova il tuo numero su cellulare di spacciatore: che succede?

Cosa rischi se la polizia trova il tuo contatto personale sul telefono di uno spacciatore? Quali sono i tuoi diritti se la polizia vuole sentirti?

Nonostante Gdpr, legge sulla privacy e diritti vari connessi alla riservatezza, è inutile dire che oggigiorno è molto facile reperire informazioni su una persona: basta consultare il profilo Facebook o Instagram, oppure quello Linkedin. Se poi la persona in questione è un professionista iscritto a un albo (ingegnere, architetto, avvocato, medico, ecc.), basterà semplicemente consultare online il sito dell’ordine di appartenenza per reperirne i date principali, visibili a tutti. Non è dunque impossibile che la polizia possa trovare il tuo numero sul cellulare di uno spacciatore. Che succede in questo caso? Quali rischi potresti correre?

È ben noto che la responsabilità penale è personale, nel senso che nessuno può rispondere del crimine commesso da un altro individuo. Tuttavia, a questo principio di massima si oppongono una serie di poteri che la legge conferisce alle forze dell’ordine e che consentono a costoro, nell’ambito della propria attività repressiva e preventiva dei reati, di operare degli accertamenti e di intervenire anche qualora vi fossero solamente dei sospetti. Con questo articolo vorrei spiegarti cosa succede se la polizia trova il tuo numero sul cellulare di uno spacciatore che, magari, è stato già arrestato. Come puoi difenderti? Quali spiegazioni puoi fornire? Scopriamolo insieme.

Spaccio di droga: com’è punito?

In Italia, lo spaccio di droga è punito molto severamente, con pene che possono raggiungere perfino i vent’anni di reclusione e i 260mila euro di multa nei casi più gravi [1]. Nel caso di cessione di sostanze stupefacenti meno rilevante, la pena invece è molto più contenuta, essendo prevista la reclusione da sei mesi a quattro anni e la multa da 1.032 a 10.329 euro.

Droga: solo lo spaccio è reato?

In realtà, la legge punisce tutta una serie di condotte legate alla droga: dunque, è prevista la reclusione non solo per chi spaccia ma anche per chi coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti.

Insomma: a meno che non si abbia con sé un modesto quantitativo di droga che, anche in ragione delle modalità di detenzione, è compatibile con un consumo esclusivamente personale, se si ha con sé della sostanza drogante si rischia il carcere.

Numero personale sul cellulare dello spacciatore: quali rischi?

Cosa rischia la persona il cui numero è stato rinvenuto dalla polizia sul cellulare di uno spacciatore? Diciamo che c’è la possibilità concreta che la polizia decida di andare a sentire tale individuo, cioè colui il cui numero compare nella rubrica del cellulare dello spacciatore.

Ora, sia chiaro che, se la polizia dovesse raccogliere informazioni su tutte le persone che compaiono nelle rubriche degli spacciatori, si presenterebbe il serio problema di dover indagare su migliaia di persone, con conseguente paralisi di ogni attività investigativa.

Possiamo pertanto dire che la polizia si soffermerà solamente su quei numeri presenti sul cellulare dello spacciatore che sono stati maggiormente contattati: ad esempio, il numero a cui lo spacciatore ha chiamato quando ha capito di avere le forze dell’ordine alle calcagna.

Il fatto di essere presenti sul telefono dello spacciatore non significa, di per sé, granché, considerato che:

  • lo spacciatore potrebbe essere chiunque, anche un professionista o una normalissima persona da cui ci si aspetterebbe tutto tranne che si mettesse a cedere sostanza stupefacente;
  • lo spacciatore potrebbe avere salvati in rubrica i numeri dei suoi clienti più fedeli i quali, però, essendo dei semplici acquirenti, non rischiano nulla dal punto di vista penale.

Cosa fare se la polizia chiede informazioni?

Mettiamo il caso che un tuo amico sia stato arrestato per spaccio e che tra le chiamate effettuate nell’ultimo periodo ne risultano molte indirizzate al tuo numero; oppure, ci sono molte chat in cui viene fatto il tuo nome. La polizia, che è alla ricerca della rete di spacciatori che ruotava intorno all’arrestato, pensa di venire a fare una capatina a casa tua oppure di convocarti in questura. Cosa fare? Come comportarsi se la polizia chiede informazioni?

Non c’è dubbio che tu debba collaborare. Non si tratta solamente di un senso civico o di un dovere morale, ma della necessità di rispettare alcune norme che, se violate, farebbero ricadere molti sospetti su di te, oltre che farti incorrere in reato.

Diciamo innanzitutto che la polizia può raccogliere sommarie informazioni [2] presso le persone che ritiene informate sui fatti e che, un domani, potrebbero testimoniare durante il processo. Inutile trincerarsi dietro il silenzio, oppure accampare la scusa dell’avvocato: quando si viene ascoltati dalla polizia semplicemente in qualità di persone informate sui fatti non spettano questi diritti.

La musica cambia nel caso in cui, durante l’escussione, la polizia dovesse rendersi conto che stanno emergendo indizi di colpevolezza a carico della persona che sta narrando i fatti: in tal caso, le autorità sono obbligate a interrompere le operazioni e ad avvertire la persona che ha diritto di nominare un avvocato e, soprattutto, di non rendere più dichiarazioni se non alla sua presenza [3].

Ricapitolando, dunque:

  • se la polizia vuole sentirti solamente perché ritiene che tu possa fornire qualche indicazione utile per le indagini, allora non ti resta che collaborare. Non hai diritto all’avvocato né a rimanere in silenzio;
  • se la polizia vuole sentirti in qualità di indagato, oppure qualora tale qualità emergesse durante l’escussione fatta nelle modalità di cui sopra, allora deve avvisarti che hai il diritto di nominare un avvocato di fiducia (il quale è obbligato a presenziare al compimento dell’atto) e che, in assenza, te ne verrà nominato uno d’ufficio. Hai inoltre il diritto di rimanere in silenzio, cioè di non rispondere alle domande che ti verranno poste, anche perché le dichiarazioni rese potranno sempre essere utilizzate nei tuoi confronti. Infine, devi essere avvertito del fatto che, se renderai dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilità di altri, assumerai, in ordine a tali fatti, la qualità di testimone.  Tutte le dichiarazioni raccolte senza osservare queste fondamentali garanzie sono inutilizzabili.

Cosa succede se non collaboro con la polizia?

Se la polizia, dopo aver trovato il tuo numero sul cellulare dello spacciatore, ti chiede di collaborare e tu rifiuti, potresti incorrere in reato. Tutto dipende, però, dalle modalità con cui verrai sentito:

  • se sei solo una persona informata sui fatti, mentire alla polizia potrebbe costarti l’incriminazione per favoreggiamento [4];
  • se sei indagato, allora non soltanto potrai avvalerti della facoltà di non rispondere, ma potrai anche mentire pur di salvarti da eventuali responsabilità penali. Ciò che non potrai fare, invece, è mentire sulla tua identità o rifiutarti di dare le tue generalità: in questa ipotesi, commetteresti reato [5].

note

[1] Art. 73, d.P.R. n. 309/1990.

[2] Art. 351 cod. proc. pen.

[3] Art. 350 cod. proc. pen.

[4] Art. 378 cod. pen.

[5] Artt. 495 e 651 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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