Intercettazioni telefoniche per chi non paga le tasse

18 Dicembre 2019
Intercettazioni telefoniche per chi non paga le tasse

La legge di conversione ha abbassato le pene per l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e per la dichiarazione infedele.

Telefono sotto controllo solo per chi farà il furbo con il fisco per non pagare le tasse. Ieri, il Senato ha approvato, in via definitiva, il decreto fiscale (Dl 124/2019) collegato alla Legge di Bilancio: ora manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per rendere operative le nuove regole. Tra le novità spiccano la stretta sui reati tributari, le modifiche su ritenute e compensazioni in appalti e subappalti, la riforma del reverse charge di manodopera, compensazioni, fatture elettroniche, Pir. Scatta la custodia in carcere per chi non presenta la dichiarazione dei redditi. 

Il perno del collegato fiscale resta, però, la lotta all’evasione fiscale, vista dal Governo come la madre di tutte le battaglie (si pensi che lo stesso Conte, in un’intervista rilasciata ieri, ha dichiarato che, coi soldi provenienti dal recupero dei 100 miliardi di euro sottratti all’erario, intende tagliare le tasse fino al 50%).

In nome di questa battaglia, cambia anche la disciplina sulle intercettazioni telefoniche. In base all’articolo 266 del Codice di procedura penale, le intercettazioni di conversazioni o di comunicazioni telefoniche e di altre forme di telecomunicazione sono consentite, tra l’altro, nei procedimenti relativi ai delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a cinque anni. A seguito dell’innalzamento delle pene nel decreto legge fiscale, vi rientrano anche il delitto di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi (la cui pena massima era stata innalzata a sei anni), e di dichiarazione infedele (la cui pena massima era stata innalzata a cinque anni).

Per questi due delitti, la legge di conversione ha abbassato le pene inizialmente previste dal decreto del Governo: la reclusione massima è stata ridotta rispetto all’iniziale previsione e fissata rispettivamente in 5 anni (omessa dichiarazione) e 4 anni e 6 mesi (infedele dichiarazione).

Ne consegue che i delitti per i quali potranno essere svolte intercettazioni delle comunicazioni restano i medesimi del passato e precisamente: dichiarazione fraudolenta con documenti per operazioni inesistenti e mediante altri artifici, emissione di false fatture, occultamento e distruzione di scritture contabili, sottrazione fraudolenta del pagamento delle imposte nella forma aggravata, indebita compensazione con crediti inesistenti.


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