Diritto e Fisco | Articoli

Cos’è il nucleo familiare

13 Gennaio 2020
Cos’è il nucleo familiare

Cosa si intende per nucleo familiare e da chi è composto.

Quando chiediamo determinate agevolazioni fiscali – ad esempio, il reddito di cittadinanza o una borsa di studio per i nostri figli – ci viene richiesto l’Isee (Indicatore Situazione Economica Equivalente) che serve a misurare la ricchezza di una famiglia. Per calcolarlo, occorre fare riferimento al nucleo familiare del richiedente. Ma esattamente, cos’è il nucleo familiare?  Niente paura: in questo articolo troverai tutte le informazioni necessarie.

Lo stato di famiglia

Lo stato di famiglia è un certificato che riporta la composizione della famiglia anagrafica, cioè l’insieme di persone – legate da un vincolo di matrimonio, di parentela, di affinità, di tutela o semplicemente affettivo – che vivono all’interno di uno stesso appartamento. Si pensi, ad esempio, ad una famiglia composta dai genitori, dai figli e dalla nonna vedova.

Ma attenzione: lo stato di famiglia può essere composto anche da una sola persona, se abita per conto suo: ad esempio, una ragazza single o un divorziato senza figli.

Non rientrano, invece, nello stato di famiglia:

  • i soggetti deceduti;
  • i soggetti residenti all’estero, salvo che si tratti del coniuge iscritto all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire).

Pertanto, per fare parte dello stato di famiglia la condizione necessaria è la coabitazione, cioè avere la residenza nella stessa abitazione.

Lo stato di famiglia può essere di due tipologie:

  • storico (detto anche originario), permette di attestare la composizione originaria di un nucleo familiare, cioè come era composta la famiglia prima che i figli si trasferissero;
  • semplice (detto anche ordinario), indica la situazione familiare attuale.

Puoi richiedere lo stato di famiglia in qualunque momento all’ufficio anagrafe del Comune di residenza, presentando un documento d’identità in corso di validità.

Cos’è il nucleo familiare?

Con il termine nucleo familiare si fa riferimento ad un gruppo di individui nel quale rientrano:

  • i soggetti componenti la famiglia anagrafica;
  • coloro che sono fiscalmente a carico del dichiarante, anche se con lui non conviventi. In particolare, sono considerati “soggetti a carico” il coniuge (purché non legalmente separato), i figli (e i loro discendenti), i genitori, i fratelli, le sorelle qualora abbiano un reddito lordo annuo inferiore a 2.840,51 euro (aumentato fino a 4.000,00 euro per i figli minori di 24 anni).

Stato di famiglia e nucleo familiare: differenza

A questo punto, ti starai chiedendo: che differenza c’è tra stato di famiglia e nucleo familiare? Il primo certifica chi è parente di chi e chi convive con chi, ad esempio i genitori, i figli e i nonni a condizione che vivano tutti sotto lo stesso tetto, cioè nello stesso appartamento.

Il nucleo familiare, invece, certifica chi è a carico di chi, anche se si tratta di familiari non conviventi. In altre parole, un nucleo familiare può essere formato da genitori che abitano a Milano e dalla figlia che abita a Roma (per motivi di studio o di lavoro), ma che dipende ancora da mamma e papà.

Da chi è composto il nucleo familiare

In generale, rientrano nel nucleo familiare:

  • il marito e la moglie, a prescindere dal fatto che questi risultino o meno nello stato di famiglia;
  • i figli minori conviventi, anche se sono a carico, ai fini Irpef, di altre persone;
  • i figli minori in affidamento preadottivo o temporaneo;
  • i figli maggiorenni a carico ai fini Irpef;
  • i soggetti che fanno parte dello stato di famiglia anagrafico;
  • i soggetti a carico Irpef, a prescindere dalla loro presenza nello stato di famiglia;
  • i soggetti che ricevono assegni alimentari dalla persona di cui sono a carico, che non risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria;
  • i figli minori conviventi con le persone a carico Irpef che non risultano dallo stato di famiglia, purché non affidati a terzi;
  • i figli minori del coniuge che non risiede con le persone che fanno parte dello stato di famiglia, i maggiorenni a carico Irpef e i minorenni affidatigli dal giudice.

Attenzione: marito e moglie appartengono a due nuclei familiari diversi solo nelle seguenti ipotesi:

  • separazione legale;
  • divorzio;
  • nullità del matrimonio;
  • decadenza della potestà genitoriale;
  • allontanamento dalla residenza familiare;
  • provvedimenti temporanei e urgenti del giudice che consentono la diversa residenza.

Nucleo familiare: cosa cambia per il reddito di cittadinanza?

Ai fini del Reddito di cittadinanza, sono state parzialmente modificate le regole che riguardano la composizione del nucleo familiare ai fini Isee.

La legge prevede infatti che fanno parte dello stesso nucleo familiare anche gli ex coniugi separati o divorziati, qualora vivano ancora insieme. Ovviamente, sono previsti controlli preventivi e successivi per chi evitare che si metta in scena una falsa separazione e che il cambio di residenza sia fittizio.

Per i figli non conviventi, invece, questi non sono compresi nel nucleo familiare dei propri genitori qualora si verifichino le seguenti condizioni:

  • hanno più di 26 anni;
  • non sono fiscalmente a loro carico (quindi, hanno un reddito superiore ai 4.000€ se Under 24 o superiore ai 2.840,51€ in ogni caso);
  • sono coniugati;
  • hanno figli.

