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Manovra: 5mila occupati a rischio

17 Dicembre 2019
Manovra: 5mila occupati a rischio

Il direttore di Assobibe, Dabiankov: «delusi e preoccupati, ci sentiamo dei bancomat».

Quale impatto avranno la plastic tax e la sugar tax contenute in Manovra?

Il direttore di Assobibe David Dabiankov spiega all’AdnKronos che «Questa manovra introduce due tasse molto significative, non sostenibili, che mettono a repentaglio investimenti, crescita e posti di lavoro da quando entreranno in vigore, e noi auspichiamo che ci sia un ripensamento: si tratta di 5mila occupati a rischio, un calo delle vendite superiore al 10% e unacontrazione conseguente di attività e investimenti nel nostro Paese».

Dalle stime, che Assobibe ha fatto eseguire all’ente di ricerca TradeLab, «emerge anche un impatto per le pmi molto penalizzante perché la maggior parte di queste rischiano di andare in perdita di esercizio per l’impatto sui bilanci di queste nuove tasse», sottolinea Dabiankov.

Insomma, «siamo delusi e preoccupati per queste misure insostenibili per il comparto e che creano forti incertezze. Le imprese lavorano su investimenti pianificati e budget pluriennali e l’idea che tra sei mesi lo Stato prenda il 20% del fatturato in nuove tasse può generare solo ulteriori danni e preoccupazioni».

Per quanto riguarda la sugar tax «non è cambiato nulla, al di là dello slittamento di sei mesi. Sono rimasti 10 centesimi al litro su prodotti che vengono venduti a 40-50 centesimi ai dettaglianti; è rimasta inalterata la tassazione anche sulle bevande senza zucchero e c’è un aumento del 28% della pressione fiscale sul litro – continua il direttore di Assobibe – Sulla plastica, la riduzione è stata importante ma rimane comunque un’imposta che aumenta del 60% il costo di approvviggionamento che pagheranno i nostri produttori per confezionare bevande analcoliche».

Cosa fare? «In questa fase serve poter dialogare, cosa che finora non è stata possibile, per vedere eventuali interventi nei mesi successivi perché la manovra è blindata alla Camera. Auspichiamo di essere convocati e di poter aprire un tavolo, visto che il settore non ha avuto questa possibilità, diversamente da altri e nonostante le richieste dei nostri lavoratori e delle nostre imprese, per poter approfondire i termini delle contraddizioni di queste previsioni che non facilitano nessun percorso di transizione né di miglioramenti di packaging o di prodotto ma prendono solo nuove tasse».

Nessuna convocazione finora, nonostante «abbiamo chiesto un incontro al Mise e alla Presidenza del Consiglio registrando la non disponibilità. Nel mentre, abbiamo segnalato all’autorità per la
concorrenza le diverse discriminazioni costituzionali e i profili che alterano il mercato della concorrenza», aggiunge il direttore di Assobibe, che sottolinea: «Il premier dice di aver dato tempo alle aziende per adeguarsi a nuovi modelli di produzione ma in realtà le norme non contengono niente di tutto ciò e non ci sono obiettivi, deroghe o possibilità: semplicemente si introduce una tassa a
prescindere da percorsi e fasi di transizione. Ci sentiamo molto dei bancomat».

Poi «ci sono contraddizioni forti: la sugar tax mira a ridurre i consumi di zucchero per contrastare alcune patologie. Se lo zucchero fosse solo nelle bibite analcoliche si potrebbe capire… le riflessioni forse dovrebbero essere un po’ più estese», conclude Dabiankov.



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