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Subappalto: come funziona

17 Dicembre 2019 | Autore:
Subappalto: come funziona

Le regole modificate e quelle congelate dopo lo Sblocca cantieri: percentuali massime, pagamenti, divieti di assegnazione e verifiche.

Come recita la legge, il subappalto è «il contratto con cui l’appaltatore affida a terzi l’esecuzione di parte delle prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto principale» [1]. Per intenderci in parole semplici: se io commissiono un lavoro di ricostruzione di una vecchia casa che ho ereditato, l’impresa appaltatrice può, a sua volta, subappaltare ad un’altra ditta una parte delle opere in cui è specializzata (ad esempio, tutto il lavoro di gronde e pluviali). Ci sono, comunque, dei vincoli. Rivisti, peraltro, nel corso del 2019 prima con un decreto legge che ha introdotto una parziale liberalizzazione del subappalto in fase di esecuzione e, successivamente, con altre norme approvate in sede di conversione del Dl in legge. È importante quindi sapere, per quanto riguarda il subappalto, cos’è cambiato con la nuova legge rispetto a quella precedente, datata 2016.

Una delle novità riguarda la percentuale del lavoro che si può subappaltare, cioè cedere ad un terzo. Questo è uno dei vincoli che citavamo prima: se faccio un contratto con te, non è che poi la maggior parte del lavoro puoi fargliela fare ad un altro. Tale percentuale è vista rivista ben due volte. Altre novità riguardano il rapporto con il subappaltatore ed il grave inadempimento nei suoi confronti.

Quello che può mandare in confusione è il fatto che nel corso del 2019 prima è stato modificato il decreto legislativo del 2016 e poi sono state cambiate alcune regole del decreto legge che aveva mutato quello precedente. Insomma, è stata fatta la modifica della modifica. Facciamo chiarezza, allora, e vediamo cos’è cambiato con la nuova legge sul subappalto.

Subappalto: come funzionava finora

La vecchia disciplina del 2016 stabiliva, tra le altre cose, che il subappalto non superasse la soglia del 30% dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture.

Impediva anche di assegnare un subappalto a chi avesse partecipato alla procedura per l’affidamento dell’appalto stesso e obbligava ad indicare la terna di subappaltatori in sede di offerta nel caso in cui i lavori, i servizi o le forniture fossero di importo pari o superiore alle soglie fissate dalla legge o riguardassero le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa, indipendentemente dall’importo a base della gara.

Inoltre, se l’appalto aveva come oggetto più tipologie di prestazioni, occorreva indicare la terna di subappaltatori con riferimento ad ogni tipologia di prestazione omogenea prevista nel bando.

Altro vincolo fissato dalla vecchia legge riguardava il pagamento del subappalto: la stazione appaltante – recitava il decreto del 2016 – doveva corrispondere direttamente al subappaltatore l’importo dovuto per le prestazioni eseguite quando il subappaltatore stesso fosse una microimpresa o una piccola impresa oppure su richiesta del subappaltatore e se la natura del contratto lo consentiva.

Subappalto: com’è stato modificato la prima volta

Nell’aprile del 2019, è stato approvato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge recante «disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi strutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di interventi sismici», noto come decreto Sblocca cantieri [2]. Tale provvedimento contiene, come accennato in precedenza, alcune modifiche al subappalto.

Prima di tutto, veniva alzata dal 30% al 50% la quota relativa all’importo complessivo dei lavori, dei servizi o delle forniture. Dopodiché, si abrogava il divieto di subappalto a chi avesse partecipato alla procedura per l’affidamento dell’appalto e l’obbligo di indicare la terna di subappaltatori in sede di offerta nel caso in cui i lavori, i servizi o le forniture fossero di importo pari o superiore alle soglie fissate dalla legge o riguardassero le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa, indipendentemente dall’importo a base della gara.

Per quanto riguarda il pagamento del subappaltatore, il nuovo decreto legge abrogava l’obbligo di corrispondere direttamente dalla stazione appaltante quanto dovuto nel caso in cui il subappaltatore fosse una microimpresa o una piccola impresa, mentre restava valida l’eventualità di dover pagare su richiesta del subappaltatore (la frase «se la natura del contratto lo consente» veniva eliminata).

Subappalto: cosa dice la versione definitiva

Il decreto lege a cui abbiamo appena fatto riferimento è stato convertito in legge due mesi dopo [3] ed ha ulteriormente modificato alcuni punti della normativa.

In linea generale, va sottolineato il fatto che le modifiche apportate dal decreto legge di aprile vengono trasformate in «sospensioni» a carattere provvisorio fino al 31 dicembre 2020. Fino a quella data, pertanto, le nuove regole del subappalto dicono che:

  • non è possibile superare la soglia del 40% del valore complessivo dell’appalto. Saranno le stazioni appaltanti a stabilire la percentuale precisa, purché non superi quella quota;
  • resta sospeso l’obbligo di indicare la terna dei subappaltatori in gara, anche in caso di concessioni;
  • sono sospese le verifiche sul subappaltatore in sede di gara.

Da ciò si deduce che, almeno fino al 31 dicembre 2020, non c’è l’obbligo per chi concorre ad un appalto di dimostrare l’assenza di motivi di esclusione dei subappaltatori. Pertanto, non è possibile applicare il motivo di esclusione per il mancato possesso dei requisiti. A meno che si tratti dei requisiti di moralità: in questo caso vanno dimostrati al momento di richiedere l’autorizzazione al subappalto.

Tra le modifiche fatte dal decreto legge di aprile che sono state definitivamente affossate dalla nuova legge, occorre segnalare l’abrogazione del divieto di subappalto a chi ha partecipato alla procedura per l’affidamento dell’appalto. Significa che chi ha preso parte alla gara non può avere un subappalto per la stessa opera.

Rimane, inoltre, a differenza di quanto stabilito dal decreto di aprile, l’obbligo di pagare direttamente il subappaltatore in questi casi:

  • quando è una microimpresa o una piccola impresa;
  • quando c’è inadempimento da parte dell’appaltatore;
  • quando il subappaltatore lo chiede e se la natura del contratto lo consente.

note

[1] Art. 105 co. 2 Dlgs. n. 50/2016 noto come Codice degli appalti.

[2] Dl n. 32/2019 noto come Sblocca cantieri in vigore dal 19.04.2019.

[3] Legge n. 55/2019 del 14.06.2019.


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