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Collaboratrice in gravidanza: come astenersi dal lavoro

28 Dicembre 2019 | Autore:
Collaboratrice in gravidanza: come astenersi dal lavoro

Lavoratrici parasubordinate: congedo e indennità di maternità, come richiederli, requisiti, che cosa spetta.

Per garantire un’adeguata tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e favorire la flessibilità in merito ai tempi ed ai luoghi di lavoro, il Jobs Act autonomi [1] ha introdotto rilevanti modifiche al testo unico in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità [2].

Nello specifico, anche le lavoratrici parasubordinate, o collaboratrici (co.co.co.), e le libere professioniste iscritte presso la gestione Separata hanno diritto, così come le lavoratrici dipendenti, all’astensione dal lavoro per maternità ed alla relativa indennità.

Le lavoratrici autonome, nel dettaglio, possono ottenere l’indennità per maternità senza astenersi effettivamente dal lavoro. In ogni caso, per aver diritto all’indennità, sia le professioniste che le collaboratrici devono risultare iscritte in via esclusiva alla gestione Separata dell’Inps.

Facciamo allora il punto sulla collaboratrice in gravidanza: come astenersi dal lavoro, come richiedere l’indennità di maternità e quanto spetta.

Non bisogna dimenticare che anche i padri lavoratori, iscritti in via esclusiva presso la gestione separata, possono aver diritto all’indennità, purché si siano verificati la morte o la grave infermità della madre, o l’abbandono del bambino, oppure l’affidamento esclusivo al padre.

Quali requisiti per l’indennità di maternità gestione separata?

Le professioniste e le collaboratrici, per aver diritto all’indennità di maternità in qualità di iscritte alla gestione separata, devono possedere i seguenti requisiti:

  • iscrizione alla gestione separata in via esclusiva, col versamento dell’aliquota aggiuntiva dello 0,72% per almeno una mensilità nei 12 mesi precedenti i 2 mesi anteriori alla data del parto;
  • in caso di adozione o affidamento, è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata in via esclusiva, col versamento dell’aliquota aggiuntiva dello 0,72% per almeno una mensilità nei 12 mesi precedenti i 2 mesi anteriori all’ingresso in famiglia del bambino, a prescindere dall’età al momento dell’adozione o dell’affidamento, fino al compimento della maggiore età dello stesso.

Diritto all’indennità di maternità o paternità a prescindere dall’astensione dal lavoro

Per le iscritte in via esclusiva presso la gestione separata, la tutela della maternità avviene nelle forme e con le modalità previste per il lavoro dipendente, a prescindere dall’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

Questa disposizione, introdotta attraverso il cosiddetto Jobs Act dei lavoratori autonomi [1], vale per il periodo di astensione obbligatoria, ossia per i due mesi antecedenti al parto ed i tre mesi successivi, salvo flessibilità.

In altre parole, per la generalità delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla Gestione separata (sia parasubordinati che liberi professionisti), la tutela della maternità obbligatoria non è più condizionata dall’obbligo di astensione dall’attività lavorativa, a differenza del previgente regime normativo.

Le nuove disposizioni si applicano sia agli eventi “parto”, sia alle adozioni o affidamenti preadottivi nazionali o internazionali.

Non è dunque più necessario, ai fini dell’erogazione dell’indennità di maternità o paternità, produrre le dichiarazioni di astensione dall’attività lavorativa. Di conseguenza, la percezione di compensi nel periodo di corresponsione dell’indennità di maternità o paternità non preclude l’erogazione dell’indennità stessa.

Parto fortemente prematuro e parto successivo alla data presunta

In caso di parto fortemente prematuro (cioè avvenuto in data antecedente all’inizio del periodo indennizzabile), nonché di parto avvenuto successivamente alla data presunta, l’indennità di maternità o paternità viene erogata riconosciuta dall’Inps a prescindere dall’effettiva astensione dal lavoro, anche nell’ipotesi in cui il periodo indennizzato superi i 5 mesi e un giorno.

Flessibilità del congedo di maternità

Per gli iscritti alla Gestione separata che vogliano astenersi dal lavoro durante i periodi di maternità/paternità, è possibile avvalersi delle disposizioni in materia di flessibilità del congedo di maternità.

La lavoratrice deve comunicare all’Inps che intende avvalersi della flessibilità, selezionando l’apposita dichiarazione nella domanda telematica di indennità di maternità, e deve presentare la certificazione medica al proprio committente (non all’Inps).

La dichiarazione consente all’istituto di individuare il periodo di riferimento nel quale verificare la presenza del mese di contribuzione, che coincide con i dodici mesi interi precedenti l’inizio del diverso periodo di congedo richiesto dall’interessata.

Rinvio e sospensione del congedo di maternità o paternità

Se l’iscritta alla gestione Separata desidera astenersi dal lavoro durante il periodo di maternità, continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di rinvio e sospensione del congedo di maternità, in caso di ricovero del neonato.

In base alle nuove disposizioni, l’Inps necessita delle sole comunicazioni della data di sospensione e della data di fine della sospensione, mentre non sono più necessarie:

  • la dichiarazione di responsabilità di aver comprovato il ricovero del figlio presso struttura sanitaria pubblica o privata, e di aver consegnato preventivamente l’attestazione medica nella quale si dichiara la compatibilità del proprio stato di salute con la ripresa dell’attività lavorativa;
  • la dichiarazione contenente la data delle dimissioni del bambino.

Considerando che l’Inps eroga l’indennità di maternità o paternità a prescindere dall’effettiva astensione dall’attività lavorativa, queste dichiarazioni non sono più rilevanti per l’erogazione dell’indennità stessa.

Interdizione anticipata e prorogata dal lavoro

Poiché le nuove disposizioni non riguardano i provvedimenti di interdizione anticipata e prorogata dal lavoro, le iscritte alla gestione Separata hanno l’obbligo di astensione dal lavoro durante i periodi di interdizione.

In questi casi, in assenza di effettiva astensione, l’Inps non riconosce la relativa indennità.

A quanto ammonta l’indennità di maternità presso la gestione Separata?

L’indennità di maternità è pari all’80% di 1/365° del reddito derivante da attività di collaborazione coordinata e continuativa (per le collaboratrici o i collaboratori) o libero professionale (per le professioniste ed i professionisti).
Per collaboratrici e collaboratori, si fa riferimento al reddito effettivamente percepito nel periodo di riferimento (i 12 mesi che precedono l’inizio del periodo indennizzabile, quando l’anzianità assicurativa è pari o superiore a 12 mesi).

Per i liberi professionisti si fa riferimento al reddito annuale risultante dalla dichiarazione dei redditi.
Il reddito cui si fa riferimento, in ogni caso, è l’imponibile contributivo, nei limiti del minimale e del massimale annuo di reddito.

Qui Come si calcola l’indennità di maternità per gli iscritti alla gestione separata.

Come si chiede l’indennità di maternità presso la gestione separata?

L’indennità di maternità viene corrisposta alla collaboratrice, o alla libera professionista, direttamente dall’Inps.

Deve essere richiesta presentando un’apposita istanza, esclusivamente in via telematica, attraverso i seguenti canali:

  • sito web dell’Inps, tramite codice Pin dispositivo, Spid o carta nazionale dei servizi;
  • call center dell’Inps, al numero 803.164 o 06.164.164 da telefono mobile; occorre comunque il codice pin dispositivo;
  • servizi telematici del patronato.

In caso di richiesta tramite web, la documentazione utile per ottenere l’indennità può essere allegata in un’apposita sezione dell’applicazione.

È indispensabile richiedere l’indennità di maternità tempestivamente, in quanto il relativo diritto si prescrive entro un anno dalla fine del periodo indennizzabile.


note

[1] L. 81/2017.

[2] D.lgs. 151/2001.


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