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Ecco chi votano i giovani: un sondaggio sorprendente

17 Dicembre 2019
Ecco chi votano i giovani: un sondaggio sorprendente

Quali sono le preferenze elettorali dei giovani? La fascia dai 18 ai 34 anni ribalta i risultati tradizionali di partiti e movimenti.

Oggi, nella giornata dell’innovazione ideata dall’Angi (Associazione nazionale giovani innovatori) e svolta nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, durante la consegna dei premi “Oscar innovazione” alle aziende che si sono maggiormente distinte nel 2019 in tutti i campi imprenditoriali c’è stata una sorpresa, raccolta e diffusa ora dalla nostra agenzia stampa Adnkronos.

Nel corso della premiazione Angi, Roberto Baldassari, direttore del comitato scientifico dell’Associazione e direttore generale MG Research, ha presentato il terzo ‘Rapporto giovani & innovazione 2019-lavoro, innovazione e social life’, realizzato in collaborazione con Angi. Lo studio mette in luce le aspettative della popolazione italiana maggiorenne, con particolare riferimento alla fascia che va da 18 ai 34 anni, su temi che riguardano lavoro, economia e politica.

Tra le domande del sondaggio, i motivi che spingono i giovani ad andare a votare ed anche quali preferenze esprimono. Sono state diverse le risposte dei giovani sui motivi che li inducono ad andare alle urne anziché astenersi: la fiducia verso un partito o un candidato è preponderante (60%), mentre la volontà di protestare è un fattore decisivo per il 33%.

Ed ecco le sorprese: le intenzioni di voto della fascia giovanile premiano il Partito Democratico (27,5%), che invece raccoglie meno consensi (19,1%) considerando l’intero campione. Al contrario, la Lega ‘sfonda’ sul campione totale (33%), ma fa meno proseliti tra i giovani (23,8%). Terza forza, il Movimento Cinque Stelle (17,1% nella fascia verde dato in linea con quello registrato per il totale intervistati). Significativo il caso di Più Europa che  conferma, come da tradizione del partito radicale, di avere un forte appeal tra i ragazzi (7,7%), che non trova però riscontro sul totale del campione (-5,6%).

Illuminanti anche le risposte sull’occupazione: la fuga dei cervelli è ritenuta un problema nazionale dal 72% degli intervistati più giovani, che a grande maggioranza (71%) vedono la richiesta di esperienza minima come la più grande barriera al loro ingresso nel mondo del lavoro. Quanto alla laurea, per il 44% può essere addirittura un fattore negativo, visto che le imprese spesso virano verso manodopera meno qualificata.


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Autore immagine: 123rf.com


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