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Segnalazione come assuntore di sostanze stupefacenti

25 Dicembre 2019 | Autore:
Segnalazione come assuntore di sostanze stupefacenti

Conseguenze legali per chi viene trovato in possesso di droga per uso personale: segnalazione al prefetto, sanzioni amministrative, percorso terapeutico.

Probabilmente sarai a conoscenza del fatto che, in Italia, fare uso di droghe non è reato; lo è, invece, spacciare o cedere (anche gratuitamente) sostanze stupefacenti. È possibile che, soprattutto da giovane, tu abbia assunto qualche sostanza, per lo più in compagnia di amici, durante le feste o in discoteca; qualche spinello e niente di più. Devi sapere, però, che il consumo di droga, anche quando esclusivamente personale, costituisce comunque un illecito dal quale derivano precise conseguenze. Con questo articolo ti parlerò della segnalazione come assuntore di sostanze stupefacenti.

Ciò che ti ho appena detto ti parrà un controsenso, ma in realtà non è così: drogarsi non è reato, ma è un illecito amministrativo sanzionato dalla prefettura. Dunque: se fumi marijuana o fai uso di altre sostanze (magari più pesanti) rischi di incorrere in sanzioni, sebbene tu non possa andare in carcere o subire un processo penale. Insomma: la droga per uso personale non è illecito penale, ma amministrativo. Chi si droga, quindi, corre il serio rischio di subire una segnalazione come assuntore di sostanze stupefacenti. Di cosa si tratta? Quali sono le conseguenze? Scopriamolo insieme.

Uso personale di droga: cosa dice la legge?

Come anticipato nell’introduzione, l’uso personale di sostanze stupefacenti non costituisce reato: ciò significa che puoi fumare uno spinello o assumere altre droghe senza il rischio di incorrere in un procedimento penale. Lo stesso accade se vieni colto nel momento di acquistare la sostanza: mentre lo spacciatore verrà arrestato, tu verrai solamente segnalato alla prefettura territorialmente competente (sempreché non debbano essere svolte delle indagini anche su di te).

Sanzioni per l’uso personale di sostanze stupefacenti

Fondamentale per comprendere quali conseguenze comporta la segnalazione come assuntore di sostanze stupefacenti è capire cosa prevede l’ordinamento giuridico.

La legge [1] dice che chiunque, per farne uso personale, illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti è sottoposto, per un periodo da due mesi a un anno, se si tratta di cosiddette droghe pesanti, e per un periodo da uno a tre mesi, se si tratta di droghe leggere, a una o più delle seguenti sanzioni amministrative:

  • sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;
  • sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla;
  • sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli;
  • sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario.

Sempre la legge dice che qualora, al momento dell’accertamento, l’interessato abbia la diretta e immediata disponibilità di veicoli a motore, gli organi di polizia procedono altresì all’immediato ritiro della patente di guida. Qualora la disponibilità sia riferita ad un ciclomotore, gli organi accertatori ritirano anche il certificato di idoneità tecnica, sottoponendo il veicolo a fermo amministrativo. Il ritiro della patente di guida, nonché del certificato di idoneità tecnica e il fermo amministrativo del ciclomotore hanno durata di trenta giorni.

Segnalazione come assuntore di droghe: cosa succede?

Chi viene trovato in possesso di sostanze stupefacenti viene segnalato alla prefettura presente sul territorio, la quale dovrà provvedere a comminare una delle sanzioni sopra viste, in base anche alle circostanze in cui è maturato l’illecito.

Qualora sia evidente che l’assuntore di droghe non sia un tossicodipendente, che la sua condotta non sia grave (ad esempio, perché è stato trovato in possesso di un solo spinello) e che ricorrono elementi tali da far presumere che la persona si asterrà, per il futuro, dal commetterla nuovamente, in luogo della sanzione, e limitatamente alla prima volta, il prefetto può definire il procedimento con il formale invito a non fare più uso delle sostanze stesse, avvertendo il soggetto delle conseguenze a suo danno. Si tratta, in questo caso, di un semplice ammonimento a non fare più uso di droghe.

Al contrario, se il prefetto ritiene di dover approfondire la violazione e di sanzionarla, il procedimento si svolge nel seguente modo. Entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione della segnalazione come assuntore di sostanze stupefacenti, il prefetto, se ritiene fondato l’accertamento della polizia (la quale, dopo aver trovato la sostanza stupefacente, deve immediatamente sequestrarla e farla esaminare), adotta apposita ordinanza convocando la persona segnalata per valutare, a seguito di colloquio, le sanzioni amministrative da irrogare e la loro durata nonché, eventualmente, per formulare l’invito a seguire un programma terapeutico di recupero (di cui ti parlerò più diffusamente nel prossimo paragrafo).

L’ordinanza che ritiene fondato l’accertamento è adottata entro centocinquanta giorni dalla ricezione degli scritti difensivi (se presentati) o dallo svolgimento dell’audizione (ove richiesta); con la stessa ordinanza il prefetto convoca la persona segnalata per sentirla nuovamente.

La mancata presentazione al colloquio comporta l’irrogazione automatica delle sanzioni amministrative di cui al paragrafo superiore. Nel caso di impossibilità a presenziare, pertanto, è indispensabile giustificare l’assenza con adeguata documentazione attestante la natura e la durata dell’impedimento. Il non ottemperare a ciò comporta l’automatica applicazione delle sanzioni amministrative viste nel paragrafo precedente.

Avverso l’ordinanza con cui il prefetto ritiene fondato l’accertamento e convoca la persona segnalata può essere proposta opposizione al giudice di pace, entro il termine di dieci giorni dalla notifica. Nel caso di minore l’opposizione viene proposta al Tribunale per i minorenni.

Avverso il decreto con il quale il prefetto irroga le sanzioni amministrative viste nel paragrafo precedente ed eventualmente formula l’invito a sottoporsi a un programma di recupero, può essere fatta opposizione entro trenta giorni dinanzi al giudice di pace ovvero, nel caso di minorenne, dinanzi al Tribunale per i minorenni [2].

Il programma terapeutico per gli assuntori di droghe

Come detto, l’individuo trovato con la droga, oltre che subire le sanzioni che il prefetto riterrà più opportune, può anche essere invitato a seguire un programma terapeutico e socio-riabilitativo in relazione alle proprie specifiche esigenze, predisposto dal servizio pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio.

È appena il caso di sottolineare che il prefetto proporrà un piano di recupero a colui che è stato segnalato come assuntore di droghe solamente nel caso in cui sia evidente il suo stato di tossicodipendenza.

D’altronde, la legge stessa dice che il prefetto, nel corso del procedimento, quando venga a conoscenza di persone che facciano uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, deve farne segnalazione al servizio pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio.

In tal caso, il servizio pubblico per le tossicodipendenze ha l’obbligo di chiamare la persona segnalata per la definizione di un programma terapeutico e socio-riabilitativo.

Se risulta che l’interessato si sia sottoposto, con esito positivo, al programma di recupero, il prefetto adotta il provvedimento di revoca delle sanzioni, dandone comunicazione al questore e al giudice di pace competente.

note

[1] Art. 75 d.P.R. n. 309/1990.

[2] Art. 8, d. lgs. n. 150/2011.

Autore immagine: 123rf.com


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