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Srl agricola: gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate

28 Dicembre 2019
Srl agricola: gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate

Ho un problema con Agenzia Entrate. A luglio 2019, ha notificato un accertamento alla società agricola Srl di cui sono socia e al rappresentante legale. Abbiamo sempre collaborato, inviando tutto ciò che chiedevano, ma hanno sempre messo tutto in dubbio, persino i documenti della banca.

Attualmente, per Pec è stato notificato alla società la sanzione, al rappresentante legale attraverso busta verde. La Srl risponde da sola delle obbligazioni sociali e, dunque, non capisco come possano essere richieste ‘tasse’ ai soci che non rispondono delle obbligazioni sociali.

Negli accertamenti, hanno scritto cose inverosimili, come le somme di cui si disponeva, mai avute, e che Tizio ha venduto l’azienda alla società, mai fatto in quanto c’è il contratto d’affitto. I prelevamenti in contante sono serviti per pagare tasse, fatture e vivere visto che non c’è altro introito (fatture latte e vendita bestiame). Se negli accertamenti ci sono gli errori descritti vengono annullati? In caso mi venisse notificata una sanzione come socia, come posso procedere contro l’Agenzia o funzionario visto che non mi è mai stato notificato di essere sotto accertamento come socia? E’ vero che devo aspettare che sia il commercialista a dire quanto posso prelevare dal conto corrente della società?

Il quesito tocca un argomento molto delicato sul quale, però, è urgente intervenire immediatamente rivolgendosi, prima di tutto al suo professionista e poi, qualora quest’ultimo le comunichi di non potersi occupare della pratica, ad un professionista specializzato in contenzioso tributario. Infatti, gli avvisi di accertamento devono essere impugnati entro 60 giorni dalla data di notifica, o, quanto meno, entro 60 giorni occorre depositare istanza di accertamento con adesione, che consente di rinviare la scadenza del termine per proporre ricorso di ulteriori 90 giorni, qualora vi fossero argomenti che il contribuente ritiene che l’Agenzia delle Entrate non abbia tenuto in considerazione prima di emettere l’accertamento.

Nel frattempo, le inviamo le risposte che lei ha richiesto, che tuttavia non possono in alcun modo consentire di risolvere il problema creato dalla notifica dell’avviso di accertamento a società e soci.

Dal contenuto del quesito sembra di poter comprendere quanto segue:

  • una società agricola ha ricevuto un accertamento dall’ufficio fiscale;
  • l’accertamento è stato basato, almeno in parte, sui prelievi per contanti registrati sul conto corrente bancario della società, da parte dei soci;
  • i soci hanno effettuato l’opzione per la trasparenza fiscale, inviando lettera raccomandata all’Ae e pertanto sono diventati titolari dei redditi della società nonché obbligati a pagare le imposte al posto della società;
  • probabilmente – ma questo nel quesito non è precisato – l’Agenzia ha basato l’accertamento sul disconoscimento dell’attività agricola, trasformandola in attività commerciale, da questo è conseguita l’imputazione di un reddito d’impresa ai soci.

Fatte le premesse di cui sopra, le risposte ai quesiti posti sono le seguenti:

  • seppure nel quesito siano indicati errori ritenuti evidenti dalla richiedente, in realtà questo non basta assolutamente per annullare l’avviso di accertamento, in quanto per farlo occorrono documenti oggettivi e certi o ragionamenti presuntivi basati su fatti certi e dotati di logicità, razionalità e proporzionalità;
  • la richiedente potrà difendersi da ogni atto amministrativo che le verrà notificato come socia, tuttavia, considerato che la somma accertata e le violazioni contestate sembrano di valore superiore ai 3.000 euro, è necessario che la contribuente si rivolga ad un professionista specializzato in difesa tributaria;
  • la trasparenza fiscale è un’opzione che il socio di una Srl può esercitare entro la fine di ciascuno periodo di imposta, ma, una volta esercitata, vincola al regime prescelto per tre anni; qualora sia stata effettuata questa scelta è poi a discrezione dei soci effettuare eventuali prelievi anticipati di utili durante l’anno, anche se, in effetti, gli utili dovrebbero essere distribuiti solo dopo che la società li avesse conseguiti, dunque occorrerà porre attenzione alla quantità degli acconti utili che i soci prelevano ed alla loro congruità con l’utile complessivo annuale che la società dichiara, al netto delle imposte pagate.

Tuttavia, nel caso indicato nel quesito, se la società fosse stata ritenuta agricola dagli organi di verifica, i soci avrebbero potuto prelevare tutti gli utili, al netto delle imposte pagate sul reddito agrario e dominicale, senza doverli sottoporre a tassazione, pertanto si ritiene che l’accertamento potrebbe aver modificato la qualifica della società da agricola commerciale.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dr. Mauro Finiguerra, commercialista.



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