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Il Caf si paga?

18 Dicembre 2019 | Autore:
Il Caf si paga?

Dichiarazione ISEE, Red, Icric/frequenza, accas-PS, modello 730 e redditi, domanda reddito di cittadinanza: sono servizi a pagamento?

 Ti sei da poco recato al Caf del tuo quartiere per presentare la dichiarazione dei redditi e per la compilazione del modello F24 per il pagamento dell’Imu. Convinto che fosse tutto gratis, quando ti sei visto avanzare una richiesta di pagamento pari a 70 euro hai pensato subito ad un imbroglio.

Ma allora il Caf si paga? Oppure i servizi del Caf sono gratuiti soltanto per i tesserati e per chi ha sottoscritto apposite convenzioni?

Sul punto, a tutt’oggi, c’è molta disinformazione, ed è normale che tu sia confuso.

Innanzitutto, non devi confondere il Caf, centro di assistenza fiscale, col patronato, che invece è un ente riconosciuto dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il primo si occupa di assistere i cittadini prevalentemente nelle pratiche fiscali, mentre i patronati si occupano delle pratiche previdenziali, ad esempio della domanda di pensione, degli assegni familiari, di disoccupazione, di invalidità etc.

Caf e patronato si pagano?

Nella generalità dei casi, le pratiche dei patronati non sono a pagamento, in quanto vengono rimborsate dallo Stato: per ogni pratica è previsto un determinato punteggio (punti pratica), al quale è collegato uno specifico rimborso.

Al contrario, in gran parte dei casi le pratiche del Caf sono a pagamento, come la dichiarazione dei redditi e la compilazione dei modelli F24 per il versamento delle imposte.

Ci sono comunque delle pratiche, inerenti determinate prestazioni di assistenza, che i Caf devono svolgere gratuitamente. Di quali pratiche si tratta?

Tra le pratiche da portare a compimento a titolo gratuito figurano innanzitutto la dichiarazione ISEE, Il modello Red (dichiarazione reddituale per chi percepisce prestazioni dall’Inps collegate al reddito), il modello Icric/frequenza, per coloro che ricevono l’indennità di frequenza ma sono ricoverati, il modello AccAs/PS per i titolari di assegno sociale e di pensione sociale, che devono dichiarare eventuali ricoveri e soggiorni all’estero. Sono gratuite anche le domande di pensione di cittadinanza e di reddito di cittadinanza.

Per le pratiche a pagamento non è fissato un prezzo unico valido per tutti i Caf, ma i costi possono variare addirittura da sportello a sportello dello stesso Caf centrale. Inoltre, per determinate categorie di contribuenti, aderenti a specifiche convenzioni (cosiddetti tesserati) i costi possono essere agevolati. Ecco perché, nello stesso sportello Caf, un contribuente può pagare 30 euro per una dichiarazione modello 730, ed un altro può trovarsi a corrisponderne 70. Bisogna anche considerare la complessità della dichiarazione, sulla cui base i corrispettivi possono variare anche di parecchio (più modelli Cu, presenza di redditi di terreni, fabbricati, modello congiunto, situazioni particolari).

Perché il Caf si è fatto pagare per una pratica gratuita?

Se il personale del Caf al quale ti sei rivolto ha richiesto il pagamento di un corrispettivo per portare a compimento una pratica gratuita, come la dichiarazione ISEE, sicuramente il richiedente sta commettendo un’irregolarità. Vero è che gli addetti appartenenti a diversi Caf avanzano richieste di pagamento affermando che, mentre l’invio della specifica pratica è gratuito, l’assistenza alla compilazione è un servizio a pagamento. Tuttavia, per quanto riguarda la DSU, cioè la dichiarazione sostitutiva unica, dalla quale emerge l’indicatore ISEE, la convenzione tra Inps e centri Caf [1] prevede esplicitamente anche l’attività di assistenza da parte dell’ente che invia la dichiarazione: il rimborso al Caf, difatti, che per il 2019 varia da un minimo di 10,81 euro sino a un massimo di 17,35 euro per ogni dichiarazione ISEE, comprende sia l’invio che l’assistenza nel compilare il modello.

Ma allora come si giustifica la richiesta di pagamento?

