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Manovra blindata: la critica anche il presidente della Camera

17 Dicembre 2019
Manovra blindata: la critica anche il presidente della Camera

La manovra arriverà alla Camera solo il 22 dicembre e sarà posta la fiducia; il presidente Fico critica la compressione dei tempi che impedisce il dibattito.

La manovra approderà in aula alla Camera domenica 22, giorno nel quale il Governo intende porre anche la fiducia con l’obiettivo del voto in aula lunedì 23, come ha appreso l’agenzia stampa Adnkronos. Il timing fissato dalla  conferenza dei capigruppo a Montecitorio per l’iter di approvazione definitiva della legge di Bilancio già varata ieri sera dal Senato ha rinnovato le polemiche dell’opposizione sulla scelta di ‘blindare‘ il provvedimento e procedere con un voto che inevitabilmente, visti i tempi così ristretti, non potrà che essere meramente confermativo da parte dei deputati. Si o no, dunque, senza un vero dibattito parlamentare.

Così il leader della Lega Matteo Salvini ha preannunciato un ricorso alla Corte Costituzionale: “Questa è una manovra blindata. La Lega farà ricorso alla Corte Costituzionale, perché si sono fregati di tutto e di tutti… sui tempi e i contenuti della manovra, anche sui modi e sulla mancanza di democrazia e trasparenza”.

Ma alle critiche politiche dell’opposizione si aggiungono stavolta anche quelle istituzionali, che provengono dal massimo rappresentante della Camera dei deputati, il presidente Roberto Fico. “Siamo purtroppo davanti a una compressione dei tempi che non permette di lavorare nel modo migliore. Non dovevamo essere costretti ad avere i tempi di discussione ridotti come avvenuto lo scorso anno. Su questo rinnovo il mio appello al governo affinché questa situazione non si ripeta più”, ha scritto su Facebook Fico.

La scelta di procedere con due sole letture per l’approvazione della Finanziaria invece delle consuete tre, di fatto taglia fuori dall’esame la commissione Bilancio alla Camera presieduta dal deputato leghista anti-euro Claudio Borghi. E strali sull’iter del ddl arrivano anche da Fratelli d’Italia. “Abbiamo chiesto di avere tempo per esaminare la manovra, ma i tempi sono stato ridotti al minimo”, ha detto Francesco Lollobrigida di FdI. ”Il calendario è stato approvato dalla maggioranza con il nostro ‘no’ per chiudere prima di Natale. L’anno scorso il Pd protestò sulla contrazione dei tempi, mai una Camera ha avuto tempi così stretti, denunceremo questo fatto in ambiti extraparlamentari e parlamentari, siamo pronti a ricorrere in termini legali”, ha attaccato.

Sulla questione dei tempi troppo corti imposti dall’esecutivo al Parlamento per l’esame dei provvedimenti, è intervenuta oggi, oltre al presidente della Camera, anche il presidente del Senato Elisabetta Casellati, per come informa l’agenzia stampa Adnkronos. “Non si tratta di un problema riferibile esclusivamente a questa legislatura, ma negli ultimi anni la questione dei tempi di esame dei disegni di legge di iniziativa governativa sta assumendo una dimensione preoccupante. Il Parlamento va rispettato, i senatori e i deputati vanno ascoltati”, ha detto Casellati.


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Autore immagine: 123rf.com


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