Nucleo familiare e Isee

Stabilire chi parte del nucleo familiare è fondamentale per determinare correttamente l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (c.d. Isee). Per il calcolo del reddito familiare ai fini Isee è necessario considerare tutti quei soggetti c.d. fiscalmente a carico, che possono anche avere residenza diversa: ti è chiaro, quindi, che la famiglia anagrafica può non coincidere con il nucleo familiare.

Ci sono, tuttavia, dei casi particolari:

  • i coniugi che vivono in una residenza diversa fanno parte sempre dello stesso nucleo familiare ai fini Isee, in quanto fa fede la famiglia anagrafica di uno dei due o l’ultima residenza che hanno avuto insieme. Lo stesso vale per i coniugi separati, ma conviventi;
  • i coniugi separati e non conviventi: non fanno parte dello stesso nucleo familiare;
  • i figli che convivono con i nonni, rientrano nel nucleo familiare dei nonni se sono fiscalmente a loro carico. Se, invece, sono a carico dei genitori, rientrano nel nucleo di questi ultimi anche se vivono con i nonni;
  • i figli maggiorenni non conviventi anche questi fanno parte del nucleo familiare dei genitori se sono a loro carico ai fini Irpef, non sono sposati e non hanno dei figli.

Come uscire dal nucleo familiare

Per uscire dal nucleo familiare occorre cambiare la propria residenza e quindi traslocare in un’altra abitazione. Di recente, infatti, molte persone hanno effettuato cambi di residenza fittizi per poter beneficiare del reddito di cittadinanza. Devi sapere, però, che chi gioca a fare il furbetto, cioè dichiara un cambio di residenza quando invece abita sempre nello stesso appartamento, andrà incontro alle seguenti conseguenze: 

  • reclusione da 1 a 6 anni;
  • cancellazione dall’anagrafe comunale. In tal caso, si perdono i benefici socio-assistenziali;
  • impossibilità di ricevere una raccomandata importante, come ad esempio un atto giudiziario.

Uscire dal nucleo familiare senza cambiare la residenza

Forse non sai che esiste un modo per uscire dal nucleo familiare senza trasferirsi. Come? La risposta è molto semplice: dividere l’unità immobiliare in modo da creare due appartamenti indipendenti (quindi, dotati di due accessi separati, due diversi allacci ecc.).

Si pensi, ad esempio, a chi è disoccupato e non ha alcuna entrata, ma tuttavia convive ancora con i genitori e, proprio a causa del reddito di questi ultimi, non può accedere a sussidi e benefici assistenziali. Questo perché, ai fini del calcolo dell’Isee – appunto l’indicatore della ricchezza della famiglia – il reddito dei genitori si somma a quello dei figli.

Tuttavia, la divisione dell’unita immobiliare non è ammessa quando ci sia un divieto in tal senso nel regolamento condominiale oppure quando non lo consente la struttura dell’immobile.

La procedura per il frazionamento di un immobile prevede:

  • la richiesta di conformità urbanistica (da effettuare in Comune) e di conformità catastale (ottenibile dal Catasto); 
  • la Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (c.d. Cila) da consegnare in Comune;
  • registrazione della nuova proprietà con atto notarile.

In conclusione, frazionando l’immobile si avrebbero due famiglie nella stessa residenza, ma sarebbero comunque due unità locative diverse e quindi due diversi nuclei familiari.

Nucleo familiare e assegni familiari

Infine, per chi intende usufruire degli assegni familiari (prestazione economica riconosciuta dall’Inps) il nucleo familiare si ritiene così composto:

  • il richiedente (lavoratore dipendente, subordinato o parasubordinato, pensionato da lavoro dipendente);
  • coniuge non legalmente ed effettivamente separato, divorziato o che abbia abbandonato la famiglia;
  • figli di età inferiore ai 18 anni compiuti ovvero senza limiti di età qualora si trovino, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nella assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro. Tale situazione deve essere dichiarata con apposita certificazione, o copia autenticata, rilasciata dalla Asl o dalle preesistenti Commissioni sanitarie provinciali.
  • figli adottivi ed affiliati, quelli legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, quelli nati dal precedente matrimonio del coniuge, i minori regolarmente affidati dagli organi competenti a norma di legge nonché i nipoti viventi a carico degli ascendenti anche se non formalmente affidati (di età inferiore ai 18 anni);
  • figli maggiorenni fino a 21 anni se frequentanti una scuola secondaria di primo o secondo grado, un corso di formazione professionale, laurea o apprendisti se appartenenti ad un nucleo familiare composto da più di tre figli di età inferiore ai 26 anni;
  • nipoti, fratelli e sorelle non coniugati minorenni o maggiorenni se (cumulativamente) impossibilitati a dedicarsi ad un lavoro a causa di difetto fisico o mentale, orfani di entrambi i genitori e non titolari di pensione ai superstiti.

In conclusione, per stabilire l’importo dell’assegno va, quindi, calcolato il reddito complessivo di tutti i componenti il nucleo familiare percepito nell’anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno. Il reddito in questione è valido ai fini dell’assegno fino al 30 giugno dell’anno successivo.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube