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Autovelox non tarati: ricorso

18 Dicembre 2019
Autovelox non tarati: ricorso

Come impugnare la multa per eccesso di velocità se l’autovelox non è stato sottoposto a taratura: occhio alla data del verbale. 

Eccesso di velocità: una condotta in cui cadono tutti gli automobilisti, anche i più ligi al Codice della strada. Ma gli autovelox non fanno sconti e, a parte il diritto ad applicare la tolleranza del 5% rispetto ai limiti, non è possibile invocare la “buona fede” del conducente. L’unica giustificazione per chi viene fotografato è richiamare una situazione di grave urgenza (come per chi trasporta un parente in ospedale) o sollevare il dubbio che l’apparecchio non funzionasse correttamente. Come? Dimostrando che non è stato sottoposto a taratura. 

La taratura dell’autovelox è una sorta di check-up che va fatto obbligatoriamente almeno una volta all’anno. A dirlo è stata la Corte costituzionale che, nel 2015, ha dichiarato parzialmente incostituzionale il Codice della strada nella parte in cui non prevedeva la verifica periodica degli strumenti di controllo elettronico della velocità [1]. La Cassazione ha rimarcato tale aspetto, specificando che la taratura è necessaria tanto per gli autovelox fissi che per quelli mobili. 

La multa elevata con un autovelox non tarato è nulla: si può, pertanto, fare ricorso innanzi al giudice di pace del luogo ove è stata elevata. Ma come fare a capire se l’autovelox è stato tarato? E soprattutto per quali motivi si può fare ricorso? C’è più di una sentenza della Suprema Corte che lo spiega. Di recente, ad esempio, la Corte ha precisato che la verifica non può avere effetti retroattivi per cui, se in causa viene prodotto il verbale che attesta la taratura, bisogna attentamente controllare in quale data è avvenuta. 

Ma procediamo con ordine.

Autovelox non tarato: come fare a capirlo?

Per annullare la multa non serve dimostrare che l’autovelox non fosse funzionante: basta il semplice fatto che non sia stato tarato, anche se poi, nonostante ciò, l’auto si trovava effettivamente in eccesso di velocità. 

Il primo problema è, dunque, scoprire se l’autovelox è stato tarato o meno. In realtà, non compete all’automobilista fare lunghe e laboriose ricerche. Basterebbe semplicemente presentare un’istanza di accesso agli atti amministrativi presso l’organo accertatore per chiedere la visione del verbale di taratura rilasciato dalla ditta autorizzata. Si tenga conto che:

  • il cittadino ha diritto a visionare l’originale ed, eventualmente, ad estrarne copia. L’amministrazione deve rispondere nel più breve tempo possibile e comunque non oltre i termini (30 giorni) per fare ricorso contro la sanzione al giudice di pace;
  • il cittadino può comunque fare ricorso al giudice anche senza prima prendere visione del certificato di taratura: egli potrà limitarsi a sollevare l’eccezione di omessa taratura, spettando poi all’amministrazione la prova contraria, costituita dalla produzione in giudizio dell’originale o di copia autentica.

Per facilitare i compiti del trasgressore, la Cassazione [3] ha detto che il verbale deve per forza indicare l’ultima data in cui è stata eseguita la taratura. In assenza di tale specifica, la multa è nulla e può essere impugnata. Questo presupposto, che potrebbe apparire formale, è in realtà disposto a tutela dei diritti del cittadino, per dare a questi la certezza che la funzionalità dell’apparecchio sia stata previamente accertata dai verbalizzanti nei termini di legge. 

Taratura autovelox: come stabilire se è regolare

La taratura può essere eseguita solo da ditte specializzate che abbiano ottenuto la certificazione ministeriale. In caso di utilizzo sulle strade ad alta velocità (ad esempio in autostrada), l’autovelox va tarato in autodromi.

In ultimo, la dichiarazione di conformità dello strumento elettronico non vale ad attestare la funzionalità rispetto a infrazioni effettuate in epoca precedente la sua redazione. La taratura, infatti, non può avere valore retroattivo.

In pratica, quando il trasgressore contesta l’affidabilità dell’apparecchio, il giudice è tenuto ad accertare se lo strumento è stato sottoposto ai controlli e l’onere della prova è a carico dell’amministrazione. Ma nessun valore giuridico può avere la taratura dell’autovelox sulle infrazioni rilevate prima della sua emissione. 

note

[1] C. Cost. sent. n. 113/2015.

[2] Cass. ord. n. 33164/2019 del 16.12.2019.

[3] Cass. ord. n. 5227 del 06.03.2018.


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1 Commento

  1. Purtroppo nell’articolo vengono date per scontate cose che non lo sono affatto, anzi. Con ricorso in opposizione a sanzione amministrativa, ho impugnato innanzi al GdP di Roma una contravvenzione comminata per eccesso di velocità poichè nel verbale non erano specificati ne gli estremi relativi all’omologazione, ne tantomeno quelli relativi alla taratura, ma era riportata solo la solita frase generica ” velocità rilevata a mezzo apparecchiatura autovelox debitamente omologata e revisionata della quale gli agenti stessi…etc”. Roma Capitale si è costituita in giudizio, producendo in atti i relativi certificati di omologazione e di avvenuta taratura, regolarmente effettuata. Il Giudice ha rigettato il ricorso (Sentenza 9010/2019 GdP Roma). In effetti, da una attenta rilettura dell’ordinanza 5227/2018, se da una parte afferma che “…relativamente alla fattispecie esaminata, la taratura dell’apparecchiatura risultava
    necessaria e, solo a condizione che vi fosse stata espressa indicazione nel verbale dell’avvenuto
    adempimento, il rilevamento poteva presumersi affidabile, con conseguente onere dell’opponente di
    contestare la cattiva fabbricazione, installazione e/o funzionamento del dispositivo”, conclude dicendo ” Nella specie, la causa è stata rinviata al giudice d’appello, che dovrà accertare se fossero state effettuate le verifiche
    periodiche di funzionalità e di taratura”. Vale a dire, a meno che io non interpreti male, che se nell’eventuale appello il Giudice avesse accertato l’avvenuta effettuazione delle verifiche di funzionalità taratura, la sanzione sarebbe risultata valida, a prescindere dagli estremi non riportati sul verbale contestato.

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