Purtroppo, in base agli accordi, che variano da caso a caso, capita di frequente che il Caf centrale non riconosca alcun compenso agli sportelli Caf, per rifarsi delle spese dei servizi telematici messi a disposizione degli stessi. Quindi lo sportello Caf dovrebbe lavorare gratuitamente?

I Caf centrali, nei vari messaggi inviati agli sportelli, evidenziano ai responsabili degli stessi i vantaggi inerenti all’offerta di servizi gratuita, come la fidelizzazione della clientela, che tornerebbe poi allo stesso sportello Caf per la richiesta di pratiche a pagamento. In realtà, però, pratiche gratuite come la dichiarazione ISEE possono comportare tempistiche di compilazione piuttosto lunghe, in base alla consistenza del nucleo familiare, al patrimonio ed alla presenza di situazioni particolari, nonché responsabilità tutt’altro che indifferenti. Lo stesso discorso vale per la domanda di reddito di cittadinanza e per altre pratiche gratuite.

Così, i vari sportelli Caf per farsi pagare queste pratiche gratuite “inventano di tutto”: 10 euro per le fotocopie, 30 euro per l’attività di consulenza, e così via. Lo stesso avviene per quanto riguarda le pratiche gratuite dei patronati, anche se normalmente gli sportelli ricevono sempre dei compensi, seppur minimi.

Perché mi è stata richiesta l’iscrizione al sindacato?

Il sindacato è, nella generalità dei casi, l’ente promotore di patronati e Caaf, centri autorizzati di assistenza fiscale. Spesso, per portare a compimento alcune pratiche gratuite, come la domanda di pensione o di disoccupazione, il patronato “pretende”, da parte del cittadino, la contestuale adesione al sindacato promotore dell’ente e l’autorizzazione all’addebito delle quote sindacali sull’indennità di disoccupazione o sulla pensione.

Questa pretesa, naturalmente, è illegittima, in quanto non si può obbligare una persona ad aderire ad un’organizzazione. Di fatto, però, questa adesione viene presentata al cittadino come un obbligo: “se non aderisci, non mando avanti la pratica, oppure ti richiedo il pagamento di un corrispettivo”.

Come devo comportarmi se il Caf o il patronato mi chiedono di pagare?

Se lo sportello Caf o patronato richiede il pagamento di una pratica, devi innanzitutto verificare se si tratta di una pratica a pagamento o meno. Se è a pagamento, non puoi avanzare alcuna contestazione, in quanto non sono previsti per legge prezzi minimi e massimi (potrebbero però essere previsti dalla convenzione tra lo sportello Caf ed il Caf centrale, lo stesso per il patronato, ma queste convenzioni, trattandosi di accordi tra le parti, solitamente non sono pubblicate).

Se si tratta di una pratica gratuita, fai presente all’addetto che il pagamento non è dovuto, ed in caso di insistenza avverti che segnalerai questa irregolarità. In ogni caso, prima di affidare una pratica ad un Caf o ad un patronato, ti consiglio di informarti presso diversi sportelli e di richiedere un preventivo che riguardi anche eventuali “costi accessori”, per evitare malintesi, discussioni e brutte sorprese.

In ogni caso, le ragioni di Caf e patronati, che richiedono il pagamento di pratiche per le quali comunque l’ente e gli addetti impiegano tempo e denaro, sono più che legittime: ad essere errato è il sistema di rimborsi, veramente esigui, così come appare contestabile la suddivisione degli stessi tra Caf centrale e sportelli. Purtroppo, a fare le spese di questa situazione sono sempre i soliti: cittadini e professionisti.


note

[1] Allegato 1 messaggio Inps 2439/2019.


1 Commento

  1. Sono andato da un CAF per conto di mia moglie x fare una esplorativa di pensione, mi anno chiesto 24,00, dopo una secca dimostrazione di ladrata si sono accontentati di 12,00€.
    o dato incarico a mia moglie di passare a ritirarlo, ma a sbagliato CAF che si trova nello stesso Comune e non lo hanno trovato ed anno fatto una nuova esplorativa consegnandola immediatamente e gratuita, se questo è serietà lascio ogni commento.

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